Eliminare il senso di colpa

Come eliminare il senso di colpa di non riuscire a fare tutto

Eccoci arrivate al primo giorno della rubrica ‘ Speciale Mamme’ nata in collaborazione con Valentina Infante ed il suo blog Mamma Sfigata.

Valentina, che nella vita si occupa di comunicazione integrata, copywriting, editing e pubbliche relazioni, e’ anche mamma di due bellissimi bimbi e sul suo blog racconta le sue avventure con grande ironia e propone idee e suggerimenti divertenti di cosa fare con i bimbi, dai viaggi alle attivita’ nel weekend.

Insieme, esploreremo in questo spazio, alcuni di temi piu’ scottanti dell’essere mamma e lavoratrice mettendo a disposizione le nostre competenze ed esperienze per offrire a voi che leggete dei nuovi sounti di riflessione e degli strumenti che possono esservi utili.

Come? Io le proporro’ alcune domande e brevi esercizi di coaching e lei condividera’ con noi le sue risposte, in una sorta di ‘doppia intervista’ che pubblicheremo reciprocamente sui nostri blog 😊.

Bene. Iniziamo quindi con l’argomento di oggi: eliminare il senso di colpa.

“Devo farcela a fare tutto!”
“Oddio, ma come faccio? Non lo so – ansia che sale – Ma devo farcela
!”

Spesso queste sono le frasi che molte mamme si trovano a dire a loro stesse quando sono alla ricerca del tanto agognato equilibrio tra famiglia e lavoro.

Diciamocelo, se ne parla spesso, di questo fantomatico “ fare tutto” – ci hanno fatto anche un film! – e si parla altrettanto spesso di quanto noi donne siamo in grado di sentirci in colpa se non soddisfiamo la realizzazione di questo “ tutto ”.

Ma che cos’è questo tutto? Facciamo un attimo un ragionamento insieme.

Molte temono di perdersi qualcosa di importante e allo stesso tempo di mancare a qualcuno.
Sono preoccupate di non essere presenti in un momento delicato dei propri progetti a lavoro.
Oppure tormentate all’idea di perdere un importante step nella crescita del proprio amato figlio.

Il punto è che a nessuno piace non potersi godere le cose belle che accadono nella vita che già è tanto complicata di suo: quindi da un lato il piacere di essere a lavoro a fare qualcosa che siamo brave a fare e dall’altro essere a casa con i bambini che amiamo e con i quali ci divertiamo sono entrambi necessari.
Nessuna di noi vorrebbe avere una vita senza la nostra amata famiglia e, a meno che noi non viviamo di una rendita abbondante ereditata da qualche ricco zio americano o russo, il nostro lavoro rende possibile l’esistenza della nostra famiglia.
Per non parlare del fatto che molte di noi si sono fatte un discreto mazzo per arrivare dove sono arrivate e sono diventate anche piuttosto brave in quel che fanno quindi sarebbe un’enorme frustrazione doverci rinunciare.

E questo ci riconduce quindi alla domanda dell’inizio.

Cosa significa fare tutto?
E possibile trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia?

Ok, ora se vuoi puoi andare a prenderti un drink. E’ concesso.

Bene, forse esiste un modo di osservare diversamente questo tema.
Facciamo insieme questi esercizi. Pronti, partenza, via!

1) METTI A FUOCO
Iniziamo con il concetto del “ fare tutto”.

Cosa significa fare tutto per te?
Per ogni donna questo può voler dire qualcosa di diverso ed è estremamente importante che tu identifichi cosa significhi per te.
La tua versione di “tutto” potrebbe includere anche fare le pulizie di casa, cucinare tutti i pasti, gestire gli impegni dei ragazzi e portare a casa uno stipendio da € 80.000.

Oppure potrebbe voler dire prendersi almeno 4 serata a settimana, assicurarti di avere una serata romantica con tuo marito almeno una volta al mese, dare una sistemata alla buona in casa tra una volta e l’altra in cui viene la colf, spartirti gli impegni con tuo marito ed avere uno stipendio di € 20.000.

Non esiste una versione giusta o una sbagliata, esiste la tua versione di “tutto” ed è importante che sia quella che ti rende serena e felice.

Le differenze dipendono dalle decisioni che hai preso, dalla prospettiva che hai e dalle aspettative che hai su te stessa.
Ma non solo. Dipendono anche dai messaggi che hai ricevuto riguardo la maternità come figlia e da cosa fa la maggior parte delle persone che frequenti.

La cosa bella è che non è mai troppo tardi per cambiare: anche se ci sentiamo come “imprigionate” in una situazione che non desideriamo, una volta che ne diventiamo consapevoli, possiamo sistemare le cose.

Prendi un foglio bianco e descrivi il tuo tutto.
Quali sono le mansioni che devi svolgere? Quali quelle che vuoi svolgere?
Quali quelle che potresti delegare? Quali quelle sulle quali puoi chiudere un occhio?

Valentina ha risposto così:

 Sai che è davvero difficile spiegarlo a parole? [ si, lo so! E’ per questo motivo che gli esercizi di coaching funzionano, perche’ ti aiutano ad estrarre dalla tua testa le idee e chiarirtele e farlo e’ difficile perche’ non siamo abituati. Ma la ricompensa e’ grande!] Vediamo, ci provo, così metto un po’ di ordine nella mia testa. Devo dire, a mio favore, che negli ultimi mesi ho fatto passi da gigante sulla mia consapevolezza. Per me fare tutto significa riuscire ad avere una vita oltre il lavoro, oltre i figli. Significa potermi anche ritagliare del tempo libero da dedicare a me stessa e ai miei interessi, ad esempio il mio blog che è una valvola di sfogo, ma anche un momento piacevole perché posso liberare i miei pensieri e la mia creatività. Un’oretta di sport alla settimana perché dopo due gravidanzemi sento parecchio invecchiata e appesantita e a 33 anni non voglio vedermi come una vecchietta un po’ sovrappeso, ingobbita e sciatta. Così ho tagliato i capelli corti perché, mentre prima potevo andare tutte le settimane dal parrucchiere, ora con i piccoli non ho più il tempo: sono più pratici e mi sento più in ordine.

Inoltre, sto cercando di buttare le zavorre del passato una ad una: dai lavori che non pagano, nel senso più ampio del termine, quindi non solo economicamente ma anche come esperienza; dal cercare sostegno dalle persone che sulla carta dovrebbero essere le prime della lista ed, invece, non ti capiscono e ti appesantiscono. Quest’ultima consapevolezza è stata la più difficile da accettare, ma ora che ne ho preso piena coscienza sono più serena. Un grazie lo devo dire a mio marito che mi ha aperto gli occhi su tante cose del mio passato, sulla mia educazione, sulla mia crescita personale. L’equilibrio interiore, non ancora pienamente raggiunto, mi ha dato la spinta per fare delle scelte drastiche, correre dei rischi, e ottenere risultati che credevo di non poter raggiungere, perché pensavo di non meritare, professionalmente parlando. Per ciò che riguarda il mio ruolo di mamma, invece, ultimamente sono abbastanza soddisfatta anche mi occupo dell’ 80% delle esigenze dei bambini, li vesto, li porto a scuola, li vado a prendere e sto con loro dalle 17 alle 19. Preparo la cena, faccio la spesa (soprattutto per le cose da mangiare) e il fine settimana mi dedico totalmente a loro. Mio marito fa le lavatrici, compra i detersivi e le cose pesanti, come l’acqua e le bibite. Dopo cena lui sta con i bambini, mentre sistemo la cucina, poi il papà mette a letto il piccolo e accendiamo la tv, magari io e Pietro facciamo un puzzle, disegniamo e attacchiamo le figurine mentre (cerchiamo) di guardare un film o un documentario.Ci siamo imposti due regole, nell’ultimo mese, e mi pare che la cosa funzioni: niente cellulare dalle 19 in poi – ma qualche volta sgarro 😊- e si sta tutti assieme in sala da pranzo. Questo perché abbiamo una casa su due piani e, prima, mio marito aveva la tendenza ad andarsene di sopra alle 21 e la cosa mi faceva arrabbiare oltremodo. A lui, invece, dava fastidio che stessi sempre con il telefono in mano, così, siamo scesi a patti!

Comunque sulla suddivisione dei compiti stiamo ancora lavorando, ma mi pare che stiamo andando un po’ meglio ultimamente. Ciò di cui mi sono accorta è che se lavoro un po’ meno e ho più tempo per figli, casa e marito, beh, siamo tutti più rilassati e felici! L’ultima domanda era…? Ah, già, su cosa chiudere un occhio. Mah, sull’essere costantemente attenta a tutto ciò che fanno e dicono i bambini. Un po’ di tv in più, qualche gioco fuori posto, qualche ora dai nonni, non ha mai fatto male a nessuno… no?

Ora tocca a te. Ricordati. Non esiste una sola risposta. Esiste la tua risposta.

Quando avrai messo a fuoco cosa vuol dire per te “tutto”, potrai decidere se questa visione è adeguata a te, al tuo carattere, alla tua famiglia e alla tua vita oppure se sia il caso di apportare alcune modifiche in modo da smetterla di impazzire in una routine esageratamente esigente e goderti un po’ di più il bello della vita.

2) RIVEDIAMO LE TUE CONVINZIONI

Sai, gli studiosi ci insegnano che è proprio tra 2-6 anni, il nostro cervello è in una modalità che potremmo chiamare “spugna” che corrisponde ad uno stato di onde cerebrali theta.
In questa fase osserviamo ed assorbiamo tutto ed impariamo come agire e reagire alle cose, situazioni, circostanze e persone che ci circondano.

A quell’età siamo molto influenzabili ed impressionabili e quelli sono gli anni in cui formiamo le nostre opinioni e idee su argomenti come il denaro, la salute, la fiducia in se stessi , le relazioni, il lavoro e l’amore e tutte le altre cose che fanno parte della nostra vita.

Le opinioni positive che ci formiamo, diventano spesso nostri punti di forza e ci sostengono negli anni a venire, diventando spesso le basi del nostro carattere e dei nostri risultati.
Ma questi sono gli anni in cui si formano anche le nostre convinzioni limitanti, cioè le idee negative su alcuni temi importanti per non dire fondamentali, della nostra vita quotidiana

Credenze che ci portiamo per gli anni a venire. Credenze che hanno la capacità di rallentarci o addirittura fermarci nella nostra crescita e nella nostra strada verso la vita che desideriamo. Quelle credenze che alimentano il piccolo mostro dentro di noi e che ci fregano proprio quando meno ce l’aspettiamo.

Come dicevo poco sopra, spesso abbia ereditato un modo di pensare a come “ dovremmo” essere delle brave mamme sulla base di un modo di essere che abbiamo vissuto e visto come figlie.

In poche parole, se la nostra mamma ci preparava il pranzo tutti i giorni e noi oggi non riusciamo a farlo e lasciamo i figli al nido o alla materna fino alle 17.00, potremmo essere erroneamente indotte a pensare che visto che non pranziamo con i nostri figli, allora non siamo delle brave mamme e , per questo motivo, sentirci in colpa.

Lo stesso potrebbe capitare guardando le altre donne che fanno parte della nostra comunità e sentirci in obbligo di dover fare le stesse cose che fanno loro per non sentirci inadeguate o poco capaci.

Prendi un foglio bianco e rispondi.

Cosa vuol dire per me essere una brava mamma?
Cosa vuol dire per me essere una donna in gamba?
Cosa vuol dire per me essere donna nel 2015? Cosa penso delle donne che lavorano?

Scrivi una frase per ogni argomento che ritieni importante.

Dopo avere scritto la frase di apertura, prendi nota di tutti i pensieri che emergono.

Non finirai velocemente. Ci vuole tempo.
Puoi lavorarci ogni giorno per un po’. Per due /tre giorni.
Scrivi tutti i pensieri che ti vengono in mente, non importa quanto ti sembrino sciocchi.
Scrivili e basta, perché queste sono le tue regole interne in base alle quali vivi e crei la tua vita.
Diventandone consapevole, puoi cominciare a cambiarle. Ok?

Quando le liste sono complete, rileggile. Segna una stellina o un pallino accanto alle convinzioni che senti positive e di sostegno, mentre con un’altra penna di un altro colore, barra le convinzioni che ti ostacolano, che ti fanno sentire in colpa, quelle convinzioni che ti rendi conto non sono funzionali a renderti felice.

Soffermati sulle convinzioni negative e chiediti, “voglio che questo modo di pensare continui a gestire le mie emozioni?”. “ Sono disposta ad eliminarlo?”
Poi prendila e trasformala in positivo.

Ecco alcuni esempi.

Una donna per avere successo nel suo lavoro, non può avere una famiglia felice ==> Una donna che ha una famiglia felice ha maggiori possibilità di avere successo nel suo lavoro

Una donna per essere una brava madre deve trascorrere tanto tempo con i suoi figli ==> Una brava madre è in grado di dare amore ai suoi figli in tanti modi, sia quando trascorre il tempo con loro che quando lavora, migliora e cresce dando un esempio positivo e prosperoso.

Una volta che ho finito di trasformare le convinzioni negative in positive, l’esercizio sarà quello di farti una sorta di TOP TEN, stamparla e appenderla in un luogo dove puoi vederla spesso e leggerla e ripeterla a voce alta almeno un paio di volte al giorno.

All’inizio sembrerà ridicolo ed imbarazzante, poi pian piano invece, la situazione migliorerà e comincerai a crederci e dopo un po’, quel di cui sei convinta, farà parte della tua vita.

Valentina, dopo aver svolto il lavoro, riassume così le sue convinzioni, in modo equilibrato e positivo:

Essere una brava mamma significa essere un esempio di integrità, di amore, uno stimolo, uno scudo difensivo, un abbraccio al momento giusto, saper sorvolare sui piccoli difetti, dimostrare affetto e cercare di capire i figli per ciò che sono e non per come vorrei che fossero. Accettare, insomma, i loro limiti ma anche i miei. Sapere che ci sono dei momenti in cui non ce la faccio, sono stanca, ho bisogno d’aiuto, senza per questo sentirmi in colpa. Essere una donna in gamba, vuol dire saper coniugare la propria sfera personale con quella affettiva e lavorativa. Non vorrei essere una donna in carriera, non mi ci sento tagliata, ma neanche mamma e basta. Penso che donna nel 2015 voglia dire proprio questo: compiere delle scelte sensate, senza dover per forza rientrare in un cliché. Io ho scelto di lavorare perché mi piace, mi serve a dare a me stessa e alla mia famiglia delle opportunità in più. Che non vuol dire avere tutto, per tornare al discorso precedente, ma per me significa potermi permettere dei bei viaggi, delle giornate alla scoperta di musei, parchi, luoghi di cultura. Mi interessano molto meno i vestiti firmati, l’estetista, il trucco e parrucco. Ma è una mia scelta, ecco.

Ti ricordo, che nello svolgere questo lavoro di coaching  non esistono convinzioni ‘giuste o sbagliate’. Questo esercizio serve per mettere a fuoco cosa e’ ‘efficace o non efficace’ per te a farti stare bene e a fae stare bene la tua famiglia. Non a sancire una definizione o un giudizio di cosa sia giusto in assoluto. Ok? 😊

 

3) INTEGRAZIONE AL POSTO DI EQUILIBRIO

Le parole contano. Ah se contano.

Proviamo a lavorare sull’integrazione famiglia/lavoro invece che sull’equilibrio famiglia/lavoro, ti va? Farlo ci dà la possibilità di sovrapporre e talvolta far coincidere alcune cose. Se l’integrazione è l’obiettivo, non ci aspettiamo di avere il focus solo in un luogo, ma semplicemente di averla dove dovrebbe essere, di volta in volta. E forse ( dico forse!) potremmo lasciare andare un po’ di “dovrei” e “avrei dovuto” e vivere con gioia e consapevolezza ogni momento.

La vita è fatta di compromessi, l’importante è scegliere con cura e consapevolmente cosa e quando ne accetti uno in modo che ti permetta di goderti con gioia la tua bellissima vita e soprattutto, di non sentirti in colpa.

Come?

Pensa alla tua vita in blocchi da 2, 3, 4, 5 o anche 6 ore l’uno.

Stabilisci cosa succede in ogni “blocco”.

Ad esempio.

Ti svegli alle 6 e decidi che per le successive 2 ore sei dedicata alla famiglia, a fare colazione insieme e ad iniziare la giornata.

dalle 8 alle 2 potrebbe essere il blocco dedicato al lavoro

dalle 2 alle 4 è un po’ di tutto perché potresti avere l’idraulico in casa o i ragazzi che rientrano da scuola e dover dare un’occhiata ai compiti

dalle 4 alle 6 ancora lavoro

dalle 6 alle 9 è tempo per la famiglia e la casa

dalle 9 alle 10 chiudi le ultime cose di lavoro e pianifichi la giornata successiva.

Ogni giorno ovviamente può essere diverso e ogni giorni puoi scegliere come “integrare”: prova anche tu ora!

Scrivi due o tre possibili suddivisioni della tua giornata, rivedendo come di solito pianifichi tutti i tuoi impegni e ricordati: la perfezione è un’illusione.

La realtà è che dare la priorità a quel che conta veramente, veramente, veramente per te, ti renderà subito più libera da tanti pesi e, certamente, dal senso di colpa.

Valentina ha risposto così:

Questo è il punto più difficile perché qui pecco realmente di disorganizzazione, anche se sto cercando di darmi un ordine che puntualmente non seguo. Tutte le mattina faccio mente locale delle cose che devo fare e… finisce sempre che ne metto troppe! O che sotto-stimo il tempo che ci vuole. Però, giuro che da adesso in poi ci proverò seriamente e ti farò sapere 😄

Ora tocca a te.

Scrivi qui sotto nei commenti che effetto ti hanno fatto questi esercizi.

Sono emerse delle intuizioni? Hai capito qualcosa di nuovo su te stessa?

Hai deciso di cambiare qualcosa nello schedule della tua famiglia?

Facci sapere, siamo curiose e vogliose di esserti utile.

1 commento

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  1. […] voglia di fare anche tu questi esercizi? Io li ho fatti li puoi leggere sul blog Total Freedom di Vale Giuffré (così ti renderai conto che siamo tutte nella stessa barca ;)! […]

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