Come trasformare la tua idea in un prodotto digitale

Se stai leggendo questo articolo è probabile che tu abbia fatto caso ad un fenomeno di successo in crescente ascesa, ovvero quello dei prodotti digitali o meglio ” infoprodotti” digitali. Molti piccoli business stanno avendo recentemente successo proprio facendo leva sulla creazione di prodotti digitali che contengono informazioni interessanti ed utili per i clienti a cui questi business si rivolgono.

Ecco perché ho deciso di scrivere quest’articolo su come trasformare la tua idea in un prodotto digitale.

Quando parlo di prodotti digitali, mi riferisco a e-book, corsi on-line, prodotti audio, template scaricabili, video corsi, ecc ovvero tutta quella categoria di prodotti informativi, educativi, formativi digitali che risulta sempre più attraente grazie al basso costo di produzione – infatti l’investimento principale per realizzare questo genere di prodotti è il tuo tempo insieme alle tue competenze – e al potenziale di scalabilità. Ne ho parlato approfonditamente qui.

Guadagnare online non è solo – o meglio, non è più – solo una questione di pubblicare qualche annuncio pubblicitario qua e là, realizzare dei banner carini e implementare link di affiliazione. Certamente queste sono ottime strategie, ma non è questo il modo più corretto per pensare di creare un progetto lungimirante e di successo.

Se hai delle competenze e delle passioni di valore che possono interessare ad una nicchia di mercato, quel che ti consiglio di fare è di creare in tutta autonomia i tuoi prodotti digitali e venderli quanto prima tramite il tuo sito.

Se non sai di quale argomento parlare o non sei sicura, tra tutte le tue idee, quale sarebbe quella che può funzionare, ti consiglio di leggere il mio articolo “Come trovare la tua grande idea”.

Vale la pena di creare un prodotto digitale?

Sarò schietta. Secondo me assolutamente sì. E personalmente credo che creare e vendere prodotti digitali sia la cosa che valga veramente la pena fare fin da subito se hai un business che lavora anche tramite il sito o il blog.

Ho imparato ad essere molto selettiva sulla gestione del mio tempo, cercando di usarlo il più possibile in attività che mi danno un ritorno positivo – sia economico che di gratificazione personale – ed ho capito che per me, come per molte altre donne, le due attività su cui investire la maggior parte del tempo in modo efficace sono:

  • creare creare creare ( per me ad esempio è realizzare i miei video corsi , le dispense e i workbook)
  • comunicare e promuovere strategicamente con contenuti di qualità il mio mesaggio ( per me ad esempio gli articoli del blog e le video lezioni )

Ci sono dei grandi vantaggi nel realizzare prodotti digitali,  in termini di rapporto tempo e guadagno.

Puoi lavorare 30 ore con un cliente, pagata all’ora e aiutare quella persona.

Oppure.

Puoi lavorare 30 ore, scrivere un buon ebook, venderlo più e più volte ed aiutare molti più clienti.

Mi spiego?

Trascorrere il tuo tempo prezioso creando qualcosa come un ebook o un prodotto digitale
che puoi vendere più e più volte è letteralmente il miglior uso che puoi fare del tuo tempo.

Tim Ferris, nel suo libro 4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando dieci volte meno  ha scritto ” I prodotti digitali informativi sono a basso costo, veloci da realizzare e piuttosto lunghi da riprodurre per i tuoi competitors” : ti consiglio caldamente di leggere questo libro, non solo perchè sviscera bene questo tema ma anche perchè è davvero affascinante sentire raccontare la sua storia.

Bene, diciamo che i vantaggi nel creare info prodotti digitali sono notevoli su più fronti.

Perciò la risposta è : sì. Ne vale assolutamente la pena.

trasformare la tua idea in un prodotto digitale

Come realizzare il tuo primo prodotto digitale?

1. Testa la tua idea

Parlo spesso con le mie clienti dell’importanza di testare le idee di business, proprio perché è qualcosa in cui anche io all’inizio ho toppato . Vedila coosì: non c’è motivo di dedicare la tua mente e la tua energia per giorni, settimane  o mesi per la creazione di un prodotto digitale che nessuno in realtà vuole .

In questo articolo, ho spiegato come puoi fare a verificare la bontà della tua idea.

Ed ho trattato lo stesso tema con ulteriori spunti e consigli, in questa puntata video del Total Freedom Monday Lab .

2. Crea una lista di attesa 

Le persone amano le anteprime. Creare una lista di attesa è un buon modo di soddisfare questo bisogno e è un modo altrettanto buono per testare ulteriormente la tua idea per il prodotto digitale che vuoi creare.

Infatti ti permette di scoprire velocemente quante persone sono realmente interessate all’argomento di cui tu vuoi parlare, perchè conterai chi si è iscritto alla tua lista d’attesa. E’ semplice capire che se pochi si iscrivono allora l’argomento di cui vuoi parlare ha poco appeal: se invece tanti si registreranno alla tua lista di attesa, allora hai buone probabilità che un discreto numero di loro procederà poi all’acquisto.

Per questo scopo, ti suggerisco di creare una landing page molto semplice per raccogliere i nominativi e gli indirizzi email di questi potenziali clienti: per creare le landing page in modo semplice ed efficace, esistono anche delle risorse molto utili.

Io uso Leadpages.net alcuni miei amici e colleghi usano Optimizepress: sono strumenti molto validi, dai un’occhiata, non te ne pentirai.

3. Inizia a costruire il tuo pubblico con contenuti gratuiti

Una volta che hai creato la tua landing page pronta a raccogliere i contatti dei tuoi potenziali clienti devi iniziare a dare loro un buon motivo per andare su questa pagina e iscriversi. Immagino che questo abbia senso, no?

Il modo migliore in cui puoi raggiungere questo obiettivo nella mia esperienza è creare un contenuto gratuito. Può essere un breve report di qualche pagina in cui tratti in modo breve l’argomento su cui vuoi costruire il tuo prodotto digitale. Oppure un’anteprima. Qualche volta potrebbe essere il primo capitolo del tuo ebook. O magari mezzora di chiacchierata gratuita con te per dare un consulenza nel tuo settore.

Ricordati che più dai, più ricevi.

Questa è la regola. Se vuoi scoprire di più sull’argomento contenuti gratuiti, ti invito a leggere questa guida che ho scritto proprio pensando a Te.

4. Crea il Tuo Prodotto Digitale

Una volta che hai creato una lista di contatti email ed hai una buona community e seguito sui social, dovresti cominciare ad avere una certa continuità di traffico sul tuo sito e puoi quindi iniziare a lavorare seriamente sul tuo primo prodotto digitale.

Come fare?

Segui questi semplici passi per tracciare una scaletta dei contenuti.

  • Fai un brainstorming delle tue idee su una grande lavagna
  • Usa le mappe mentali
  • Scrivi un documento con Word o Pages

Come organizzare i contenuti?

Io ho una formula molto efficace, ma di questa preferisco parlarti in un altro post per non dilungarmi in troppi dettagli qui e rischiare di farti confusione su tutto.

Ti basta sapere per il momento che mentre progetti il tuo prodotto le domande da porti sono:

  • ” Quale vantaggio può trarre il mio cliente da questo?
  • “Qual è il modo più semplice che ho di fargli raggiungere il risultato che vuole?”
  • “In che ordine è meglio spiegarglielo?”

Come realizzarlo

Dopo che hai realizzato la tua scaletta, il resto è facile.

Ti suggerisco una tecnica che ho usato all’inizio per scrivere i miei primi ebook: è molto semplice.

Per ogni argomento della scaletta chiacchieravo un po’ registrandomi – lo puoi fare anche con il cellulare. E poi semplicemente trascrivevo quel che avevo registrato con Word o con Pages , lo editavo e lo impaginavo. Salvavo in pdf e … Fatto!

Per realizzare audio corsi, video corsi o programmi più complessi, ci sarà tempo e sarò felice di darti ulteriori indicazioni in un altro articolo. per adesso ti invito a metterti alla prova con un primo infoprodotto semplice come un ebook e poi , pian piano, ad ampliare la tua offerta.


Ora tocca a te.

Scrivimi qui sotto nei commenti che prodotto digitale vorresti realizzare e quali sono le tue difficoltà in modo che io possa aiutarti.

 

 

La prossima settimana scopriamo insieme come promuovere e vendere questo  prodotto digitale e fare crescere il tuo business online, ma intanto ti aspetto all’episodio 6 del Total Freedom Monday Lab che potrai vedere in diretta lunedì 4 aprile alle 18.00 – e poi sempre in differita – cliccando questo link  per spiegarti meglio come trasformare la tua idea nel tuo primo infoprodotto digitale , facendoti qualche esempio e rispondendo alle tue domande dal vivo. 

 

 

 

Come trovare la tua grande idea

Se sei come molte delle mie lettrici e clienti, uno dei problemi che potresti avere e che ti frena dal procedere è come trovare la tua grande idea per cominciare ad avere successo. Forse non ne hai nessuna. Forse ne hai troppe. Sta di fatto che vorresti trovare la tua strada e una soluzione per stare alla grande, ma non riesci.

In altre parole fatichi a decidere su quale progetto investire tempo ed energie per trasformare un tuo sogno in qualcosa che ti dia un buon profitto e ti consenta di realizzare la vita che desideri.

Se ci pensi, al giorno d’oggi, ci sono un sacco di opportunità per costruire qualcosa partendo dal nulla, eppure la maggior parte delle donne si blocca a pensare che cosa quel qualcosa dovrebbe essere e intanto si ripete scuse per non realizzarla.

In questo articolo voglio parlarti di come trovare la tua grande idea e di un trend in grande crescita dal quale potresti trarre vantaggio anche tu, creando grazie ad esso uno stile di vita ti totale libertà.

Prima di iniziare, una precisazione.

La grande idea a cui mi riferisco è una “business idea”, cioè un’idea grazie alla quale creare profitti: non mi sto riferendo qui a quelle grandi idee, originali e divertenti che però non interessano a nessuno tranne che a te e alla tua migliore amica, ma mi riferisco ad un’ idea che possa avere un mercato disposto a spendere del denaro per saperne di più.

Chiarito questo dettaglio e chiarito quindi che voglio che tu impieghi le tue energie per pensare ad un progetto vincente che ti permetta di migliorare la tua condizione attuale, procediamo.

Questo articolo è il primo di una serie dedicata a come creare un prodotto digitale e come creare un business online, ti suggerisco quindi di iscriverti alla mia newsletter per non perdere le prossime “puntate” e alla mia video serie gratuita su Youtube,  Total Freedom Monday Lab, in cui ogni lunedì al vivo – e sempre in differita – approfondisco i temi che tratto qui nel blog.

E sappi che quello di cui parlerò è utile anche se hai già una tua attività perché leggendolo scoprirai un buon modo per rendere il tuo business “scalabile”. ( Avere un modello di business scalabile significa che la propria attività è replicabile ed è quindi possibile aumentarne le dimensioni e il giro di affari in maniera esponenziale.)

Pronta ? Iniziamo

Un trend vincente: i prodotti digitali

Cos’è un prodotto digitale? Ne ho parlato tempo fa qui, ma diciamo in modo molto semplice che ebook, audio libri, audio corsi, video corsi, webinar, membership online, sono tutti esempi di prodotti digitali.

Non so se lo hai notato, ma ci sono 3 fatti che stanno connotando la nostra società negli ultimi anni:

  1. Ovunque e sempre di più le persone leggono online, guardano video online e ascoltano informazioni che cercano e trovano online.
  2. La quantità di tempo che investono nello svolgere questa attività è in notevole crescita.
  3. La quantità di denaro che investono per farlo è in crescita.

Ho letto qualche tempo fa un articolo su Forbes in cui si diceva che l’industria dell’e-learning , ovvero della vendita di informazioni, formazione e know-how online – ha raggiunto i 107 miliardi di dollari nel 2015.

Pensa anche solo a come grazie a Skype, consulenti e professionisti possono offrire i loro servizi in tutto il mondo semplicemente con una connessione e un computer o uno smartphone: io stessa da oramai 5 anni propongo le mie sessioni di coaching anche via web.

Sono stati venduti oltre un miliardo di Iphone e Ipad e , se ci pensi un attimo, per cosa vengono utilizzati per la maggior parte del tempo questi dispositivi?

Ok, sì, per comunicare. Ma sempre di più per la lettura di libri, per ascoltare audio, per guardare foto e video e per imparare e frequentare corsi online. E chi sta creando gli ebooks, i video corsi e gli altri prodotti digitali di successo? Le persone comuni che hanno imparato come farlo da zero.

Forse alcuni ne conosci già anche tu, ma ti faccio qualche esempio.

Hai mai sentito parlare di Clio Make Up, al secolo Clio Zammatteo?

clio-makeup-real-time

Trasferitasi a New York con il suo ragazzo, frequenta un corso di Make Up design e apre nel 2008 un canale su Youtube per condividere quel che sta imparando e la sua esperienza negli States: lei è brava, è simpatica e grazie a questi video tutorial inizia velocemente ad avere un gran seguito. Morale della favola. Oggi Clio vive della sua passione, il suo è uno dei canali Youtube più seguito in Italia, ha pubblicato un suo libro, ha condotto un suo programma in tv su Real Time, ha collaborato con Vogue, con Pupa e con altri brand famosi nel mondo del beauty e del lusso.

 

E Chiara Ferragni, l’autrice del famosissimo TheBlondeSalad?

Chiara Ferragni

Nato come un blog di moda in cui Chiara , all’epoca studentessa, condivideva dalla sua cameretta a Cremona la sua passione per moda attraverso la pubblicazione di foto e semplici consigli di stile è diventato un business da milioni di euro. Oggi la Ferragni  , volto di Pantene nell’ultimo spot, oltre che avere collaborato con grandi brand del fashion e del lusso ha creato da poco una sua linea di scarpe ed è considerata un influencer a livello mondiale.

 

 

 

 

Facciamo un salto oltreoceano e parliamo un attimo dell’amatissima Marie Forleo, autrice e business coach che attraverso il suo sito raggiunge centinaia di piccole imprenditrici nel mondo offrendo loro consigli di marketing e lifestyle. La sua B-School, un corso online di marketing per piccoli business al femminile spopola ed è amatissimo al punto che Marie è arrivata ad essere notata da un specie di “divinità” americana ovvero la mitica Oprah Winfrey.

lovemark-marie-forleo-standard-600x600Il suo successo arriva dopo 2 anni di Marie Tv il suo show su youtube che conta milioni di visualizzazioni e pensare che Marie era una normalissima ragazza nata e cresciuta in New Jersey con una marea di passioni e che per sbarcare il lunario, nel primo periodo della sua carriera si manteneva facendo la barista e l’insegnante di aerobica.

Insomma, credo che tu stia capendo che la strada dei prodotti digitali sia una strada percorribile con grande impegno e tenacia, ma senza enormi difficoltà e che possa aprire opportunità che oggi nemmeno penseresti possibili.

Peter Drucker,  guru del business americano, ha coniato ancora alla fine degli anni ’50 il termine  “knowledge economy” ovvero l’economia della conoscenza ed è fuor di dubbio che è esattamente quella in cui siamo entrati da tempo: se ci pensi un attimo, è facile rendersi conto che siamo pagati sempre più per il nostro sapere piuttosto che per il nostro lavoro fisico. Drucker ha predetto ancora anni fa uno scenario in cui il sistema scolastico ed universitario sarebbero andati a sparire sostituiti da “un’industria di formazione che avrebbe offerto enormi opportunità a tutti coloro che avessero offerto l’insegnamento di competenze specifiche a chi ne aveva bisogno.” E a giudicare dai numeri di cui ti ho parlato poco sopra, penso proprio che l’esperto studioso della scienza del management e del business, abbia davvero azzeccato.

Personalmente credo che ogni donna dovrebbe avere un suo prodotto digitale. Dovrebbe avere un modo per condividere quel che sa con gli altri e farlo in un modo che produca valore così da poterlo vendere. Sai perchè?

  • Perchè quando crei il tuo prodotto digitale puoi condividere quel che sai e che hai appreso grazie ad anni di studio e di lavoro e puoi aiutare un sacco di persone ad imparare qualcosa che tu sai fare bene – e che magari dai anche per scontata.
  • Puoi raccontare la tua storia e, più sei autentica più hai successo, condividendo in modo positivo anche le sfide e le difficoltà che hai dovuto affrontare e le soluzioni che hai trovato.
  • E puoi, dulcis in fundo, guadagnare bene facendo tutto questo , creando benessere per te e uno stile di vita libero.

Come trovare la tua grande idea

Seguendo quindi il discorso, abbiamo capito che creare un prodotto digitale può essere per te l’azione giusta da compiere sia che tu stia pensando di avviare una tua attività in proprio online, sia che tu abbia già un’attività e voglia farla conoscere e rendere di più.

Ma per cominciare, ti serve un’ idea per il tuo primo ebook o mini corso, per la tua prima video serie, un’idea che funzioni per creare il tuo primo prodotto digitale e metterti alla prova.

Il modo migliore per mettere a fuoco la tua grande idea è scoprire sin da subito  il tuo sweet spot, cioè il punto di incontro  tra ciò che ti piace fare, con quello che sei brava a fare e quello che la gente pagherà per imparare o avere da te.

come trovare la tua grande idea

Ecco qui un esercizio fantastico per trovare il tuo sweet spot e la tua grande idea:

  1. Fai un elenco delle tue competenze e scrivi tutto – tutto! – quello in cui sei brava e ritieni di avere qualcosa da poter condividere con gli altri. Potrebbe trattarsi di competenze che hai sviluppato grazie ai tuoi studi e alla tua carriera: o anche di capacità che hai acquisito in seguito ad un’esperienza particolare.
  2. Ora fai un elenco di tutto quello che ti appassiona, quello che vorresti condividere con il mondo: perché per te ha valore, perché ci tieni oppure perché vorresti che tutti venissero a conoscenza di questo qualcosa che a te appassiona.
  3. Ora prendi le due liste e seleziona le voci che appartengono ad entrambe: quindi scrivi una terza ed ultima lista che sarà la fusione delle due precedentemente scritte.
  4. Dai ora un’occhiata alla lista e concentrati per vedere in quale di queste aree le persone hanno bisogno di qualcosa e /o magari stanno già pagando qualcuno per soddisfare questo loro bisogno.
  5. Adesso usa le 3 seguenti domande per identificare un piccolo gruppo di persone – detto in gergo, una nicchia di mercato – che sia incline a comprare da te un prodotto digitale che abbia a che vedere con una delle voci nella lista n° 3:

Domanda #1: Il tuo potenziale cliente è motivato? E’ meglio iniziare ad identificare una persona che ha un bisogno e che prova una forte emozione. Un’emozione che lo spinge a soddisfare il suo bisogno. E’ difficile vendere un prodotto a qualcuno che non ne ha già intenzione. Descrivi quindi un gruppo di persone che possono essere motivare a comprare il tuo prodotto digitale.

Domanda #2 Cercano una soluzione? Nel gruppo di persone motivate è importante trovare un sottogruppo di persone che stanno attivamente cercando informazioni e soluzioni. In altre parole devi scoprire se quello che tu vuoi offrire è cercato da qualcuno. Questo è un buon momento per usare strumenti come ad esempio ” Google Keyword” e scoprire se le persone stanno cercando soluzione nella tua nicchia. Descrivi quindi le soluzioni che stanno cercando.

Domanda #3: Stanno facendo fatica a trovare la risposta giusta? Una volta che hai identificato un gruppo di persone che sono motivate e che stanno cercando soluzioni, domandati ” Queste persone sono in grado di trovare una risposta di alta qualità online?” Se hai fatto un buon lavoro con le prime due domande, avrai sicuramente individuato una nicchia in cui la tua conoscenza e la tua esperienza ti permetteranno di creare il prodotto digitale più utile che possano trovare. Scrivi perché le tue risposte sono migliori per queste persone e perché avranno più vantaggi imparando da te.

A questo punto, dovresti avere un elenco di 3 o 5 o anche più idee molto interessanti e giuste per creare un prodotto digitale e per creare poi un business online.

E non si tratta di idee qualunque, ma di argomenti che ami, in cui sei brava e che possono avere un interesse sul mercato.

Insomma cara amica, potresti avere, sul tuo foglio, la tua prima grande idea di business, pronta per essere realizzata!

 

La prossima settimana scopriamo insieme come trasformare queste idee in un prodotto digitale, ma intanto ti aspetto all’episodio 5 del Total Freedom Monday Lab che potrai vedere in diretta lunedì 28 alle 18.00 – e poi sempre in differita – cliccando questo link per spiegarti meglio come trovare la tua grande idea , facendoti qualche esempio e rispondendo alle tue domande dal vivo. Se hai dubbi o curiosità, scrivi qui sotto nei commenti così che io possa esserti utile.

 

Cos’è il personal branding, perché mi piace e perché dovrebbe piacere anche a Te

Partiamo subito con il dire che se sei una freelance, una consulente, una coach e se hai un’attività in proprio, tu non solo non ti devi disinteressare di questo argomento facendo la gnorri, ma anzi. Tu cara amica, il personal branding lo devi amare con la A maiuscola.

Perché? Ora ti spiego tutto. Intanto scopriamo di che si tratta.

Cos’è il Personal Branding

Secondo la definizione del maggior esperto in Italia di Personal Branding, il bravo Luigi Centenaro

il personal branding è la ragione per cui un cliente o un partner ti sceglie.

E già questo ti fa comprendere che si parla di un insieme di attività precise che hanno l’obiettivo di renderti appetibile sul mercato: per meglio dire, al tuo mercato di riferimento.

Alcune persone, traducendo letteralmente dall’inglese il termine “brand” con ” marca“, credono erroneamente che quando si parla di branding si parli solo del logo oppure che ci si riferisca a quella che in gergo tecnico si chiama, l’immagine coordinata – cioè

loghi, colori, caratteri, impaginazione e presentazione grafica dei documenti online e offline.

In parte è vero,  perché l’aspetto visivo del brand è sicuramente un aspetto chiave: ma è solo un tassello del puzzle.

Quello che invece è decisamente più importante è ciò che gli aspetti visivi di un brand sottendono, ovvero l’identità , i valori, la filosofia che quella marca vuole raccontare attraverso la sua comunicazione e i suoi prodotti.

Se io ti nomino, ad esempio, Mulino Bianco, tu immediatamente pensi a famiglia, sorrisi, sole, latte e biscotti e buonumore. Ed è proprio questo che l’azienda ha scelto di raccontare di sé sperando che quando la sua cliente ideale è al supermercato, desiderosa di vedere tutta la famiglia allegra e pimpante a colazione, scelga di prendere le Macine o il Pan Di Stelle.

Se tu fossi invece single, amante della cucina salutistica, di mantenerti in forma, ti identificheresti con un altro tipo di prodotto perché hai altri valori, quindi su di te ha più presa un Gran Cereale o un Cotto al Vapore. Non a caso, le grandi aziende come la Barilla, hanno diverse gamme di prodotti e diversi brand a seconda del mercato a cui si rivolgono.

Bene. Detto tutto ciò e capito che cos’è il branding, passiamo a comprendere meglio il personal branding e veniamo a te che non sei una multinazionale, anzi: ricordiamoci che vista la dimensione della tua attività in proprio la tua “azienda” sei tu.

cos'è il personal branding

Il Personal Branding è proprio la pratica che usano i professionisti per promuovere loro stessi e le loro attività come “brand“.

Pensaci un attimo. Che cosa hanno in comune Alessia Marcuzzi, Chiara Ferragni, Clio Make Up, Dario Vignali, oppure  – spostandoci oltre oceano – Kim Kardashian, Beyoncè, Seth Godin o Taylor Swift ?
Se la prima cosa che ti viene in mente è che hanno milioni di fans  sui social media, hai ragione, sì.

Questo è sicuramente vero.
Ma la risposta che sto cercando è nella ragione “nascosta” dietro i loro milioni di seguaci sui social media.

C’è un’unica strategia che tutti condividono, una strategia che spinge un numero enorme di persone a seguirli.
La risposta: i loro brand sono ricchi, colmi e straripanti della loro grande personalità. Del loro stile e della loro “firma”.

Anzi, sarebbe più giusto dire che  le loro personalità sono i loro brand. A partire dal loro look al modo unico con cui esprimono loro stessi, queste persone “impacchettano” i propri contenuti in un modo che li distingue da chiunque altro nella loro nicchia ed ecco perchè sono così seguiti ed amati.

Le persone rispettano chi lavora duramente, questo sì. Ma ahimè non basta essere bravi ed impegnarsi tanto. Infatti il pubblico ama più di seguire e comprare da coloro che sentono autentici, genuini e con i quali sentono di avere una relazione: ecco perché, in un mercato pieno zeppo di offerte, le persone sono più inclini a seguire il loro cuore più di qualsiasi altra cosa.

Ed ecco perché tu devi fare in modo che il loro cuore li porti da te.

Quindi, per ricapitolare un po’ la nostra definizione , possiamo dire che :

il Personal Branding è l’insieme delle informazioni personali e professionali che racconto di me al mio cliente ideale per fare in modo da evocare in lui un’emozione di allineamento ed empatia con me ed avvicinarlo con spontaneaità alle mie offerte.

Perché mi piace il personal branding

Quando ho aperto la mia attività nel 2008, sapevo un bel po’ di cose sulla mia attività e su come essere una brava coach, ma sapevo pochissime cose su come farla conoscere, e non avevo idee se non quelle due cosette in croce che di solito le persone fanno quando aprono un loro business. Sai, non voglio sembrarti presuntuosa, ma nella mia vita professionale fino ad allora io ero sempre stata cercata. Mi erano arrivate tante e diverse proposte e sempre avevo potuto scegliere tra più di una opportunità.

Ma quando ti metti in proprio e crei la tua attività, tutto è diverso ed ho capito  rapidamente che i clienti non sarebbero arrivati in fila indiana a fiotti, davanti alla porta del mio ufficio se io non avessi fatto in modo che questo avvenisse.

E così mi sono messa a studiare marketing e web marketing, seguendo e imparando dai migliori esperti: gli americani. E non americani qualsiasi, quelli più bravi. Una tra tutte, la maestra della tanto amata Marie Forleo, cioè la mitica Ali Brown, guru della generazione di imprenditrici donne che hanno fatto la differenza negli ultimi 10 anni.

Grazie alle tecniche che ho appreso nei corsi e nei programmi di coaching che ho seguito – e che continuo a seguire – sono venuta a conoscenza del concetto di personal branding e me ne sono innamorata.

Per una come me che combatte da tutta la vita in difesa dell’autenticità, dell’originalità e del non dover per forza rientrare in categorie o schemi pre configurati da altri, puoi ben capire che sollievo e che entusiasmo nel capire che più mettevo nel mio business me stessa, la mia indole e il mio stile unico e più avrei avuto successo.

Cosa ho fatto grazie ad un buon personal branding?

  • ho messo a fuoco la mia mission, ovvero perchè faccio quello che faccio e quali sono i  problemi che risolvo
  • ho riscritto tutti i miei testi dalla mia presentazione, all’home page, alla mia bio, alla mia pagina “about me” sul sito e su tutti i social
  • ho capito che sbagliavo a volere avere il pubblico più ampio possibile e che invece esisteva una tipologia di cliente ideale che aveva bisogno di me ed ho scoperto chi era e come raggiungerla
  • ho smesso di chiamarmi genericamente “coach” ed ho definito il mio titolo e la mia job description con maggior unicità e carisma
  • ho creato il mio manifesto e l’ho divulgato anche sotto forma di video
  • ho creato servizi ed offerte che le mie clienti volevano e vogliono davvero ed ho trovato il modo di venderli senza sentirmi “venditrice”
  • ho identificato la mia “immagine” visiva, colori, immagini, stile e mi diverto un sacco a continuare a mantenerla viva
  • ho cominciato a dare, dare, dare senza paura capendo che è una chiave fondamentale per crescere professionalmente.

Grazie al personal branding, ultimo, ma non ultimo, la mia attività è cresciuta esponenzialmente e ho iniziato ad attirare clienti e progetti che amo, oltre che entrate decisamente superiori, più continuative e gratificanti.

Perché dovrebbe piacere anche a te

Credo che a questo punto del post tu abbia capito bene perché un buon Personal Branding dovrebbe essere non importante per te, ma importantissimo!

Ti faccio un breve elenco giusto per semplificare i concetti chiari e tondi nella tua mente. Il Personal Branding ti deve piacere perché :

  1. Ti permette di dimostrare perché sei diversa da altri che offrono prodotti o servizi simili a i tuoi
  2. Coinvolge il tuo pubblico, catturando il suo interesse e attirandolo verso il tuo messaggio e i tuoi contenuti.
  3. Stabilisce rapport tra te e il tuo pubblico, crea un legame che ti aiuterà a convertire clienti potenziali in clienti veri e propri quando è il momento giusto.
  4. Dà prova che la tua attività non è solo chiacchiere, numeri e tecnologia glamour, ma anzi, dimostra che hai un cuore e un’anima e che sei disposta a condividerli.
  5. Trasforma il tuo messaggio da noioso ad affascinante, aumentando sia l’impatto di quel che dici che la qualità delle opportunità che la tua comunicazione può creare.

 


 

Ora puoi fare tre cose:

  1. Scrivermi qui sotto commenti, domande o raccontarmi come stai lavorando sul tuo personal branding e chiedermi magari un consiglio
  2. Prenotare una Discovery Session con me e raccontandomi il tuo progetto e scoprendo così quale percorso posso proporti per aiutarti a lavorare sul tuo Personal Branding e dare una svolta al tuo business.
  3. Partecipare ai miei Total Freedom Monday Lab, video serie dal vivo ricche di consigli pratici su tutto questo e molto di più. Clicca qui per vedere le vecchie puntate.

 

 

 

Come trovare i tuoi clienti ideali

L’episodio 004 del Total Freedom Monday Lab è davvero molto interessante per chi vuole capire come trovare il proprio cliente ideale.

Il video in breve

Prima capiamo insieme perchè avere un cliente ideale è così importante per avere successo nel proprio business

E poi ci focalizziamo bene su come fare ad individuarlo e mettere in chiaro i criteri che ci permettono di riconoscerlo, incontrarlo, piacergli ed attrarlo a noi e alle nostre offerte.

 

[Ti è piaciuto questo episodio? Per favore, lo condivideresti per me? Più persone lo condividono e più riuscirò a mantenere gratuite e prive di pubblicità queste video lezioni! Hai bisogno di formazione più approfondita, vuoi capire insieme a me chi può essere il tuo cliente ideale?  Parliamone: dai un’occhiata alla mia Discovery Session.]

Cos’è un calendario editoriale e come si fa

A grande richiesta di molte delle mie lettrici e clienti, oggi rispondo ad una domanda che ho ricevuto spesso di recente: cos’è un calendario editoriale e come si fa.

In questo articolo, parliamo del calendario editoriale da realizzare per un blog – e se ancora non ne hai uno, leggi qui come mai invece ti converrebbe crearlo – , ma molti degli accorgimenti che trovi qui li puoi applicare anche per la stesura della tua newsletter o per la gestione dei post sui tuoi social media.

Il calendario editoriale è un calendario nel quale inserisci, in una determinata data, i titoli degli articoli che pubblicherai sul tuo blog. Fino a qui, piuttosto semplice. Giusto?

Ma capiamoci bene.

Non si tratta semplicemente una pianificazione della tua agenda, per ricordarti che il tal giorno tu devi pubblicare il tal post.

Un calendario editoriale è molto di più. 

L’obiettivo di creare un calendario editoriale è scrivere testi mirati, interessanti e utili ai tuoi lettori, applicando una strategia precisa che hai studiato con calma a tavolino e che ti fa realizzare un lavoro di content marketing efficace.

( se vuoi scoprire cos’è il content marketing, ne ho parlato qui)

Diciamo, in poche parole, che è il mezzo attraverso il quale fai conoscere al tuo potenziale cliente quel che tu sai, sai fare e che soprattutto, puoi fare per lui, prima incuriosendolo, poi dandogli informazioni e poi invogliandolo ad acquistare le tue offerte.

Un calendario editoriale ti garantisce una struttura per assicurarti che il tuo blog lavori per la tua attività duramente almeno quanto te.

Avere un calendario editoriale per il mio blog ha cambiato la mia vita.

Una volta, nel mio vecchio blog, infatti scrivevo solo quando avevo l’ispirazione, cosa che un sacco di persone fanno.

E in fondo non c’è nulla di sbagliato: è bello scrivere quando si è ispirate. Ma non basta!

Ho iniziato poi a darmi una scadenza settimanale alla quale cercavo di attenermi pubblicando, ad esempio ogni giovedì.

E questo in un primo momento ha funzionato bene: poi c’è stato il giorno in cui ho dimenticato ( vedi procrastinato) di scrivere il mio post e mi sono ritrovata last-minute la sera prima a scrivere, restando sveglia fino a tardi per tirare fuori  qualcosa. Forse non è stato il miglior post di sempre, ma l’ho pur sempre pubblicato. Ma capisci da sola che quell’articolo non è stato proprio uno dei migliori.

Poi c’è stata la settimana in cui ho avuto vari impegni contingenti e non ho pubblicato nulla.

E quella settimana poi sono diventate due.

Morale, in un mese, un articolo e fatto anche un po’ alla bell’e meglio.

E’ lì che ho capito che stavo perdendo tempo e che era il caso di realizzare un calendario editoriale.

Molte pensano che un calendario editoriale serva ad evitare il “blocco dello scrittore” davanti allo schermo bianco.

Ma questo è solo uno dei vantaggi.

Se infatti vuoi usare il tuo blog per aiutarti a trasformare i tuoi lettori in fan sfegatati e clienti, devi avere un  PIANO per capire come ottener questo risultato.

COME SI FA

#1 Crea un Profilo del tuo lettore ideale

Come sai, il primo consiglio che do a chi ha una sua attività in proprio è sapere a chi vende e quindi conoscere il profilo del proprio cliente ideale.

Lo stesso concetto vale per il blog.

Non stai parlando a tutto il World Wide Web , non stai parlando nemmeno a buona parte del World Wide Web.

Stai rivolgendoti ad un archetipo preciso di persona e quando ti legge il tuo lettore ideale rivedrà se stesso nelle tue parole.

Si sentirà compreso e avrà voglia di leggerti, seguirti e pian piano di creare una relazione con te.

nb: La persona che è pronta a comprare non è sempre la stessa persona che ha bisogno di conoscere chi sei, come la pensi e cosa fai. Tienilo a mente!

#2 Stabilisci un obiettivo

Nello scrivere un post, puoi avere diversi tipi di obiettivi.

  • Primariamente “aiutare ed educare” ovvero fornire informazioni e know-how della tua disciplina scrivendo e comunicando con un linguaggio semplice, rivolgendoti direttamente al tuo lettore. 
  • Poi “ispirare e motivare”, quindi ad esempio raccontare storie tue personali o magari anche di altri , storie che possano sostenere il tuo credo, la tua filosofia e che siano allineate al tuo modo di proporre i tuoi servizi.
  • Un altro obiettivo potrebbe essere di carattere commerciale. Poniamo che tu a maggio abbia in programma di lanciare un nuovo servizio o una nuova offerta. Anche il tuo blog può lavorare per condurre il tuo lettore ad essere interessato a questa offerta. E quindi nel mese di aprile scrivere post mirati a trattare l’argomento del tuo servizio, sviscerandolo da più punti di vista per avvicinare il tuo lettore e condurlo ad essere un potenziale acquirente.

Il mio consiglio è quello di mantenere questa ultima tipologia di post, ovvero quelli con obiettivo commerciale, in una percentuale notevolmente bassa: massimo 5 ogni 100.

#3 Parla di argomenti che coinvolgono

Di questo argomento posso fare – e farò – un intero post dedicato, entrando più specificamente nei vari dettagli: creare contenuti di marketing accattivanti è un’arte affascinante che richiede tante riflessioni.

Ma intanto ti dico la cosa più importante.

Ascolta il tuo pubblico e usa le sue parole. ( Ne avevo parlato anche qui ).

  • Quali sono le domande che ti fanno più spesso?
  • Quali sono le difficoltà che molti di loro hanno e condividono?

E’ proprio di questo che tu parlerai ovvero dei loro problemi e delle soluzioni che tu conosci e che puoi spiegare e proporre.

Devi offrire valore.

  • In che modo puoi aiutare chi ti sta leggendo?
  • Hai consigli pratici da offrire oppure dritte da addetti ai lavori che puoi condividere?
  • Hai una tua storia personale da raccontare per ispirare i lettori e spiegare loro come hai avuto anche tu la loro medesima difficoltà e come l’hai superata.

Più do, meglio è.

Se ti attieni a questo principio, allora il tuo contenuto sarà amato, seguito ed apprezzato.

#4 Crea contenuti “alternati”

Ti propongo oggi una formula che contiene 4 importanti parole chiave, per farla diventare la tua traccia ogni volta che scegli di cosa parlare.

Hai mai sentito parlare della formula AIDA?

E’ una vecchia formula rappresentata da un acronimo.

Attenzione | Interesse | Desiderio | Azione

E tu puoi usarla, nella creazione del tuo calendario, creando il giusto equilibrio di articoli tra i 4 elementi.

Attenzione

Nella fase dell’attenzione cerchi di avvicinare a te il pubblico.  Potrebbe essere un post sotto forma di guida, un manifesto. Un contenuto che speri diventi virale.

In pratica: Diciamo , ad esempio, che sei una social media manager che si rivolge ad un pubblico di freelance e solopreneur non ancora del tutto avviati, il tuo post in questa fase potrebbe essere qualcosa come “ I 10 benefici principali del Social Media Marketing” oppure “ Perché io credo nei Social Media e perché dovresti anche tu”

Interesse

Questa è la parte difficile. Attirare l’attenzione potrebbe essere facile, mantenere poi l’interesse diventa una sfida più grande: questi sono i post in cui mostri quel che vali e ti focalizzi sul problema del lettore in modo da fargli capire che sai cosa sta passando e farlo diventare consapevole e desideroso di risolvere il problema.

In pratica:  Continuando con il nostro esempio, un articolo che potresti scrivere in questa fase è “ Come io gestirei i Social di Kim Kardashian e perché” oppure “ Come farti notare tra mille concorrenti? E’ più dura di quel che pensi.”

Desiderio

Costruire da zero un desiderio è impegnativo, ma è possibile far leva ed

aumentare il desiderio che le persone già potrebbero avere per qualcosa che offri. Questo genere di posti dovrebbero venire proprio prima del lancio di un prodotto ed eliminare le obiezioni, far in modo che le persone ti credano con con prove concrete e aiutarle ad immaginare che cosa sarebbe la vita grazie al vostro servizio o prodotto.

In pratica: In questa fase potresti raccontare una case history di un lavoro fatto per un tuo cliente e scrivere “ E se io avessi la soluzione ai tuoi problemi?”

Azione

E alla fine, l’azione che è contenuta primariamente nella tua landing page ma può anche essere un post che lancia il tuo prodotto. Dovrebbe ricordare al tuo lettore tutti i passi attraverso cui l’hai condotto e deve contenere l’offerta giusta con il giusto valore.

In pratica: In questo caso, dovresti scrivere un post che poi diriga alla sales page e che ricordi al tuo lettore cosa ha attirato la sua attenzione, quali siano i suoi problemi, come tu ne sia consapevole e come tu li puoi risolvere.


Ora tocca te.

Entra in azione e scrivi almeno 12 titoli per il tuo blog: considerando una pubblicazione a settimana, sarà così che realizzerai il tuo calendario editoriale per i prossimo 3 mesi.

Se hai domande o dubbi, scrivile qui sotto nei commenti così se posso, ti aiuterò volentieri.

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4 Errori che ho compiuto quando ho avviato la mia attività

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Parto con la cattiva o con la buona notizia?

Alcune delle più sconfortanti statiche dicono che le attività in proprio falliscono entro i primi due anni.

Bene, ok. Questa era la brutta notizia. Ma la buona notizia è che sappiamo perché questo succede: e quindi possiamo evitarlo!

Un misto di fattori, tendenzialmente due grandi motivi: confusione totale su cosa fare e come farlo + totale solitudine nel valutare e decidere le migliori azioni e strategie.

Quindi, se hai avviato la tua attività da poco tempo, sappi che è normale che tu ti senta un po’ abbattuta perchè le cose non vanno come ti aspettavi o come vorresti.

Lo dico sempre che c’è una soluzione per tutto, ma prima di arrivare a parlartene , ti racconto due parole sul mio percorso per arrivare dall’inizio ad oggi.

Quando ho iniziato come Life Coach , desiderosa di “coachare” tutto il mondo, oramai 9 anni fa, ero piena di entusiasmo e aspettative. Non vedevo l’ora di prendere la mia certificazione e buttarmi a capofitto nel mondo per aiutare un sacco di persone. Ero bella carica e pronta a fare la differenza per la quale mi sentivo davvero “chiamata” , come avessi ricevuto una specie di vocazione!

6 mesi dopo avere iniziato ero a terra totalmente, 3 o 4 clienti – in 6 mesi! – e tre risparmi avanzati dal vecchio lavoro nel mio conto in banca! Disastro!

Non riuscivo a capire come fosse possibile. Ero brava nel mio campo. Ero preparatissima. Ero determinata. Avevo anni di esperienza professionale alle mie spalle.

E allora perché mi stava succedendo tutto questo?

Ero da sola senza una mappa per il successo, nessuno con cui parlare e nessuno che mi desse qualche dritta valida.

Ma non ho mollato! Ero davvero determinata a riuscire a fare bene con il mio lavoro di coaching.

Era una combinazione di puro ottimismo, atteggiamento “fierce” alla Beyoncè e una PROFONDA passione che mi faceva andare avanti.

Lo so che capisci quel che dico perché anche tu condividi con me questa passione per quel che fai : questo grande amore per  il tuo lavoro.

Ma tutto questo, seppur fondamentale, non era sufficiente.

Ora la mia attività finalmente è sostenibile e mi ecco perché oggi voglio condividere con te 4 terribili errori che ho fatto nel mio primo anno di attività così tu li possa evitare!

Tweet: Ottimista è chi si rende conto che fare un passo indietro dopo averne fatto uno avanti non è un disastro. E’ più un cha cha cha

 

ottimista

 

I 4 terribili errori che mi hanno fatto impazzire nel mio primo anno di attività e come tu puoi evitarli.

Errore #1 Non sapere a chi stai vendendo e perché

Questo è il pezzo assolutamente più importante per ogni donna in proprio, soprattutto nelle attività di freelance, consulente e coach in tutti i settori. Quando ho avviato la mia attività di coaching, avevo il desiderio di aiutare tutti e il mio messaggio era generico e piuttosto vago: ecco perché è andata a finire che invece che aiutare tutti, non aiutavo nessuno.

Se non sai con precisione a chi puoi essere utile e quale sia il tuo cliente ideale, quali le sue difficoltà e quali i suoi desideri, le tue offerte non saranno appetibili per nessuno.

Dopo avere smesso di rivolgere i miei servizi a chiunque ed avere definito con chiarezza cristallina chi erano le persone con cui mi sarebbe piaciuto lavorare e con le quali avrei sicuramente potuto ottenere dei risultati concreti, la mia attività ha preso un’impennata incredibile dandomi la forza e il coraggio di andare avanti ed osare sempre di più.

Da fare: definire il tuo target e il tuo cliente ideale

Errore # 2 Un mindset da fifona

Il mio primo anno di attività in proprio è stato pieno zeppo di paure.

Paure di investire nella mia attività, paura di non trovare i clienti con cui lavorare e paura di raccontare chiaro e tondo il mio “messaggio” al mondo: in altre parole, paura di parlare apertamente di me stessa e delle mie opinioni.

La mia attività è cambiata radicalmente quando ho toccato il fondo dopo avere dedicato quasi un anno a lavorare 10 ore al giorno e a non avere raccolto un granchè. Sapevo che dovevo far funzionare le cose. A. Tutti. I Costi. Oppure semplicemente smettere. Indovina cosa ho scelto? Mi sono rinforzata lavorando molto su me stessa per tirare fuori il mio potere femminile e comportarmi con l’atteggiamento che ha una piccole imprenditrice da svariate migliaia di euro di fatturato. Mai sentito dire ” fake it until you make it”?

Fai finta fino a che non ce la fai! Ecco, funziona spesso così. Assolutamente vero e provato sulla mia pelle.

Quando cambi la tua mentalità e smetti di pensare in piccolo , quando raccogli le forze prendendole dentro di te ed inizi a credere in te stessa, allora anche le circostanze esterne cambiano.

Da fare: smetti di guardare le altre e pensare che siano bravissime mentre tu non vali nulla. Loro sono bravissime ma anche loro hanno avuto un inizio e anche loro hanno avuto paura. Leggi qui quali convinzioni devi sviluppare per essere una brava piccola imprenditrice e qui per imparare un esercizio unico per lavorare sulla tua sicurezza interiore.

Errore # 3 Non avere modelli di business e strategie di marketing che sostenessero la mia attività

Quando ti metti in proprio devi seriamente prendere in considerazione l’idea di fare un business plan e di avere delle basi solide nella struttura della tua attività: organizzazione, aspetti legali e contabili, sistemi per gestire l’agenda e gli impegni.

Inoltre, importantissimo! – è fondamentale avere una strategia di Marketing per dare continuità alle tue entrate e coltivare, l’avviamento prima e la crescita poi, ogni singolo mese.

Da fare: pensa seriamente all’idea di lavorare sul tuo business plan e sul mettere a fuoco una strategia iniziale di marketing. Qui trovi il mio corso online ” Non solo Business Plan” dedicato a questo tema, per chi inizia.

Errore #4 Non avere il supporto e la guida di un esperto che mi facesse da mentore

All’inizio pensavo fosse solo questione di buona volontà: di studiare libri giusti, seguire i corsi giusti e prendere ispirazione da come facevano gli altri. E diciamo che in parte questo ha funzionato! Solo dopo avere capito che da sola ci avrei messo una vita, ho deciso di “assumere” un mentore, un coach anche per me stessa. E questa è stata la migliore decisione che io abbia preso per me stessa e per la mia attività.

Tutte le persone di successo che conosco lavorano affiancati da mentori, guide e coach e offrono loro guida, supporto e opportunità di confronto per permettere loro di raggiungere ottimi livelli di prestazioni.

Da fare: valuta la possibilità di farti aiutare da qualcuno che ti supporti nel chiarirti le idee su quali siano le tue priorità adesso e quali i modi migliori per raggiungere i tuoi obiettivi.  Da quando ho lavorato con un mentore, ho cambiato completamente prospettiva e risultati. Perciò se c’è qualcosa che ti trattiene, smetti di arrovellarti e perdere tempo: concediti l’aiuto che ti serve. Se vuoi il mio parere o il mio, di aiuto, ho creato un servizio molto approcciabile adatto a te. Clicca qui per scoprirlo.

 

Ora tocca a te. Scrivimi qui sotto nei commenti che fase stai vivendo nella creazione e crescita della tua attività.

Chiedimi consigli se vuoi oppure dimmi come tu hai superato con successo le tue piccole e grandi sfide imprenditoriali! Ti leggo con piacere.

[Ti è piaciuto questo articolo? Per favore, lo condivideresti per me? Più persone lo condividono e più riuscirò a mantenere gratuite e prive di pubblicità queste informazioni! Hai bisogno di formazione più approfondita?  Parliamone: dai un’occhiata alla mia Discovery Session.]

Come attrarre il tuo cliente ideale usando le parole giuste

Usare le parole giuste è una delle chiavi del tuo successo: fidati di me che son anni che mi occupo di comunicazione e che ho visto e provato sulla mia pelle la differenza tra parlare e scrivere utilizzando le parole “calzanti” con il mio pubblico e il non farlo! Come piccole imprenditrici della nuova era, una delle sfide che dobbiamo affrontare è quella di usare le parole giuste per fare comprendere ai nostri clienti ideali, il valore di quello che offriamo.

Soprattutto quando quello che offriamo non è tangibile – quindi non è un prodotto “fisico“, ma un servizio – o  quando rientra nella sfera dei lavori “nuovi”, non convenzionali e diversi, rispetto alle professioni universalmente conosciute. Per dirla in poche parole, quando svolgi un lavoro che non riesce a capire nemmeno tua mamma!

E sono certa che, se stai creando una tua attività in proprio da zero e stai seguendo i consigli che trovi in questo sito, hai capito anche tu quanto sia fondamentale essere autentiche ed originali, evitando come la peste di copiare altri o porsi in modo smaccatamente simile a loro.

Partiamo subito col dire che io so bene che tu hai un grande valore da offrire al mondo.

Ma quando ti trovi a sederti con calma per elaborare un testo per parlarne: ti prende il blocco!

Butti giù qualche riga e poi rileggi, ma ti suona strano. Un po’ noioso. Non ti rappresenta!

Le idee ci sono ma le parole non gli rendono giustizia.

Non sai quante volte l’ho visto accadere con le donne con cui lavoro.E quante volte ho dovuto aiutarle a costruire, parola per parola, i loro testi.

Se anche tu stai vivendo questo tipo di frustrazione, non preoccuparti, sei nel posto giusto.Vediamo un po’ insieme come fare.

Prima di tutto ci tengo che tu capisca che usare un linguaggio imprenditoriale non deve per forza voler dire usare un linguaggio noioso e che avere uno stile professionale non deve per forza dire essere formale. Puoi essere amichevole, utilizzare uno stile conversazionale e allo stesso tempo essere professionale. Ricordati che più sarai te stessa e più chance hai di attirare il tuo cliente perfetto.

Seconda cosa, ti invito a riflettere su un concetto molto semplice del quale ho parlato qui : quando tu crei un servizio e lo vuoi vendere è importante che ti ricordi che devi vendere quel che il tuo pubblico vuole e non quello che tu pensi che voglia!

Vendi quel che vuole il tuo cliente ideale e non quel che tu pensi che lui voglia

 

Se ad esempio tu sei una bravissima massaggiatrice shatsu e sai che i tuoi massaggi riescono a risolvere i problemi dei tuoi clienti a livello molto profondo, lavorando non solo sul corpo fisico, ma anche sull’energia e sulla dimensione spirituale, non ti ostinare a volere proporre e spiegare con testi lunghi e poco comprensibili ai più tutto questo; quando magari sai che la maggior parte dei tuoi clienti vogliono “solo un massaggio per rilassarsi e sciogliere i muscoli” e che scrivono email di richiesta dicendoti proprio ” voglio un massaggio per rilassarmi e sciogliere i muscoli”. Per un po’ proponi massaggi per rilassarsi e sciogliere i muscoli, cara mia! E solo quando avrai instaurato un rapporto più profondo e di fiducia con il tuo cliente e consolidato il tuo business, potrai permetterti di spiegare anche gli effetti più profondi del tuo lavoro, senza che li trattino con superficialità o scetticismo e senza che ti allontanino non capendo il valore di quel offri.

Mi spiego?

Andiamo alla pratica ora e ti invito a svolgere subito questo semplice lavoro che ti aiuterà in modo incredibile a scegliere le parole giuste per descrivere quanto vali e farti apprezzare dai clienti giusti per te.

Step 1 Crea la tua Copy Box

Come già sai è importantissimo sapere chi siano i tuoi clienti ideali in modo che tu possa “incontrarli” dove si trovano e creare un rapporto sincero comunicando letteralmente con il loro linguaggio.  Ed ecco che entra in gioco la nostra “copy box” : cosè?

Letteralmente una copy box è una “scatola del copy, ovvero scatola dei testi” ed è uno strumento che può cambiare la tua comunicazione adesso e per sempre. In pratica non è altro che un file di Word, un Google doc un file di Evernote – anche un pezzo di carta! qualsiasi cosa tu voglia usare va bene –  nel quale tu raccoglierai le parole, le frasi, i testi che i tuoi clienti ideali utilizzano più spesso quando parlano con te dei loro problemi e di come tu potrai risolverli.

Bada bene, non dovrai tenere traccia solo degli argomenti e dei temi più richiesti da loro , ma proprio delle parole esatte che i tuoi potenziali clienti usano per descrivere quello che vogliono e quel di cui hanno bisogno ( prodotti, programmi o servizi) proprio da te. Perché QUESTE parole magiche , ossia le loro, sono quelle che attireranno la loro attenzione.

Puoi usare la copy box per tenere traccia anche di quel che amano e quel che odiano: il tuo obiettivo finale è quello di comprendere in modo sempre più chiaro a cosa loro diano valore in modo da aiutarli a vedere quel che tu offri come la migliore soluzione. [Sempre che sia la migliore soluzione, ovvio! Non è proprio il caso di manipolare!]

Veniamo ora a come fare per riempire la tua Copy Box.

PAROLE GIUSTE

Step #2 Chiedi

Puoi semplicemente CHIEDERE ai tuoi potenziali clienti attraverso un sondaggio: puoi usare SurveyMonkey ( io lo uso spesso) , oppure Google form o anche un post del tuo blog. Infine, attività più semplice possibile, in una chiacchierata dal vivo o al telefono!

Chiedi al tuo cliente potenziale quale sia il suo problema, quale la sua soluzione ideale e quali tentativi abbia già fatto per ottenere dei risultati.

L’ideale è rivolgerti a persone che siano nel tuo “target” e non a chiunque, perché rischieresti di ricevere informazioni generiche e non utili al tuo scopo.

Ecco qui alcune domande che potresti porre

  • Quali sono le tue tre più grandi frustrazioni in questo settore? (ovviamente farai riferimento a quel di cui ti occupi tu)
  • Quali i tuoi problemi?
  • Quanto è importante è per te gestire questo problema?
  • Ha mai pagato un prodotto/servizio come questo?
  • Se si, secondo te cosa si dovrebbe pagare effettivamente per prodotti/servizi come questo?
  • Che cosa ti piace di più a riguardo?
  • Cos’è che ti dà fastidio nell’acquistare questo tipo di prodotto/servizio?
  • Qual è la soluzione perfetta secondo te in questo settore?

 Step 3 # Ascolta

Dopo avere posto le domande, ascolta! Ascoltare è la chiave per scoprire queste parole, oltre che essere la chiave per qualsiasi relazione, personale e professionale!

Tutti vogliamo essere ascoltati e quando sentiamo che qualcuno si prende del tempo per darci attenzione sul serio siamo maggiormente ben disposti a credere loro e ad ascoltare quel che hanno da dire. Ecco perché dopo avere posto le domande, non ti resta che metterti in ascolto e compilare scrivendo, la tua copy box, con tutte le parole chiave che i tuoi interlocutori utilizzeranno. Sia per iscritto che a voce.

Non usare il tuo linguaggio, usa il loro. Perciò se scrivono ” voglio essere più sicura di me perché mi sento fragile quando espongo le mie idee”, non riassumere con un semplice ” aumentare autostima”. Ricordati che la copy box e la scatola che raccoglie le loro parole, non le tue!

 


 

Ricapitoliamo velocemente quel che puoi fare per definire le parole giuste per attirare i tuoi clienti:

  • Fai sondaggi tra i tuoi potenziali clienti oppure scopri dove il tuo cliente ideale condivide le sue idee: dalle pagine di Facebook ai gruppi. Su Twitter. Nei blog di attività simili alla tua. Nei forum di discussione. Nelle associazioni e nei club. Tra le tue conoscenze!
  • Osserva come parlano delle loro sfide, desideri, frustrazioni e altri interessi.
  • Ascolta e leggi con attenzione.
  • Prendi appunti. Salva emails. Fai degli screenshot dei commenti che ti sembrano utili
  • Usa le LORO vere parole per attirare la loro attenzione nei tuoi testi e poi, ovviamente, aggiungi il tuo stile al resto del resto!

 

Ora amica mia, non ti resta che provare. E sai che io sono qui, a tua disposizione, per rispondere alle tue domande e ai tuoi commenti, ti basta solo scrivermi. Usa le parole giuste, eh? 😉

Un diamante è per sempre, un progetto di business non proprio

Il tuo progetto di business non è per sempre: è qualcosa di fluido, in continuo divenire.

Segue i tuoi mutamenti e quelli del tuo mercato di riferimento, segue i trend e i periodi. Cresce con te e con la tua evoluzione.

Insomma, un business non resta mai uguale nel tempo al primo giorno in cui è stato creato: anzi, se così fosse, rischierebbe di perire abbastanza facilmente.

Quindi se un diamante è – forse – per sempre un progetto di business non proprio: se proprio vogliamo scegliere un buon “claim” per quando avviamo un nuovo progetto, io direi che è più una cosa stile “ o adesso o mai più!”

Uno dei più grandi problemi che abitualmente le mie clienti affrontano è il terrore di buttarsi.

La paura di iniziare.

Che sia la paura di scrivere il primo articolo del blog.

O quella di pubblicare il proprio nuovo sito.

La paura di fare quella telefonata. O quella di scrivere un’email.

Se avessi ricevuto 10 euro ogni volta che una cliente mi ha detto “ non mi sento pronta per farlo”e se non sono abbastanza pronta?” a quest’ora sarei davvero molto, molto ricca.

Il titolo che ho scelto è un po’ provocatorio ( sì lo so, cosa non si fa per fare leggere i propri articoli, eh?) ma il concetto che voglio esprimere è molto semplice: tutto quello che fai, può essere corretto, sistemato, aggiustato strada facendo!

Ebbene sì.

Se oggi avvii la tua attività online e pubblichi il sito con un testo che non ti sembra perfetto, incredibile ma vero, potrai tornare a sistemarlo e renderlo più calzante tra qualche giorno. O magari tra un mese. Ad esempio dopo avere ricevuto i primi feedback o avere testato come funziona.

A maggior ragione con il sito, sappi che il lavoro non è mai finito. Ci tornerai su un sacco di volte per aggiornare e riaggiornare.

Questo “work in progress” vale anche con la definizione del cliente ideale: certamente puoi identificarlo all’inizio – anzi, come ho scritto qui, ti suggerisco caldamente di farlo – , ma se sei incerta su un paio di dettagli, non permettere a questa incertezza di non farti partire.

Avrai sempre modo di aggiustare il tiro strada facendo.

ORA

E’ un po’ come quando da ragazzina imparavi a truccarti.

La prima volta che hai messo il fondotinta, forse non sei stata proprio perfetta.

Forse sei uscita di casa con un bell’effetto cerone, il viso due volte più scuro del tuo normale tono , mentre il collo appariva di un bianco latte accecante?

O forse hai messo un correttore per occhiaie troppo chiaro assicurandoti quell’effetto panda che tutte noi, nella vita, almeno una volta abbiamo provato.

Questo però non ti ha impedito di truccarti ed uscire; e posso scommettere che dopo due o tre giorni  hai imparato velocemente come truccarti meglio.

E’ un po’ come una scala a chiocciola. Mentre sali ti sembra di girare in tondo, ma ogni giro che compi sali verso l’altro ( e migliori!).

 

Nel mondo del coaching di solito si fanno due domande di qualità alle persone che vogliono raggiungere un obiettivo.

  1. cosa smetterai di fare per ottenere il tuo obiettivo?

  2. cosa inizierai a fare per ottenere il tuo obiettivo?

Bene, oggi uso queste due domande per condividere con te due dritte che ho imparato in questi anni di attività in proprio.

  1. Cosa smettere di fare? Devi smettere di essere ossessionata dalla perfezione.

Come dicono i nostri amici americani “ really good, it’s good enough”.

( se è molto buono, è buono abbastanza).

Questo non significa che devi rinunciare alla qualità, ma significa piuttosto che devi trovare il giusto punto di incontro tra quel che ti fa sentir bene riguardo i tuoi servizi e quel che fa sentire altrettanto bene il tuo cliente.

2. Cosa iniziare a fare? Questa semplice sequenza in 3 passi.

  • Diventare consapevole del tuo valore ( ne parlo qui e qui)
  • Sapere bene chi può averne bisogno ( ne parlo qui)
  • Comunicare il tuo valore alle persone che possono averne bisogno nel modo più intelligente ed autentico possibile.

Nel momento in cui fondi chiarezza interiore con autenticità e buona comunicazione, allora è fatta!

Molte piccole imprenditrici faticano a fare questi 3 passaggi.

Ti faccio un esempio.

Se fossi una web designer potrei sottovalutare i miei servizi per il semplice fatto che sono molto veloce a progettare e creare un sito e perché ritengo che ci siano tante persone che possono fare la stessa cosa che faccio io.

Per risolvere il problema devo prima di tutto riconoscere che quel che faccio ha un valore e poi capire quali sono le parole che i miei clienti usano per descrivere il valore del mio lavoro.

Così non solo mi renderò conto di quanto io possa loro essere utile ma potrò chiedere un compenso adeguato e competitivo per il lavoro che svolgo.

C’è una frase che dico sempre.

Non vendere quel che tu credi che serva loro.

Vendi quello di cui loro hanno bisogno.

 

Come fare a capire quali parole usano “loro” sarà l’argomento del prossimo articolo, perciò mi raccomando resta sintonizzata.

Per il momento ti suggerisco di riflettere su questi argomenti e di approfittare di me facendomi qui sotto tutte le domande che ti vengono in mente e commentando liberamente.

La differenza tra essere autentica e fare la stronza. Personal branding fatto con amore

Personal branding e business sono due parole che vanno a braccetto.

Creare una propria attività ha molto a che fare con parlare con autenticità di te stessa.

Come sai, io ho una smaccata passione per l’autenticità.

L’autenticità è a mio avviso una delle chiavi del successo. Se mi segui sai bene che continuo a ripetere questa frase come fosse una specie di mantra e non mi stanco mai di farlo presente.

L’autenticità è anche un’importante pratica di vita: essere onesti non solo con gli altri, ma soprattutto con se stessi è una delle migliori attività per migliorarsi e crescere. Penso che chiunque di noi lo abbia sperimentato sulla propria pelle, vero?

Dire onestamente chi si è e quel che si pensa, dovrebbe essere un allenamento quotidiano. Tanto più quando si crea un’attività in proprio.

Infatti creare un proprio business coincide spesso con raccontare chi sei , col raccontare la tua storia; perché è facendolo genuinamente e sinceramente che le persone giuste, i tuoi clienti ideali, sono attirate da te e desiderano conoscerti per poi comprare quel che offri.

Trattasi appunto di vero Personal Branding, ovvero di avere un piano per raccontare la tua autenticità declinata nell’imprenditoria e nella comunicazione. (Puoi leggere di più su questo argomento, cliccando qui , qui e qui.)

Le persone sono stufe della solita “fuffa” ed amano la verità. La genuinità.

E quello che spesso vado “predicando” è che mostrare non solo i nostri pregi ma anche la nostra vulnerabilità ci rende più interessanti, più veri, più credibili e le persone si fidano di più di noi.

Insomma, l’autenticità è davvero fondamentale!

Ma arriviamo al punto.

Da quando essere autentiche vuole dire per forza essere stronze?

Da quando essere acide è diventato di moda tanto da essere una sorta di “stile” di comunicazione?

Hai notato anche tu che ultimamente la tendenza di molte persone è quella di porsi in modo indisponente?

Io ho la sensazione che si stia facendo un po’ di confusione tra il voler condividere la propria competenza e opinione in modo autentico, con il criticare gli altri e usare uno stile dispettoso e polemico a tutti i costi.

Quasi come se scatenare una provocazione sia la miglior strada per comunicare.

Come se pontificare ed essere sgarbate e saccenti sia il miglior modo di fare personal branding!

Quando essere antipatici è diventato “cool”? 

Quando fare le pulci sull’altrui operato è diventato simbolo di serietà e preparazione?

Quando criticare sempre tutto e tutti è diventato garanzia di solidità professionale?

Pensavo che oramai fossimo oltre l’obsoleto modello degli anni passati, in cui le figure professionali femminili di spicco, dovevano per forza farsi la fama di isteriche scontrose e pazze, stile Il Diavolo Veste Prada!

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Meryl Streep nel film ” Il Diavolo Veste Prada”

Osservando questa schiera di “severe maestrine dalla penna rossa” che fanno a gara a scrivere il post più polemico, a stanare la collega che sbaglia o che non è stata abbastanza precisa o che ha scritto una banalità, a giudicarla perché sta avendo successo “ ma non se lo merita” mi viene davvero da riflettere.

In che tipo di direzione vogliamo andare?

Stiamo vivendo un momento storico importante, di grande cambiamento, in cui grazie alla tecnologia e ai potenti  e semplici mezzi di comunicazione disponibili, molte di noi, piccole imprenditrici e freelance, donne creative e ambiziose, abbiamo l’opportunità di divulgare pensieri, idee, parole e di creare quindi “cultura“.

Che tipo di leadership al femminile vogliamo costruire? Che modelli possiamo ispirare per il futuro che verrà?

Ho avuto la netta sensazione che l’argomento andasse ben sviscerato e ragionato perché in giro c’è una confusione abbastanza grande tra autenticità e criticare, tra condividere il proprio sapere ed essere stronze.

Lo hai notato anche tu?

Leggo sempre più spesso articoli nei blog o post su Facebook, video clip o discorsi a seminari e conferenze in cui esperte di vari settori, criticano con grande rudezza e qualche volta anche con grande veemenza le altre persone, siano esse colleghe o clienti,  in nome della schiettezza ed in difesa della loro competenza e professionalità.

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Sigourney Weaver nel film ” Working Girl”

E spesso le critiche vertono sulla presunta “ignoranza” dei propri interlocutori nei confronti di una determinata materia o argomento.
In nome dell’essere autentiche queste persone si sentono autorizzare a dire qualsiasi cosa vogliano e nella modalità che vogliono, noncuranti dell’impatto che avranno sugli altri.

Ci sono due cose che diventano importanti allora, da ricordare.

 

1) Autenticità non vuole dire essere stronze

Credo che la brutale schiettezza non possa essere presa con leggerezza e non debba essere confusa con l’autenticità.

Penso che spesso l’onestà a tutti i costi , il desiderio irrefrenabile di indottrinare qualcuno deridendolo, non sia altro che una forma di aggressività passiva, un meccanismo di difesa, una sorta di copertura per compiere un – piccolo o grande – abuso emotivo e spesso anche una scusa o una giustificazione per compiere, in modo indiretto, veri e propri attacchi personali.

Potremmo raccontarci che amiamo la nostra trasparenza ed è per questo che “dobbiamo proprio dire” al mondo quel che noi sappiamo o pensiamo; sembra invece che più della trasparenza, amiamo la critica e la stronzaggine. Perché?

Perché ci salva dall’essere dal sentirci vulnerabili e senza potere. Dopo 20 e passa anni di esperienza nel mondo del business, posso assicurarti che molte donne che sono così stronze, hanno sviluppato questa caratteristica solo ed esclusivamente per proteggere loro stesse e le loro fragilità!

E’ una forte tentazione quella di dire tutto quello che pensiamo nel nome dell’autenticità a qualcuno “per il suo bene” quando invece è molto spesso un atto di puro egoismo.

Fare sapere che si conosce qualcosa che gli altri non conoscono con uno spirito di condivisione è un conto.

Deridere gli altri e schernirli per la loro “ignoranza” nella nostra materia è un altro.

E quel che passa in questo caso non è tanto l’autenticità, quanto l’ insicurezza. Restare arroccate alle nostre certezze e piccole sicurezze è decisamente poco utile come atteggiamento.

  • Impariamo a mettere in discussione ogni singola verità che teniamo salda nella nostra mente in modo da poter affrontare il mondo e la vita attrezzate con quel genere di flessibilità che permette alle verità più corrette – e di livello superiore – di rivelarsi a noi.

 

2) L’ Autenticità è condivisione e non critica

Non esiste una formula magica per quando decidiamo di condividere con altri le nostre opinioni.

Il punto è semplice: dovremmo essere “sintonizzate” con le persone a cui ci rivolgiamo tanto quanto basta per comprendere come e se condividere con loro quel che sappiamo.

Se l’obiettivo è condividere, allora è condividere che conta 🙂

Se l’obiettivo di dire quel che penso o che so è fare in modo che chi ascolta lo comprenda, dovrei proprio smettere di focalizzarmi su di me e focalizzarmi su di lui o lei!

E domandarmi: “ A chi sto parlando”?

Quando si parla di autenticità infatti, dobbiamo comunque e sempre considerare la disponibilità a ricevere da parte dei nostri interlocutori.

  • Condividere la nostra esperienza/opinione arrecherà loro un beneficio oppure li scoraggerà?
  • Qual è la mia intenzione sincera nel dire quel che desidero dire?
  • E’ per il bene di chi mi ascolta, o solo per il mio ?
  • Se è necessario che io lo dica, è possibile farlo senza trattare le altre persone in modo da farle sentire a disagio o male?

Quando diciamo qualcosa a qualcuno con un’intenzione di vera condivisione, vero interesse e amore , il messaggio viene percepito completamente in modo differente di quando critichiamo con qualsiasi altra motivazione.

personal branding

Nel momento in cui giudichiamo qualcosa o qualcuno ci sentiamo nel giusto ci sentiamo superiori o buoni, ma qual è il rischio?

Quello di far sentire l’altra persona sbagliata, inferiore e cattiva e quindi di non farle arrivare il vero messaggio!

Dobbiamo allenarci ad essere più flessibili e morbidi nella nostra mente e nel nostro cuore e per farlo possiamo e dobbiamo sì avere opinioni chiare, ma dobbiamo puntare a comprendere ed essere compresi piuttosto che a criticare con cattiveria e deridere.

Vorrei che pensassi per un minuto a che tipo di mondo desideri creare sapendo che il mondo è sempre un riflesso di noi stesse. Vuoi un mondo violento? Se è così, sii pure brutalmente onesta e stronza. Vuoi un mondo pacifico e accogliente ? In tal caso, sii onesta con dolcezza e amore.

A mio parere, questo mondo è già tosto abbastanza e per come l’abbiamo impostato finora non favorisce certo la salute e il benessere delle persone. Credo sia  giunto il momento di sviluppare e coltivare un maggiore livello di sensibilità, empatia, amore e comprensione. Dobbiamo avere cura per i cuori degli altri, riconoscendo la quantità di influenza che abbiamo su di loro. Che le nostre parole siano importanti per gli altri è un dono prezioso.

Non sprechiamolo.

Fare Personal Branding e fare Business sono occasioni per creare un mondo migliore.  Usale con amore.

Tu cosa ne pensi?

Ti leggo volentieri nei commenti qui sotto, ci terrei tanto a sentire la tua opinione.

Espandere la tua attività: come farlo in modo semplice

Avviare un business e mantenere un buon volume di lavoro è di per sé un ottimo risultato!

Forse, ambisci però ad espandere la tua attività e creare ancora più lavoro ed abbondanza per te stessa, per la tua famiglia ed i tuoi collaboratori.

Espandere un’attività nel modo “tradizionale” – cioè, assumendo dipendenti ed investendo in campagne di marketing – richiede budget considerevoli.

Fortunatamente, esistono altri modi per espandere un business, anche quando le risorse a disposizione sono limitate. Ecco alcuni consigli che potrebbero esserti utili:

Assumi freelancer o personale part-time

Se hai avviato il tuo business, fino ad ora ti sei probabilmente occupata di tutte le attività in prima persona.

Quando però i clienti iniziano ad aumentare, fare tutto da doli diventa fisicamente impossibile!

Per riuscire ad espandere un’attività è essenziale imparare a delegare. Non risulta facile a tutti, però ti posso garantire che è un requisito imprescindibile.

Fai una lista delle attività che svolgi quotidianamente ed individua quelle in cui sei particolarmente bravo, ciò che dà realmente una spinta al tuo business.

Occupati personalmente di ciò che rende la tua attività diversa dalle altre, e delega tutto il resto.

Con un budget illimitato, potresti assumere dei dipendenti a tempo pieno (probabilmente, questo è comunque il tuo obiettivo nel lungo termine).

Nel breve termine, puoi in ogni caso supportare la crescita del business in altri modi:

  • Puoi delegare alcune attività a lavoratori freelance. 

Grazie al web ed al telelavoro, ora è possibile commissionare attività di qualunque tipo: dalla grafica alle funzioni amministrative, dalla manutenzione tecnica del tuo sito web al supporto clienti. Lavorare con collaboratori freelance offre grandissima flessibilità. L’unico contesto in cui non funziona è ovviamente quando è necessaria la presenza fisica di una persona – per esempio, se gestisci un bar o un negozio. Un aspetto importante da sottolineare è che le collaborazioni con freelancer non devono essere necessariamente occasionali; possono anche essere a lungo termine.

  • Puoi assumere dipendenti per collaborazioni e lavori occasionali. Questa modalità di lavoro è particolarmente utile se il tuo business richiede la presenza fisica del dipendente e/o se il volume di lavoro varia a seconda del periodo dell’anno.

Per esempio: molti negozi registrano maggior parte del fatturato annuale durante il periodo di Natale. Nelle due, tre settimane che precedono il 25 dicembre, forse hai bisogno di aiuto extra per continuare ad offrire un servizio di ottimo livello, evitando di perdere vendite. In questo caso, potresti assumere dei collaboratori sfruttando il sistema delle collaborazioni occasionali. Un’alternativa è il sistema dei buoni, che è però differente a livello giuridico. A questo proposito, ti invito a visitare la pagina dell’INPS dove trovi maggiori informazioni su queste modalità di lavoro, così che tu possa identificare quella più adatta alla tua attività.

  • Puoi assumere collaboratori part-time. Questa è l’opzione sicuramente più costosa, ma che offre anche maggiore stabilità nel lungo termine. Ti permetterà di fare training al dipendente e creare un vero e proprio rapporto di fiducia, che ti permetterà di delegare sempre più attività.

Crea una rete di rappresentanti / affiliati

Promuovere un prodotto richiede molto tempo, lavoro ed energie. Se hai un tuo business sicuramente lo sai già!

Una delle strategie più efficaci per far conoscere i tuoi prodotti è attraverso una rete di rappresentanti, chiamati anche “affiliati” per i business online.

Questi partner aiuteranno a spargere la voce senza che tu debba muovere un dito, in cambio di una commissione concordata.

Se scegli di usare questa strategia, dovrai però prestare molta attenzione a come selezioni i partner con cui collaborare.

Vuoi assicurarti che il tuo brand sia promosso nel modo giusto. Infatti, la cosa più importante è che le iniziative indipendenti dei partner non vadano a nuocere all’immagine della tua attività.

Diversifica la tua offerta e focalizzati sui clienti esistenti

È inevitabile che ogni nuovo cliente richieda un po’ del tuo tempo: se offri servizi, si tratta ovviamente del tempo necessario per fornire ciò che il cliente ha acquistato. Se vendi un

prodotto, potrebbe trattarsi delle semplici ma inevitabili attività di amministrazione.

Se vuoi espandere il tuo business limitando i costi e le risorse investite, poniti come obiettivo quello di creare un servizio o un prodotto che possa essere venduto molte volte, a fronte di un investimento di tempo e risorse contenuto (se adatti al tuo business, gli infoprodotti sono un’ottima tipologia di prodotto).

Un’altra cosa che puoi fare è focalizzare le tue attività di promozione sui clienti esistenti. Come ho scritto in passato in questa guida, vendere ad un cliente esistente è molto più facile ed economico che vendere ad un nuovo cliente.

Ti consiglio poi di diversificare l’offerta, creando prodotti correlati da offrire in up-selling e cross-selling.

Automatizza i processi

Più clienti significa più vendite, ma anche più amministrazione. Se vuoi espandere un’attività è importante che tu riesca a ridurre al minimo il tempo che investi in attività che potrebbero essere automatizzate.

Mi spiego meglio: invece di creare le fatture a mano su Excel, è una buona idea investire in un software per generarle automaticamente.

Invece di rispondere da zero a tutte le richieste dei clienti, potresti creare dei modelli di email da sfruttare alle varie situazioni (ovviamente adattandole dove necessario).

Se hai un negozio, un bar, un ristorante o qualunque attività che comporta il monitoraggio del magazzino, forse sei arrivata al punto in cui ti conviene investire in un software “gestionale”.

Puoi automatizzare anche le attività di promozione. Per esempio, se sei presente sui social, puoi programmare le condivisioni in anticipo con strumenti come BufferApp.

Altre opzioni per espandere il tuo business 

Se gestisci un’attività locale (un ristorante, un negozio, ecc.) potresti anche pensare di espanderti con un franchising.

In questo caso, parliamo di una strategia più complessa che comporta un certo lavoro organizzativo con il supporto di un commercialista, di un legale, eccetera.

Potrebbe però essere una buona soluzione per espandere la rete di punti vendita del tuo brand.

Se invece ti occupi della produzione dei tuoi prodotti, considera la possibilità di venderli all’ingrosso.

In questo caso, dovrai però stare molto attento ai margini e sempre assicurarti che il tuo brand non sia compromesso.

Siamo arrivati alla fine anche di questa guida; spero che questi consigli ti siano utili per espandere la tua attività e raggiungere i tuoi obiettivi. Ora mi interessa conoscere la tua opinione e la tua esperienza: gestisci già un business? Vorresti espanderlo ma ti mancano il tempo e/o le risorse? Ci sono secondo te altri modi efficaci per far crescere la tua attività? Parliamone nei commenti!