5 principi di Neuromarketing per Vendere di Più Online

Quando si tratta di marketing e di strategie di vendita, il confine con scienze come la psicologia è molto sottile. Tanto sottile da aver dato origine a una scienza a sé: il neuromarketing.

Certo suona molto trendy, ma di cosa si tratta esattamente? È la combinazione tra il marketing che già conosciamo e le neuroscienze, ovvero quella branca della psicologia che studia il cervello.

Insomma, il marketing e le neuroscienze hanno avuto un bambino. E si dà il caso che sia un prodigio nel far vendere di più.

Per me che studio e pratico PNL Programmazione Neuro -linguistica da quasi 10 anni, alcuni concetti sembrano quasi “scontati”, eppure mi rendo conto che per molte delle mie clienti non lo sono: ecco perchè ho deciso oggi di parlare di questo argomento molto affascinante. Pronta?

principi di Neuromarketing

I principi di neuromarketing e l’irrazionalità prevedibile dei consumatori

Già, perché vendere di più e trovare nuovi clienti sono l’obiettivo di tutte le imprenditrici come me e te. Per questo investi in comunicazione e in pubblicità. Vuoi fare capire al tuo target perché quello che offri è adatto a lui.

In un mondo perfettamente razionale, questo dovrebbe bastare. Eppure – come ci dimostrano i principi del neuromarketing – non è così. Quantomeno, non nella realtà in cui vivi oggi.

Infatti addirittura il 95% delle decisioni di consumo sono irrazionali. Nascono dall’inconscio e sono influenzate da una serie di fattori che influenzano il consumatore senza che se ne renda conto.

Ma se è un comportamento irrazionale, come è possibile gestirlo da un punto di vista commerciale? Questo dovrebbe gettare nel panico tutti i marketer là fuori, che passano le loro giornate a studiare i trend di consumo.

Invece non è così. Infatti, benché la nostra mente sia influenzata dal subconscio, resta prevedibile. Ci sono dei pattern nel comportamento dei consumatori, che reagiscono in modo simile a determinati stimoli psicologici.

Ed è proprio qui che entrano in gioco i 5 principi di neuromarketing per vendere di più online.

Scopri i 5 principi di neuromarketing per aumentare le tue vendite

#1 Attraverso l’uso dei colori puoi risvegliare emozioni specifiche.

Qual è il colore giusto per un sito web, o per un banner, o per un logo?

Questa non è la prima domanda che devi porti se vuoi vendere di più online.

Prima devi chiederti qual è l’emozione che vuoi risvegliare nel tuo audience.

Scopri come creare un sito web da sola.

Uno dei trucchi del neuromarketing più importanti per fare sentire le persone in un certo modo consiste proprio nell’usare i colori giusti.

Ogni colore ha un significato e corrisponde a un’emozione, che viene risvegliata nell’inconscio della persona nel momento in cui lo guarda.

Per esempio, il giallo trasmette ottimismo ed energia, il blu tranquillità e fiducia, e i colori neutri equilibrio.

Il trucco sta nell’identificare lo stato d’animo che vuoi trasmettere ai tuoi clienti e scegliere il colore corrispondente.

#2 Per essere d’impatto devi fare appello allo stato d’animo del tuo interlocutore.

Devi vendere un nuovo servizio della tua attività a un target specifico?

Avrai fatto di certo una lista dei benefici e dei plus offerti, e probabilmente non vedi l’ora di esporla.

Questo va benissimo, ma puoi rendere la tua comunicazione ancora più d’impatto. Come? Dimentica per un attimo la parte razionale del processo decisionale dei tuoi clienti (problema/soluzione).

Secondo i principi di neuromarketing devi fare appello allo stato d’animo in cui si trovano le persone a cui ti rivolgi.

Ad esempio, se sei una fotografa di matrimoni, è probabile che il tuo target sia felice e sognante. Questo significa che risponderà a un tono romantico. Però organizzare un matrimonio è anche stressante, quindi devi essere rassicurante sull’esecuzione del tuo servizio.

Vuoi trovare il tuo cliente ideale? Leggi come puoi riuscirci.

#3 La sensazione di urgenza o di scarsità può aumentare la percezione di valore.

Volere quello che non possiamo avere fa parte della nostra natura. A confermarlo è anche il neuromarketing.

Per questo fare leva sul senso di urgenza può cambiare immediatamente la percezione di valore o del livello di necessità.

In pratica, nel momento in cui limiti un prodotto o servizio a un determinato numero, oppure un’offerta a un certo periodo di tempo, nella mente dei tuoi clienti diventa una priorità.

Naturalmente il consumatore non è stupido. Quindi deve trattarsi di una vera e propria occasione limitata, come da promessa. Riproporre la stessa offerta continuativamente comprometterebbe la tua reputazione.

#4 L’utilizzo di volti ti aiuta a essere più coinvolgente.

Questo principio di neuromarketing è tanto semplice da applicare quanto efficace.

Nella comunicazione di un prodotto è essenziale chiarire quale problema risolve. Allora perché non mostrare direttamente il suo effetto attraverso l’espressione di un volto?

La foto di una persona che sorride soddisfatta comunica positività e sicurezza. Ma non solo. Crea anche un effetto di immedesimazione per cui il target si immagina in quello stato d’animo grazie al prodotto.

Lo stesso principio di neuromarketing vale anche al contrario. E cioè se preferisci rappresentare il problema anziché la soluzione. Per esempio con un volto preoccupato.

#5 Puoi guadagnare sulla gratitudine.

Messa giù così, questa regola di neuromarketing può sembrare una strategia da capitalista spietata.

In realtà, si basa sul valore di assistenza al cliente. Il così detto customer care.

Avere un approccio molto disponibile verso i tuoi clienti, rispondere alle richieste di aiuto e alle domande, così come fare il possibile per garantire la migliore customer experience, paga sempre.

Questo perché genera un senso di gratitudine, che a sua volta innesca un meccanismo di reciprocità.

Cosa significa? Che un cliente grato è un cliente disposto a fare un acquisto (o un’altra conversione, come per esempio una recensione positiva) in più del dovuto per sdebitarsi del trattamento ricevuto.

Questi sono i 5 principi di neuromarketing che ti consiglio di applicare per vendere di più. Si tratta di soluzioni efficaci per parlare al subconscio dei tuoi clienti.

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5 Strategie di Marketing su Facebook che Funzionano

La pubblicità su Facebook è solo uno dei tanti aspetti del social media marketing che devi coltivare per aumentare la tua visibilità online. Nella mia esperienza, dopo avere provato un po’ tante cose ed avere anche fatto svariati ” errori”, posso dirti che esistono diverse strategia di marketing su Facebook che funzionano e che possono essere integrate nella tua attività quotidiana.

Infatti, che oggi Facebook sia considerato lo strumento di punta per il web marketing non è un caso. Le opportunità di business che offre lui, non le trovi da nessuna parte.

Specialmente se hai una tua attività e vuoi farti conoscere in modo da trovare nuovi clienti su internet.

Ecco le migliori strategie di social media marketing su Facebook

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#1 Fai fruttare i tuoi spazi pubblicitari gratuiti su Facebook

Pubblicare delle inserzioni con Facebook Ads è utilissimo, ma costa.

Certo, per iniziare basta anche un piccolo investimento, però non è un buon motivo per ignorare i mezzi gratuiti che hai già a tua disposizione.

Sì, perché nel momento in cui decidi di creare la tua pagina aziendale su Facebook, hai accesso a degli spazi pubblicitari gratuiti su internet. Come per esempio l’immagine cover della tua pagina.

Molte aziende che spendono capitali in campagne su Facebook, dimenticano quanto sia importante curare questi aspetti in primo luogo. Perché se definiti nel modo giusto, possono essere molto efficaci.

Mentre l’immagine di profilo tipicamente rappresenta il tuo logo o la tua foto istituzionale, la tua cover è un cartellone pubblicitario a tua completa disposizione. Una tela bianca, che aspetta solo di essere ottimizzata.

Trattala come merita, ovvero come un vero e proprio banner di pubblicità su Facebook del tuo brand o dei tuoi servizi.

Utilizza un’immagine accattivante di sfondo che catturi immediatamente l’attenzione di chi visita la tua pagina. Poi inserisci un headline che riassuma in poche parole – e in modo interessante – quello che fai.

Ma non è tutto.

Ormai Facebook permette di aggiungere una CTA all’interno della tua immagine di copertina. In questo modo puoi invitare i tuoi follower a compiere un’azione specifica. Per esempio, visitare il tuo sito web, oppure acquistare un tuo prodotto.

 

#2 Organizza dei contest su Facebook

Le persone amano ricevere premi, regali e roba gratis. Per questo la seconda delle strategie di marketing su Facebook funziona così bene.

Organizzare un concorso a premi su Facebook ti permette di coinvolgere un vasto pubblico nella tua attività di social media marketing. Inclusa molta gente che altrimenti ti avrebbe ignorato.

Puoi farlo una sola volta o con cadenza periodica, promuovendolo e sponsorizzandolo sulla tua pagina e con Facebook Ads. Oppure attraverso la tua newsletter.

Leggi i 5 buoni motivi per avere una mailing list.

 

Naturalmente non è necessario che il premio del contest su Facebook abbia un valore economico enorme. L’importante è che sia abbastanza stimolante da attirare l’attenzione. In fondo cos’è un piccolo investimento rispetto alla possibilità di aumentare la tua brand awareness?

L’emozione di vincere un concorso, l’opportunità di ricevere un servizio speciale gratuito e la partecipazione generale, sono tutti elementi che innescano una reazione euforica unica nelle persone. Ed è un’ottima strategia di web marketing per avvicinare nuovi profili al tuo business.

 

#3 Promuovi i tuoi post su Facebook

Se vuoi essere seguita da più persone, è una buona idea promuovere i tuoi post su Facebook. Si tratta infatti di una soluzione efficace per migliorare la tua raggiungibilità e il potenziale del tuo coinvolgimento.

Dal punto di vista pratico è molto semplice. Crei un post, ci investi un budget da te scelto, e Facebook lo spinge.

Tuttavia, come per tutte le strategie di marketing su Facebook, perché funzioni veramente serve innanzitutto individuare il target giusto. Ovvero, scegli con cura quali sono le persone a cui vuoi che Facebook mostri i tuoi post.

In base a questo cambia anche il costo. Più è ampio il target da raggiungere, maggiore è il budget che devi investire. La strategia migliore è dunque affinare il più possibile il tuo targeting.

Inoltre, dal momento che parliamo di un’attività a pagamento, ti consiglio di sponsorizzare solo i post particolarmente mirati e interessanti.

 

#4 Cavalca l’onda di argomenti attuali e di tendenza

Quando si tratta di strategie di social media marketing su Facebook, poche aziende sono sul pezzo quanto Ceres.

La famosa birra sfrutta puntualmente notizie e argomenti di attualità per creare delle mini-campagne umoristiche che promuovono il prodotto.

Per esempio, in occasione delle ultime elezioni presidenziali statunitensi, Ceres ha pubblicato un’immagine con bottiglia di birra su sfondo stelle-e-strisce e l’headline “se volevate qualcosa di strong potevate dirlo”.

Insomma, rifarsi alle tematiche calde del momento in modo creativo e interessante è una delle strategie di marketing su Facebook che funzionano. Per questo è importante che tu ti tenga sempre aggiornata su quali sono gli argomenti più discussi nel tuo settore.

 

#5 Sincronizza i tuoi post alla routine del tuo target

Nel web marketing il contenuto non è l’unico aspetto importante: conta anche il timing di quello che pubblichi. E ogni target ne richiede uno specifico.

Assicurati di postare (o programmare) il giorno e l’ora giusta: questo è fondamentale su Facebook.

E c’è dell’altro. Esistono argomenti giusti per determinate fasce orarie. Per esempio qualcosa di leggero e incoraggiante il lunedì mattina, quando le persone sono demoralizzate all’idea di iniziare la settimana.

Sincronizzare i tuoi contenuti secondo il timing giusto massimizza la loro efficacia e il coinvolgimento degli utenti.

Queste sono le 5 strategie di marketing su Facebook che funzionano di più.

 

Lascia un commento qui sotto e condividi qual è la tua esperienza con il social media marketing.

 

Come Sviluppare il Tuo Personal Brand

Sviluppare il tuo personal brand è una svolta decisiva per la tua carriera.

Per capire perché, devi prima rispondere a un paio di domande.

Quali sono secondo te i brand più riconoscibili?

Scommetto che ne sai citare almeno uno per settore. Coca-cola per le bibite, Nike per lo sport, Apple per la tecnologia, Google per il web, Nutella per l’indugio, e la lista va avanti.

Cosa li rende così iconici?

Sicuramente il fatto che siano rappresentativi di un immaginario specifico e che riescano a trasmettere immediatamente i loro valori.

Tuttavia il branding non riguarda solo le aziende. Interessa anche te come persona.

Proprio come un marchio, tu devi sapere come sviluppare il tuo personal brand in modo da occupare un posto di rilievo – e ben specifico – nella mente dei tuoi clienti, colleghi e altri contatti di lavoro.

E non solo. Creare il tuo brand personale ti permette di:

  • Essere più riconoscibile.
  • Avere migliori opportunità professionali.
  • Costruire un futuro più solido e sostanzioso.
  • Creare un seguito online mirato.

sviluppare il tuo personal brand

Il primo passo per sviluppare un personal brand

Se sei decisa a costruire il tuo personal brand devi innanzitutto definire un punto fondamentale: chi sei.

Per essere di successo, un brand personale deve basarsi su caratteristiche genuine e individuali. Insomma, su quello che fa di te, Te.

Come punto di partenza, devi quindi fare una lista dei tuoi valori, dei tuoi tratti caratteriali e delle tue passioni. Ovvero di quegli aspetti che condizionano le tue decisioni e che pilotano la tua vita.

Ora fai una classifica di queste voci in base alla priorità che gli attribuisci, dove ai primi posti metti quelli che secondo te sono più importanti e che senti ti rappresentano di più.

Per esempio, l’apertura a nuove esperienze, la moda, l’amicizia, la precisione, l’ambizione, i viaggi, la famiglia.

Questo però è solo un lato della medaglia: quello visto dai tuoi occhi. Per sviluppare il tuo personal brand hai bisogno di sapere anche come ti vedono gli altri.

Come puoi fare? Chiedi alla tua famiglia, ai tuoi amici e altri conoscenti quali sono i valori, le passioni e i tratti caratteriali che secondo loro ti rappresentano di più. In altre parole, devi fargli stilare la stessa classifica che hai fatto tu.

Il branding è tutta una questione di percezione e per creare un brand personale unico, genuino e realistico hai bisogno di un quadro completo.

Inoltre, questo esercizio ti aiuta a renderti conto di quanto la tua visione di te stessa combaci – o differisca – dalla percezione degli altri.

 

Come sviluppare il tuo brand personale in base ai tuoi obiettivi

Come hai capito, il DNA del tuo brand deve rispecchiare il tuo DNA. Ma non solo.

Per sviluppare il tuo personal brand devi tenere conto dei tuoi obiettivi. Infatti, ora che sai chi sei, è tempo di realizzare dove vuoi arrivare.

Crea una visione di te stessa in cui sei soddisfatta e appagata sia sul piano professionale che personale. Naturalmente nel farlo devi tenere conto degli elementi fondamentali della tua vita che hai individuato precedentemente.

Il motivo è semplice: il tuo personal brand deve sì rappresentarti, ma deve essere anche coerente nel tempo.

Scegliere un’immagine che rispecchia la tua posizione attuale ma non quella dove vuoi arrivare non serve a niente. Anzi, è controproducente in quanto ti blocca in una condizione che ti va stretta.

Leggi i miei 5 consigli per scrivere un’irresistibile pagina About me.

 

Rendi il tuo personal brand unico

Adesso che hai chiari i tuoi obiettivi, valori e caratteristiche – e quindi chi sei e dove vuoi arrivare – è il momento di sintetizzare il tutto in una value proposition.

Si tratta del valore distintivo che proponi ai tuoi clienti e a chiunque venga a contatto con te. Insomma, l’essenza del tuo brand.

Ad esempio, la value proposition di Meryl Streep è la qualità incorruttibile.

Sii chiara sul perché sei in business e cosa offri ai tuoi clienti. Più riesci a definirlo, più è facile sviluppare un personal brand forte.

Ogni brand ha bisogno di una strategia di marketing: anche il personal brand.

Dietro a ogni marchio di successo c’è una strategia di marketing vincente. Da questo non si scappa. E lo stesso vale quando bisogna creare un personal brand.

Una volta definito qual è il tuo brand è necessario passare allo step successivo. Ovvero la tua promozione.

Per avere successo ed essere un’imprenditrice riconosciuta hai bisogno di far sapere chi sei al tuo target. Come la tua azienda pubblicizza i suoi prodotti o servizi, tu devi pubblicizzare la tua persona.

La soluzione per farlo è creare una forte presenza online. Ecco perché avere un buon sito web ed essere attiva sui social network è fondamentale per sviluppare il tuo personal brand.

Scopri come creare un sito web da sola.

Usa il tuo sito per raccontarti. Parla dei tuoi valori, della tua storia e di cosa ami. Spiega anche qual è la tua mission e del perché l’hai scelta.

Parallelamente, apri la tua pagina ufficiale su Facebook (proprio come faresti con un’azienda), crea inserzioni per ottenere Like, e inizia a interagire con i tuoi follower e a condividere contenuti interessanti, che facciano percepire che sei sul pezzo.

Attenzione però. Sito web, social media, blog e campagne richiedono un ingrediente fondamentale per sviluppare un brand personale forte e distinto: la coerenza.

Per questo è molto importante curare la propria immagine coordinata e adottare una comunicazione conforme al tuo personal brand e al tuo target.

Questa è la strada che devi continuare a seguire per sviluppare il tuo personal brand.

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5 buoni motivi per avere una mailing list

Quanta importanza dai alla tua mailing list?

Se è vero che i social network stanno prendendo il sopravvento è anche vero che le mail non passano mai di moda. Potresti pensare di non averne bisogno, ma ti sbagli. Restano sempre il metodo migliore per entrare in contatto coi tuoi potenziali clienti e con quelli che hai già.

Sì, lo so. Non c’è niente di nuovo nel concetto di “costruire una lista di contatti”: per anni infatti chiunque abbia fatto business ha creato una lista di contatti di clienti e potenziali clienti con i quali creare e mantenere relazioni ( possibilmente eterne!)

Quindi il concetto di avere una mailing list non è certo una strategia di ultima generazione. Ma, c’è un’enorme differenza tra l’avere una rubrica di contatti alla vecchia maniera e avere una lista digitale come quelle che possiamo creare oggi e che ci consente un incredibile vantaggio e ti suggerisco di leggere attentamente per scoprire quale.

Prima di tutto mettiamo a fuoco i due “perché” fondamentali.

Il primo perchè : quando decidi di creare una mailing list lo fai perchè vuoi intensamente che i visitatori del tuo sito – o della tua attività offline –  tornino a visitare i tuoi articoli, contenuti e, di conseguenza, il listo dei tuoi servizi e prodotti.

Il secondo perchè: il desiderio e l’importanza di instaurare un vero rapporto di fiducia tra te ed i tuoi lettori  – o visitatori – in modo che siano più inclini ad acquistare i tuoi servizi e prodotti se prima tramite email gli avrai inviato delle informazioni utili e gratuite a riguardo.

Ecco perché  oggi vediamo insieme  5 buoni motivi per avere una mailing list.

1) Ti consente di raggiungere il tuo pubblico in maniera rapida ed efficace

Al contrario di social media e blog, con le mail puoi decidere tu quando far arrivare un determinato contenuto alle persone che vuoi. La gente controlla la mail di continuo, mentre non puoi essere sicura che legga quello che pubblichi sulla tua pagina Facebook o che scrivi sul tuo blog. Inoltre se riesci a crearti una cerchia specifica di clienti ideali – ovvero un target – saprai già che i contenuti della tua mail saranno di loro interesse.

2) I tuoi iscritti diventeranno molto più probabilmente tuoi acquirenti

Prova a pensare a una cosa: la casella di posta di una persona è sacra, la gente odia ricevere spam e mail indesiderate, quindi se hanno acconsentito a ricevere le tue mail è come se ti avessero invitato ad entrare nella loro casa virtuale. Vuol dire che sono interessati al tuo business e ai tuoi eventuali prodotti/servizi. Potrai quindi promuovere quello che fai e che scrivi sapendo che dall’altra parte troverai persone partecipi e non gente qualsiasi disinteressata al tuo lavoro.

3) Aiuta nella creazione di fidelizzazione

Come dicevo all’inizio, con le email il contatto è frequente e la comunicazione è one-to-one, cioè il discorso è diretto e le mail sono personalizzate col nome della persone e si riferiscono proprio a lui, facendo così sentire l’interlocutore importante.

Rimanendo in contatto costantte si andrà a creare pian piano un legame di fiducia difficile da ottenere con altri strumenti : offrendo informazioni, consigli ed offerte dedicate, porterai i tuo iscritti a scegliere te in mezzo a tutti nel momento in cui avrà bisogno del prodotto o servizio che vendi. Se vuoi saperne di più di questo argomento, leggi questo articolo in cui ti spiego di più.

4) Puoi usarlo per creare maggior coinvolgimento

Se nessuno legge i post del tuo blog o in pochi navigano sul tuo sito, le email fanno proprio a caso tuo! Puoi promuovere quello che scrivi, incentivare le persone ad andare sul tuo sito offrendo promozioni speciali o attirando l’attenzione con qualche tema particolare di loro interesse. Se riesci infatti a capire quello che i clienti vogliono potrai proporre loro prodotti simili o articoli correlati.

Insomma, la mailing list risulta essere un potente strumento per attirare potenziali clienti, ma anche per mantenere vivo l’interesse del tuo pubblico attuale.

5) È facile, è economico, è divertente!

Se i motivi sopra non ti fossero bastati, questi tre aggettivi dovrebbero incentivarti ulteriormente nell’utilizzo della mailing list. 😉

Scrivere le mail è facile ed è anche il modo più semplice di tenersi in contatto. Basta usare sempre lo stesso stile, che deve essere quello del tuo sito nonché il tuo personale, ed esprimere quello che per te è importante che sappiano i tuoi clienti. Una nuova offerta? Un nuovo servizio? Un articolo interessante? Qualunque cosa sia: sii chiara, sii breve, in quanto una mail non può trasformarsi in un lungo poema che nessuno ha voglia di leggere, e soprattutto sii te stessa, che chi si è iscritto alla tua newsletter l’ha fatto perché gli è piaciuta la prima impressione che hai dato di te e si aspetterà quindi la stessa persona.

È economico, non richiederà denaro – almeno all’inizio – , al contrario di Facebook che si fa pagare per le pubblicità e per promuovere i tuoi post.

È divertente, perché no? Puoi sbizzarrirti con grafiche e immagini, puoi prepararti i testi in anticipo se sai di avere un mese indaffarato davanti a te e puoi avere il controllo su tutto, dal linguaggio da utilizzare al contenuto da condividere.

Quindi che aspetti? Se non l’hai già fatto crea la tua mailing list, mentre se già ne possiedi una sappi che quello che quello che hai tra le mani è uno strumento molto importante che, a seconda di come viene usato, può dare risultati molto interessanti e produttivi!

La prossima settimana vedremo insieme come costruire questa mailing list, quali strumenti utilizzare a costo zero o quasi e come invogliare le persone ad iscriversi.

Scrivimi qui sotto nei commenti cosa ne pensi, quali sono i tuoi dubbi e quali invece le curiosità, sarò felice di risponderti Oppure raccontami come la tua mailing list sta cambiando il tuo business.

SPOTLIGHT | Facebook, Instagram e belle foto con la Social Media Biondina

Molte donne che stanno creando la loro attività in proprio si domandano “Ce la farò?” “e se anche tu sei una di loro penso che amerai Spotlight, questa nuova rubrica che inauguro oggi.

Lo spotlight è il riflettore che negli show si utilizza per illuminare specificamente un protagonista che calca la scena, sia esso un attore, una modella, una celebrity o uno special guest.

Ecco perché ho deciso di chiamare così questa rubrica che nasce proprio dal desiderio di raccontare le storie delle donne che lavorano con me e che conosco e di cui conosco il valore, per mettere su di loro un fascio di luce che le renda ancor più visibili e luminose.

Iniziamo oggi ospitando la brillante Silvia Lanfranchi, aka Social Media Biondina, una donna che non solo sta facendo online dei bellissimi progetti, ma che ti consiglio vivamente di seguire per scoprire come usare i tuoi social con stile ed efficacia. ( Mi raccomando, leggi l’articolo fino in fondo perchè Silvia ha pensato ad un regalo per noi Total Freedom Girls.)

SILVIA

Silvia raccontaci un po’ di te e di come hai conosciuto Vale?

Ho conosciuto Vale nella lontana primavera 2015 grazie al corso Non solo business Plan

In realtà la conoscevo già da prima: ero iscritta alla sua newsletter da tempo, ma è stato questo corso che mi ha fatto avvicinare ancora di più al suo mondo e al suo modo di fare le cose.

Il primo corso fatto con Vale mi ha smosso: ero in un momento di forti cambiamenti, volevo dare un’evoluzione al mio stare online come Social Media Manager, ma non sapevo come muovermi, come modellare il mio business sullo stile di vita cui miravo, ma pensavo che non fosse possibile, che dovessi essere io a inseguire il trend, non a crearlo. Oggi riguardo con affetto gli esercizi di quella Silvia di 14 mesi fa: una Silvia fiduciosa ma allo stesso spaventata, stupita e non del tutto convinta che il cambiamento potesse veramente partire dai suoi desideri.

La difficoltà più grande era quella di ammettere che dovevo disegnare io la mia cliente ideale e trovare la mia nicchia: ma com’è possibile, mi dicevo, in questo modo avrò meno clienti, non decollerò mai. Le resistenze sono state talmente tanto forti che non ho nemmeno finito gli esercizi…

A ottobre 2015 però qualcosa in me era cambiato e così mi sono iscritta a Total Freedom Business Formula; e in 3 mesi la SocialMediaBiondina, il mio brand, era nato e definito in ogni suo aspetto: a gennaio 2016 sono andata online, indossando finalmente un “vestito” che mi corrispondeva e sentivo profondamente mio.

Oggi chi è il tuo cliente ideale e in che modo lo aiuti?

Oggi mi occupo di aiutare le imprenditrici creative a raccontarsi sul web e attraverso i Social attraverso una comunicazione semplice, lineare e sempre sorridente: le mie clienti sono freelance, artigiane, coach o blogger che amano quello che fanno, ma non hanno ben chiari i meccanismi della comunicazione Social. Vogliono crescere, vendere i propri prodotti o servizi e affermarsi, senza passare le giornate a disperarsi davanti alla propria pagina Facebook o al proprio profilo Instagram chiedendosi “E ora cosa pubblico?”

Svolgo la mia attività attraverso delle consulenze one-to- one via Skype, e sto già pensando a grandi cose per il 2017: si, noi imprenditrici dobbiamo pianificare con almeno 6 mesi di anticipo!

Puoi dare alle Total Freedom Girls 3 consigli pratici riguardo i Social Media?

Ecco 3 consigli pratici che voglio dare a tutte le imprenditrici creative per iniziare a fare pace con i Social e la tecnologia.

#1 Sulla tua pagina Facebook

non pubblicare solo i tuoi post del blog, le tue foto di Instagram e i tuoi servizi/prodotti. Parla anche delle cose che ti piacciono, delle tue fonti di ispirazione, di quello che ti fa stare bene e anche, perché no, di quello che ti fa ridere:in questo modo farai partecipe chi ti segue del tuo mondo e si sentiranno ancora più coinvolte nel tuo business. Sicuramente non sei l’unica a fare quello che fai, ma solo tu lo fai nel tuo modo e con la tua storia alle spalle: le persone compreranno da te per quel motivo.

#2 Se su Instagram hai pochi follower

lavora sulle foto, sulle didascalie, sulla costruzione di una community di persone intorno al tuo business, non cedere alla tentazione di crescere velocemente con metodi non ortodossi né eticamente corretti: magari arriverai ad avere 10.000 follower in un attimo, ma non saranno interessati a quello che fai, non commenteranno e non compreranno mai da te.

#3 Per fare delle belle foto da usare per i tuoi canali social o il tuo blog

non servono necessariamente macchine fotografiche costose. Per iniziare a prendere dimestichezza con la tecnica e soprattutto con la composizione fotografica può bastare uno smartphone e tanta voglia di imparare, sperimentare e divertirsi.

Per conoscere meglio il tuo lavoro, cosa possiamo fare subito?

Se vuoi approfondire il discorso sulle immagini puoi scaricare qui il mio ebook gratuito “Le tue foto su Instagram da Meh a Wow.”

 

Se poi, finito quello, vuoi fare il salto di qualità migliorando il tuo stile fotografico e diventando riconoscibile da una sola immagine, allora il mio corso on-demand Be {YOU}nique è quello che fa per te.

E’ in vendita solo fino al 4 settembre, e per le lettrici di totalfreedom.it è scontato del 10% inserendo il codice TOTALFREEDOM10 al momento del checkout.

 

 

I miei 5 consigli per scrivere un’irresistibile pagina About me

Se sei come molte delle mie clienti, dopo aver aperto il tuo blog o sito potresti essere in crisi perché non sai cosa scrivere nella famigerata pagina About me, conosciuta più semplicemente come la  pagina “chi sono”.

Molte donne che lavorano in proprio, freelance e piccole imprenditrici, non hanno idea di cosa inserire in questa pagina. Così buttano giù qualche paragrafo banale e deboluccio pieno di informazioni a cui pochi sono interessati, cose come: dove hanno studiato , come si chiama il loro gatto, l’elenco delle loro certificazioni e magari una foto presa a caso tra quelle delle vacanze al mare di 5 anni fa.

Ecco. Praticamente tutto l’opposto di quello che il tuo cliente ideale vuole vedere e sapere!

Niente paura! È un problema che molte hanno e oggi voglio darti qualche consiglio che possa aiutarti a trovare la giusta ispirazione e a redigere un testo che racconti davvero chi sei e come puoi aiutare chi viene a farti visita.

Pronta? Via!

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#1 Non si tratta di Te

La prima regola che devi tenere a mente quando ti appresti a scrivere un’irresistibile about me page – e quando ti appresti a scrivere più o meno tutto quello che devi scrivere sul tuo sito – è molto semplice: non si tratta di te!

Esatto. Hai capito bene.

Nonostante il nome della pagina presupponga e faccia pensare che tu debba parlare di te, di fatto lo scopo preciso della tua pagina “about me” in realtà è parlare di come tu puoi aiutare il tuo cliente ideale a raggiungere il suo obiettivo ideale.

La verità è che quando qualcuno va sulla tua pagina ” about me” quel che vuole veramente scoprire è quel che tu puoi fare per lui/lei. Ecco perchè è davvero importante che tu riesca a provare il perché dovrebbero desiderare comprare un servizio e un prodotto da te.

Quindi, se avevi pensato di scrivere dei tuoi colori preferiti e della tua infanzia, o se invece l’idea di parlare di te ti innervosisce, adesso sai che non solo non è necessario, ma che addirittura è controproducente.

Fermati subito e focalizzati invece su questo obiettivo.

La tua “about me page” ti serve per spiegare in che modo tu sei la soluzione ad un particolare problema che il tuo cliente ideale può avere in quel momento.

Bene.

Chiarito questo punto, possiamo procedere e vedere insieme quali sono gli altri tre punti fondamentali da tenere a mente per redigere  questa pagina dall’importanza cruciale per il tuo sito e per la tua attività.

#2 Un inizio accattivante

Inizia con chiarezza. Elabora un intro breve e chiaro.  Certamente esordire con frasi come ad esempio: “Mi presento” oppure il banalissimo “Ciao sono Maria Rossi e sono una social media manager” non è molto originale, né molto chiaro.

Ti suggerisco quindi una formula che uso spesso io stessa e che insegno alle partecipanti del mio corso TOTAL FREEDOM BUSINESS FORMULA. Provala anche tu.

“Sono [IL TUO NOME ] e sono [IL TUO TITOLO PROFESSIONALE]. Aiuto  [CLIENTE IDEALE] a [RISOLVERE IL XYZ PROBLEMA ] con  [LA SOLUZIONE UNICA].”

Il vantaggio di usare questa formula è che chi legge può immediatamente capire che ti rivolgi a lui o lei. Se scrivi ad esempio che lavori con ” mamme stressate che lavorano in proprio” oppure con ” single bellissime ma molto insicure” queste persone riconosceranno immediatamente loro stesse.

Se dirai che  aiuti “mamme stressate che lavorano in proprio a gestire il tempo ed essere più produttive” o “ single bellissime ma molto insicure a conquistare autostima ed essere sexy e felici” chi ti legge capirà immediatamente se tu sei la persona giusta per aiutarlo a risolvere il suo problema.

Solo dopo avere fatto questo tipo di introduzione, allora puoi aggiungere qualche riga in cui spieghi perché sei qualificata per questo tipo di lavoro e perché le persone dovrebbero acquistare i tuoi servizi.

#3 Crea Rapport

Sicuramente il lettore in questione è finito sulla tua pagina per un motivo, perché ha un dubbio o un problema che spera tu possa aiutare a risolvere. Il modo migliore che hai a disposizione per incuriosirlo è creare Rapport con lui, ovvero creare una sorta di sintonia che faccia sentire la persona che ti sta leggendo compresa. Capita. E che la invogli a dire ” fammi un po’ vedere meglio questa tipa cosa fa!”.

La domanda implicita a cui devi rispondere è: “in che modo i miei prodotti/servizi sono in grado di aiutare il mio potenziale cliente?”

La risposta chiaramente la conosci solo tu e tu sola sei in grado di descrivere al meglio la tua offerta per renderla chiara e attraente. Sì, anche con la scrittura si può rendere una proposta attraente! Inizia mettendoti nei panni del tuo cliente ideale, pensa ai dubbi e alle necessità che l’hanno fatto arrivare sul tuo sito. Partendo da questa riflessione crea un testo in cui dimostri di capire cosa sta affrontando e soprattutto perché tra tutti, proprio tu o la tua attività, siete giusti per lui. In poche parole, descrivi la tua offerta immaginando cosa vorresti leggere Tu se fossi nella sua situazione, facendo capire che quella che offri è la soluzione ai suoi problemi (o senz’altro qualcosa che può arricchirlo).

Ricordati che molto raramente le persone sono interessate ai tuoi 28 certificati, mentre invece vogliono sapere se hai già aiutato qualcun altro a risolvere problemi simili a quelli che hanno loro.

#4 Condividi la tua storia

Importante anche condividere la tua storia personale, ma attenzione, non si tratta di dare le tue informazioni anagrafiche come quando ti iscrivi ad un abbonamento per una rivista! Questa parte serve per creare una connessione emotiva con il tuo cliente, per fargli capire che tipo di persona sei e soprattutto perché svolgi questo lavoro. Quindi rispolvera la memoria e racconta in modo appassionato come sei arrivata a fare quello che fai.

Sta a te poi decidere quanto personale vuoi rendere la tua pagina, certo è che, più dettagli dai della tua filosofia professionale e di vita, più le persone sentiranno già di conoscerti e si sentiranno in contatto con te.

Ricordati di includere anche una bella foto in modo che le persone possano subito associare un volto alla tua storia e alla tua attività.

Volendo puoi aggiungere anche altre immagini che raccontano chi sei e perchè fai quel che fai, per ravvivare la pagina e renderla più personale e creativa.

#5 Call to action a scaricare una risorsa gratuita

l’about me page è una delle più lette nei siti dei freelance e dei lavoratori in proprio e onestamente a me questo sembra normale.

Se devo lavorare con qualcuno mi fa piacere saperne un po’ più di lui o lei. Utilizza questa informazione per non perdere un potenziale cliente e crea una call to action – che per chi non lo sapesse è una breve frase che ha l’obiettivo di spingere l’utente a compiere una determinata azione – per iscriversi alla tua newsletter e scaricare il tuo lead magnet.  Per creare un “hook” efficace potresti offrire un mini corso online oppure una breve guida contenente consigli utili al tuo cliente ideale. Insomma, qualsiasi cosa che attiri il tuo potenziale cliente e chi gli offra dei benefici di valore , così da creare un contatto con te e instaurare una relazione.

Ora che hai acquisito un po’ di conoscenze in più, che ne dici di provare a scrivere la tua pagina personale? Prenditi tempo, libera la mente e sii te stessa. Non fingere di essere quella che non sei, non devi impressionare nessuno, anzi, più risulterai spontanea e naturale, più la gente si sentirà in contatto con te.

[Ti è piaciuto questo articolo? Commenta qui sotto per farmi sapere se ti è stato utile e condividilo sui tuoi canali Social . Hai bisogno di formazione più approfondita, vuoi capire insieme a me come elaborare la tua pagina About Me?  Parliamone: dai un’occhiata alla mia Discovery Session.]

Creare un sito web da sola. Puoi farlo!

Una delle domande più gettonate da parte delle mie clienti nell’ultimo periodo riguarda il proprio sito web e come crearne uno. ” Tu te lo sei fatta da sola?” “Creare un sito web è alla portata di tutte noi?” “Cosa si può fare con un sito, da dove iniziare?”

Siccome sono una grande fautrice della tecnologia e dell’autonomia, ho pensato di fare una chiacchierata su questo argomento con Lorenzo, co fondatore di Webipedia.it, il portale italiano dei video corsi che ti insegnano proprio tutto quello che ti serve per imparare ad usare il web; ed insieme ci siamo confrontati su questi ed altri argomenti, analizzando concetti utili a tutte coloro che vogliono cominciare la loro avventura nel web. Così ho pensato di chiedere a Lorenzo di scrivere un articolo per voi, ne è uscito fuori un pezzo pieno di suggerimenti davvero interessanti. Pronta?

Via! Ecco il guest post di Webipedia.

Cosa si può fare tramite un sito web?

Sembra incredibile come, nel giro di una generazione, il mondo si sia trasformato grazie ad

internet. Le distanze si sono azzerate, i limiti sono stati abbattuti e il nuovo panorama offre a

tutti nuove opportunità per migliorare la propria vita e, soprattutto, il proprio modo di lavorare.

Basta pensare ai nostri nonni, per capire quante possibilità avevano in meno di conoscere e

comunicare con il mondo.

Il web però è solo un mezzo, non il fine. Il fine è la realizzazione di se stessi.

La rete offre “semplicemente” tutti gli strumenti per mettersi in gioco, per raggiungere una

moltitudine di persone con cui, senza questo mezzo, non si potrebbe venire a contatto. Il web è

un megafono che amplifica quello che siamo e quello che facciamo.

Analizziamo di seguito diversi scenari per cui potresti essere interessata nella creazione di un

sito.

Condividere le tue passioni

La prima conseguenza nel avere un sito web è quella di farsi conoscere, di crearsi un audience.

Non è detto, infatti, che lo scopo principale sia in assoluto guadagnare soldi, ci potrebbero

essere anche altre motivazioni. Bisogna però sapere che il traffico, ovvero le persone che

visitano le tue pagine, corrisponde a guadagno.

La storia è piena di casi in cui, una volta raggiunta la consapevolezza di poter monetizzare il

proprio sito, qualcosa nato per “gioco e passione” si è trasformato in una vera e propria attività.

Questi casi sono quelli che hanno contribuito alla nascita di nuove figure professionali: i

blogger. Sono stati proprio i primi blog personali a far capire che un semplice passatempo si

poteva trasformare in una nuova professione, con tutti i relativi vantaggi nel fare un lavoro di

questo tipo.

Se ti piace scrivere e comunicare con altre persone quindi, sappi che il web offre strumenti

veramente potenti, alla portata di tutti, per potere cominciare questo tipo di attività.

Nota: Proseguendo nella lettura di questo articolo, ti spiegheremo i principali metodi per

trasformare il tuo pubblico in entrate economiche.

Far decollare la tua professione

Stiamo parlando di liberi professionisti, di tutti quelli che hanno un business e non hanno

intenzione di cambiarlo, ma di renderlo migliore.

Ormai è prassi comune fare ricerche in Google per qualsiasi cosa e, grazie a un sito, hai

l’opportunità di mostrare la tua competenza a chi è direttamente interessato.

Un utente cerca una soluzione al problema X. Se hai scritto un articolo su tale argomento, in

modo esaustivo, avrai buone probabilità che questa persona arrivi sulla tua pagina.

Grazie ai contenuti che hai pubblicato gli mostrerai direttamente la soluzione o la via per

raggiungerla grazie ai tuoi servizi.

Migliorare la propria azienda

Oggi, avere un sito internet è diventato indispensabile per ogni attività, dalle multinazionali, fino

al piccolo imprenditore.

Il sito non rappresenta più solo una vetrina sul mondo, ma anche lo strumento con cui

instaurare un rapporto bidirezionale con la propria audience, i propri clienti.

Le piccole medie aziende, che sanno usare questo strumento, lo hanno potuto sfruttare ­ e lo

fanno sempre di più ­ per aumentare il proprio bacino di clienti, cosa che con mezzi pubblicitari

tradizionali sarebbe stato proibitivo, visto i costi di spot televisivi e campagne radio nazionali.

I piccoli imprenditori e i privati hanno potuto finalmente avere voce in capitolo, ritagliandosi uno

spazio sulla finestra mondiale che offre il web.

Creare e guadagnare con un business online

Ok, non sei un blogger, né un libero professionista e non hai un’azienda, ma ti vuoi dare la

possibilità di cominciare un percorso che ti porti a guadagnare online. Anche qui le possibilità

sono illimitate.

Un business online parte proprio da un’idea.

Sviluppala in fase di progettazione e intorno ad essa valuta anche le diverse possibilità e

modalità di guadagno (vedi paragrafo successivo sulla monetizzazione).

Rischi solo il tuo tempo!

Quando si comincia qualsiasi tipo di attività è buona norma fare il calcolo del budget che si deve

investire in fase di partenza.

Vuoi aprire un negozio di scarpe nel centro del tuo paese?

Con carta e penna cominci a segnare:

  • Affitto locale/mese €700
  • Ristrutturazioni €4.000
  • Insegna €…
  • Merce €…
  • Ecc…

Come puoi vedere, in questo esempio o in altri infiniti casi simili, per le attività che non si basano online, le voci e i costi di avviamento non mancano. Per realizzare un sito web invece, i costi iniziali sono veramente limitati.

Oggi con €100 puoi fare tutto. L’unica cosa che rischi di “perdere” è il tuo tempo.

creare un sito web da sola

Perché è importante costruirsi il sito da sole

Se vuoi che la tua attività online abbia successo è fondamentale conoscere il proprio strumento

di lavoro. Affidarsi a risorse esterne per realizzare il sito nella sua una fase iniziale non è una

scelta saggia, per diversi motivi fra cui anche quello che dovresti investire del budget che hai a disposizione.

Se non ti costruisci una formazione di base, potresti trovarti nella condizione di “dipendere” per

sempre da qualcuno e non sapere valutare nemmeno la qualità del lavoro fatto da terzi.

Se non conosci un argomento, potresti trovarti in difficoltà anche a livello di comunicazione,

perché non è semplice sapere cosa chiedere e come spiegare un particolare e necessario

intervento. Anche in caso di aiuto esterno, quindi, rischieresti di rendere il lavoro altrui più

difficile, di aumentare le tue spese e di metterne a rischio il risultato.

È bene quindi sporcarsi le mani fin da subito, capendo i concetti base del funzionamento del

sito e del suo mantenimento. In questo modo, potrai essere più agile e veloce nelle fasi di

impostazione, modifica e aggiornamenti futuri.

La conoscenza acquisita durante il processo, sarà la tua arma in più per conoscere davvero il

tuo pubblico e capire dove intervenire per migliorare.

Passato un pò di tempo, quando il sito avrà preso piede, potrai decidere se delegare attività a

collaboratori esterni, mantenendo il pieno controllo su ogni operazione.

Un esempio? Vale stessa.

Anche lei ha cominciato da sola, seguendo i consigli di Webipedia.

Si è fatta la sua esperienza, si è costruita totalfreedom.it ed ora è in grado di organizzare da

sola il lavoro sul suo progetto.

Da dove cominciare?

Possiamo suddividere il lavoro attorno ad un progetto web in 4 macro sezioni. Di seguito

delineeremo gli aspetti principali.

  1. Progettazione
  2. Creazione
  3. Promozione
  4. Monetizzazione

1# Progettare il sito web

È molto raro, se non impossibile, che un progetto risulti vincente per caso. La prima fase da

affrontare, per non basarsi solo sulla fortuna, è la progettazione.

Prima di mettersi all’opera è indispensabile raccogliere tutte le idee e il materiale a disposizione,

organizzarlo e studiare una possibile struttura del sito.

Un consiglio che ti diamo è “ispirati” dagli altri. Non ci fraintendere, ma non c’è miglior modo di

imparare se non quello di prendere spunto da chi è già esperto.

Personalmente, in fase di progettazione, sono alla “vecchia maniera”. Per me carta e penna

sono fondamentali. Stendere su un tavolo decine di fogli che andranno a svolazzare ovunque

nella stanza, oltre a darmi lo spirito giusto, mi aiutano ad avere la corretta visione d’insieme.

2# Creare il sito web

Questo è l’aspetto che all’inizio spaventa di più, ma una volta fatti i primi passi, vedrai che potrai

tirare un sospiro di sollievo e riconoscere che “era più difficile a dirsi che a farsi!”.

Ovviamente non si tratta di magia, ma semplicemente di utilizzare di strumenti giusti: come

WordPress. Questa applicazione è la più utilizzata al mondoper la creazione di blog, siti web

aziendali, eCommerce, per arrivare davvero a soddisfare tutte le tipologie di sito possibili.

I 3 step da fare per avere il tuo sito web online e pronto ad essere riempito di contenuti sono:

1. Scegliere il nome del sito (nome dominio)

2. Comprare dominio e hosting

3. Installare WordPress

Ecco una buona notizia: abbiamo queste 3 video lezioni gratuite a disposizione per te.

Passo per passo ti mostreremo tutto il procedimento necessario e, se dovessi avere domande,

potrai trovarci via chat o tramite il supporto.

Guarda questi video sulla pagina Come installare WordPress.

#3 Promuovere il sito web

Un sito web, per avere successo, ha bisogno di visitatori. Quindi, dopo che le tue pagine saranno online, dovrai passare alla promozione.

Per riuscire in questa fase si possono intraprendere molte strade:

● SEO e Motori di Ricerca per ricevere traffico organico.

● Social Network.

● Email marketing.

● Campagne a pagamento.

In un solo articolo non è possibile entrare nel dettaglio, ma possiamo indicarti l’aspetto più

importante che devi curare, soprattutto all’inizio. Concentrati nella produzione di contenuti di qualità.

È tramite la qualità che conquisterai i tuoi utenti. È grazie al “valore” che gli hai dato che

torneranno sul tuo sito, si iscriveranno alla newsletter, parleranno bene di te e condivideranno i

tuoi contenuti sui social network come Facebook.

Se ti concentri su quanto appena detto, allora anche i motori di ricerca si accorgeranno di te e ti

premieranno facendoti scalare le classifiche.

#4 Monetizzare il sito web

Monetizzare un sito web significa “prendere il proprio traffico e convertirlo in guadagno”.

Questo concetto deve essere chiaro: utenti = profitto.

Le metodologie per guadagnare sono molte, ma il segreto per una buona monetizzazione è

riuscire a far incontrare domanda e offerta.

Per sapere quello di cui hanno bisogno i tuoi utenti, devi imparare a conoscerli.

Certo, questo dipende molto anche dal tipo di sito che hai realizzato e soprattutto dalla tematica

scelta. Probabilmente, se hai aperto un sito che tratta un argomento che ti appassiona, conoscerai

bene l’audience con cui stai comunicando e saprai, pertanto, riconoscere i suoi bisogni.

Vediamo brevemente come potrai guadagnare con un sito web:

Nel caso tu sia un freelancer, o un’azienda,guadagnerai con la tua normale attività, ma con la differenza che il tuo sito porterà costantemente nuovi clienti nel tuo portfolio.

Mi raccomando quindi, mostra la tua competenza grazie a pagine esaustive e ad una sezione

portfolio/servizi curata nell’aspetto e nei contenuti. Inserisci moduli di contatto semplici, chiari e

che invoglino ad uno scambio di comunicazioni con te!

Guadagnare con la Pubblicità­ banner e annunci. Anche questa opportunità, come per la creazione del sito, non comporta competenze tecniche

specifiche. Infatti, aderendo a programmi come quello di Google AdSense, o simili, ti basterà

installare un plugin per la gestione degli annunci pubblicitari, per trasformarti in un vero e

proprio “publisher” della rete.

Vendere prodotti­ tramite eCommerce. Se conosci le esigenze del tuo pubblico, allora vendi i tuoi prodotti (o quelli di altri), tramite un eCommerce.

Come sicuramente saprai, oltre ai prodotti “fisici”, possono essere venduti, anche prodotti “digitali”,

come video, mp4, eBook e tutto ciò che si può trasferire sulla rete.

Oggi, costruire un eCommerce grazie a WordPress e al suo plugin gratuito WooCommerce è

veramente semplice e potrai iniziare a vendere nel giro di qualche giorno senza conoscere nulla

di programmazione web.

Promuovere prodotti di altri­ tramite Affiliazione.

In Italia l’attività di affiliazione, chiamata anche di affiliate marketing, non è ancora diffusa come

in altri paesi del mondo, ma può essere una delle attività più redditizie fra quelle proposte.

Se non sai di cosa stiamo parlando puoi considerarla come l’attività di un commerciale che

trova nuovi clienti per un azienda.

In poche parole consiste nel promuovere prodotti di altritramite articoli, recensioni, video,

banner pubblicitari ecc.

Se l’utente preme un tuo link e poi, atterrando sul sito del venditore, compie l’azione richiesta ­

un acquisto, piuttosto che la compilazione di un modulo ­ riceverai una percentuale sulla

vendita.

Infine nulla ti vieta nel lavorare con diversi metodi di monetizzazione contemporaneamente.

Per esempio puoi vendere dei prodotti, ma nello stesso tempo promuoverne altri tramite

affiliazione. Questi ultimi non dovranno essere in competizione con i tuoi, ma possono essere

complementari, aiutandoti così a dare un servizio a 360°.

In gerco tecnico si chiama Cross Selling, ma in poche parole consiste nel percorso logico che ci

porta a dire “chi ha comprato questo, potrebbe avere bisogno anche di quest’altro”.

Il segreto di un’attività di successo

I primi due ingredienti, quelli più importanti, sono entusiasmo e passione.

Stai lottando per qualcosa di tuo, per la tua creatura, per la realizzazione di te stessa.

È per questo che consigliamo, durante la fase di progettazione iniziale, di scegliere un

argomento che ami, per cui provi vera passione.

In questo modo non ti stancherai mai di parlarne e diventerai sempre più esperta in quel

determinato campo.

Concludiamo dicendo che…

In questo articolo ti abbiamo dato parecchi spunti su cui riflettere ed è naturale che tu non abbia

ancora ben chiaro il processo completo ­ “the big picture” direbbero gli anglosassoni.

Non ti preoccupare, questo è normale. L’importante è avere la spinta giusta per fare il primo

passo, quello più difficile. Come si dice nell’ambiente delle startup: “Buttati, poi il paracadute lo

costruisci durante la caduta”.

Finiamo dicendo che, se vorrai avere una guida tecnica, che ti supporti in questo viaggio,

Webipedia è a tua disposizione con i suoi video corsi e il suo supporto.

Ti salutiamo e ringraziamo Valentina per averci dato la possibilità di comunicare con il suo

pubblico.

5 passi per iniziare a creare un corso online

Ed eccoci arrivate ad un articolo che molte di voi aspettavano perchè diciamocelo, creare corsi online è qualcosa che a noi donne imprenditrici e freelance attira un sacco. Ho parlato qui del perchè sia vantaggioso per noi progettare degli infoprodotti da vendere online e di come spesso per una donna, soprattutto quando offre servizi, creare e vendere corsi online possa essere fonte di grande gratificazione professionale, personale ed economica.

Se hai deciso di volere creare il tuo primo corso online, o magari di elaborare meglio uno che hai già creato, se sono mesi – anni? – che accarezzi l’idea di creare il tuo progetto online e hai sempre rimandato. Se è da gennaio che ti aggiri da un sito all’altro sopraffatta dalle mille idee e consigli su come fare a trasformare questa idea in realtà.

Bene , allora questo articolo è perfetto per te perchè ti condurrò mano nella mano a seguire i 5 passaggi chiave per la creazione di un corso online.

ONLINEPASSI

 1. L’idea

Questo è davvero un passo fondamentale e ne ho parlato in passato sia qui sul blog che in una puntata del Monday Lab. Per assicurarti che la tua idea sia vincente ti consigli di appurare che:

  • Ci sia già un mercato che è interessato al tema in cui ti vuoi cimentare. Non fraintende, io amo le pioniere, quelle che si inventano un’idea che nessuno ha mai avuto prima: ma aprire la strada ad un nuovo mercato richiede più tempo e penso che magari ti potrai sbizzarrire a scegliere un argomento totalmente inedito quando avrai già collaudato uno o due corsi. Per essere originale non hai bisogno di parlare di argomenti “strani”, mentre basterà che tu sia autentica nel modo di farlo, scegliendo uno stile e una forma, tutta tua.
  • Il tema di cui parli sia fortemente desiderato dalla tua nicchia: puoi verificarlo inviando un sondaggio tra alcune idee per il tuo corso online e vedere quale è più apprezzata
  • Parli di qualcosa per la quale sei già conosciuta: l’ideale è che tu abbia già una tua reputazione professionale come esperta o leader nel tuo settore e che le tue clienti ideali vogliano imparare qualcosa da te. Se sei una neofita, io non partirei con un corso online, ma ti suggerirei di partire con delle consulenze oppure, se preferisci un info prodotto, inizierei con un e-book.
  • Sei appassionata dell’argomento che desideri insegnare: questo è fondamentale. Checché ne dicano tutti, secondo me No Passion, No Party!

2. Tracciare i contenuti

Una volto deciso l’argomento , arriva il momento di pensare ai contenuti da inserire e come strutturarli. Questa fase è cruciale perché se anche tu la pensi come , vuoi che il tuo corso aiuti davvero chi partecipa e vuoi che le persone apprezzino la qualità di quel che offri, ottenendo dei risultati ottimi una volta terminato il tuo programma online.

Ecco cosa devi tenere a mente in questa fase:

  • Chi è il mio partecipante ideale, per chi progetto il corso online? Scegli una nicchia ben precisa e non troppo ampia.
  • Cosa ha davvero bisogno di imparare il mio partecipante ideale per raggiungere i suoi obiettivi? Ricordati che il corso è per aiutare chi partecipa e non per fare conoscere al mondo il tuo sapere.
  • Quali sono gli obiettivi concreti del mio corso online? Quali risultati concreti pensi di poter garantire a chi partecipa al tuo corso quando l’avrà terminato.
  • Quale esperienza voglio che vivano? Come voglio interagire con loro? Ricordati che il tuo stile può fare la differenza: se parli di business nello stesso modo in cui ne parlano già altri 50, allora rischi di non avere successo. Scegli un mood chiaro , emozioni e valori che ti rappresentino e un modello che sia adatto a te e al tuo carattere. Dispense, video, audio, call di gruppo, gruppo su Facebook, scegli il mezzo più adatto a te.
  • Quanto lungo deve essere il corso? Non è una gara a chi “lo fa più lungo” ! Ottimizzare è la parola d’ordine, trovare un equilibrio tra contenuti da dare e bisogni da soddisfare.

Alle mie clienti insegno un metodo molto pratico e semplice per tracciare i contenuti :  le faccio immaginare che i partecipanti al loro corso debbano affrontare un viaggio e che vogliano arrivare alla meta nel minor numero di tappe e con la migliore esperienza possibile . Ogni tappa rappresenta un argomento principale, che poi dovrà essere suddiviso in sotto categorie ben sviluppate e progettate: in questo modo viene tracciata una vera e propria mappa per arrivare dall’inizio del corso alla fine.

Ci sono 3 modi divertenti con cui puoi letteralmente estrarre le idee dalla tua testa:

  1. Fare un bel brainstorming con una grande lavagna e dei post-it. Su ogni post-it scrivi un argomento e li sposti avanti e indietro decidendo in che sequenza affrontare i contenuti che hai deciso di inserire nel tuo corso. Visivamente questa opzione è molto scenica.
  2. Usare le mappe mentali. Molto gratificante per chi ama vedere su un foglio le parole, i concetti prendere una forma in continua espansione che aiuta ad aprire davvero tutti i file della tua mente.
  3. Scrivere un testo in word o pages. Più semplice e rigorso, opzione per semplificare la vita: meno d’effetto, ma molto pratica.

3. Realizzare i contenuti

Questa è la fase in cui devi iniziare a creare ed organizzare i file PDF, i fogli di lavoro, le lezioni video, ecc.

Questa fase è molto impegnativa perchè creare tutto il materiale è importantissimo e richiede molta energia e concentrazione: preparati già ad incappare in procrastinazione e rallentamenti.

Ti troverai a dire a te stessa che questa lezione la puoi scrivere domani dopo che avrai letto questi 7/8.000 testi che assolutamente devi ripassare.,

Che quel video ti conviene farlo “dopo” che avrai visto le 12 lezioni da 90 minuti di quel corso che avevi comprato nel 2002.  Che quell’audio lo puoi registrare tra 15 giorni quando amazon riassortirà il microfono chevuoi assolutamente comprare.

Matematico. Non temere. E’ normale. Tenderai a rimandare perchè dentro di te vuoi che tutto sia perfetto: in primis te stessa.

Il  mio consiglio è quello di non preoccuparsi di essere perfetta in ogni piccolo parte della realizzazione. Il tuo obiettivo è quello di creare un prodotto di qualità sì, certo: ma la cosa più importante è che le lezioni siano facilmente fruibili e che i tuoi clienti possano ottenere un risultato concreto.

Quando sarai alla seconda o terza edizione del corso, potrai anche assumere qualcuno che ti aiuti a realizzare in modo più accattivanti i tuoi contenuti, con grafiche e impaginazioni molto cool. Montaggi video con effetti speciali. Ricchi premi e cottillons.

Per adesso memorizza la frase della nostra amica, mentore Sheryl Sandberg che dice sempre ” Meglio fatto che perfetto!”

Per cominciare, cerca semplicemente di realizzare contenuti chiari, efficaci ed utili. In un altro post ti insegnerò anche come dargli un tocco visual molto personalizzato,  ma per adesso, testa bassa e produci! In questo articolo ho parlato degli strumenti base che ti servono per creare un’attività online e penso che possa esserti utile leggerlo adesso.

Ti confido un mio stratagemma segreto, con il quale contengo molto il rischio di procrastinazione.

Dopo avere deciso la traccia dei contenuti, registro per ogni modulo le mie idee in un audio, spiegandole come se le stessi raccontando ad un’amica. Dopo avere registrato questi audio, mi metto cuffie, carta e penna a trascrivere le idee che ho “raccontato a voce” e ad ampliarle selezionando o creando gli esercizi che voglio inserire in ogni step del mio corso e annotandomi man mano le idee e i concetti più importanti. Un modulo alla volta, nemmeno me ne accordo.

Prova: è molto utile e facile!

4. Prezzo e posizionamento

E’ arrivato il momento di pensare a come desideri posizionare questo corso online il che significa approfondire meglio il profilo del tuo partecipante ideale e in quale fascia di mercato – bassa, media o alta – vuoi posizionarti.

Anche se molti dicono che non sia così, spesso il prezzo è legato alla lunghezza del corso: ad esempio un corso i 4 settimane costa meno di un corso di 4 mesi. Questo però è un criterio che lascia un po’ il tempo che trova, per come la vedo io.

Se tu infatti riesci a fare ottenere al tuo partecipante in 21 giorni un risultato che lui desidera fortemente e che tu sei in grado davvero di fargli raggiungere, non importa che il tempo del tuo corso sia breve. Devi considerare il valore di quello che offri e il desiderio del tuo cliente:  in questo caso quindi, il tuo corso di 21 giorni potrebbe costare molto di più di un corso che dura 6 mesi.

Inutile che ti dica che un altro fattore da considerare è il tuo grado di esperienza e di reputazione: se sei una “novellina” è probabile che se spari un prezzo troppo alto , nessuno o pochi acquisterà il tuo corso. Se invece lavori da tanti anni offrendo i tuoi servizi e decidi di creare il tuo primo corso online puoi serenamente posizionarti in una fascia medio alta di prezzo e stare serena.

Resta da dire comunque che le definizione del prezzo è sempre un work in progress e che vanno testate per le prime edizioni diverse fasce di prezzo: man mano che testi il tuo info prodotto, capirai sempre meglio qual è il valore giusto da dargli.

5. Obiettivo e tempi di lancio

Ultimo punto, ma non ultimo in ordine di importanza e il tuo obiettivo.

Una volta che hai stabilito il prezzo di vendita del tuo corso, ti suggerisco caldamente di decidere qual è il fatturato che desideri realizzare e quindi quante persone vuoi che si iscrivano a codesto corso. Diciamo che vuoi realizzare 5.000 euro e che il prezzo di vendita del corso sia 100 euro, devi quindi puntare ad avere 50 iscritti.

In base a questi numeri, puoi studiare un valido piano d’azione per darti il tempo necessario a promuovere e fare conoscere il tuo corso online e per ricevere le iscrizioni e i pagamenti.

Premesso che tutto è possibile, ti suggerisco caldamente di non metterti in testa il 1 settembre di iniziare un corso i 15 settembre: due settimane sono tempi molto stretti per fare bene tutto. L’ideale a mio avviso , è contemplare tra i 45 e i 60 giorni per progettare, realizzare i contenuti, attuare una strategia di marketing e vendere il tuo corso.

Ovviamente poi dipende dal tuo obiettivo, dalla struttura del tuo corso, dai suoi contenuti e dalle tue competenze tecnologiche – o quelle del tuo team.

Non affrettarti e ricordati che è meglio puntare alla qualità che alla quantità: quando poi avrai realizzato i tuoi primi corsi,  il processo di creazione sarà più semplice e spontaneo e tu sarai veloce come una scheggia.

 

Fammi sapere nei commenti qui sotto se hai in progetto la creazione di un corso online , se hai già buttato giù qualche idea e se seguire i punti che ti ho proposto in questo articolo ti torna utile.

Ti leggo con piacere e non vedo l’ora di vedere nascere il tuo corso online di successo.

 

 

 

 

 

Cos’è un sales funnel e come crearne uno per fare crescere il tuo business | Post 3 di 3

Ed eccoci arrivate alla terza ed ultima puntata di questa serie dedicata a cos’è un sales funnel e come crearne uno per crescere il tuo business.

Nella prima ti sei focalizzata sul farti notare, fare sapere al mondo che esisti e avvicinare “lead” nel tuo imbuto di vendita.

Nella seconda hai fatto in modo di farti conoscere e lasciare un “assaggio” di quel che sai fare con i tuoi servizi o direttamente dei tuoi prodotti in cambio dei contatti dei tuoi lead diventati oramai prospect.

Oggi, nella terza puntata, ci dedichiamo alla conversione, ovvero alla vendita vera e propria.

Se per caso hai letto conversazione invece di conversione, non preoccuparti, è giusto ugualmente. Infatti, oggi come oggi io penso che il miglior modo per vendere soprattutto i servizi, ma anche i prodotti,  sia intrattenersi in una bella chiacchierata con i tuoi prospect, piuttosto che spiattellargli la tua offerta in faccia e pensare di poterli conquistare solo in questo modo.

Mi piace pensare a queste conversazioni come la versione più al femminile della vendita, più ricca di cura e amore.

La fase 3: La conversione

Quando arrivi a questa fase, hai raccolto un certo numero di persone che ha avuto accesso ad una tua risorsa gratuita e che ti ha conosciuto meglio: una buona fetta di questo gruppo di persone, è potenzialmente interessata a comprare qualcosa di tuo. Siamo vicini alla fine dell’imbuto.

Dove li puoi condurre?

Ad una sales page ben fatta con una “call to action” – ovvero una chiamata all’azione – molto chiara e semplice da compiere.

La mia formula, molto essenziale e senza troppi grattacapi è questa:

# 1 esponi problema che i tuoi prospect hanno e che tu puoi risolvere #2 descrivi la tua soluzione  #3 presenta delle testimonianze di chi ha già acquistato da te #4 descrivi in modo semplice e molto chiaro l’ offerta

Per chi di voi vende prodotti fisici molto semplici e “accessibili” come ad esempio oggetti di cartoleria o trucchi, condurre i vostri prospect ad acquistare è più semplice: potete mostrare la merce e dare loro una descrizione semplice e una modalità altrettanto semplice per procedere con l’acquisto.

Non ti serve descrivere tonnellate di informazioni o righe e righe di testo quando quello che vendi è esattamente quello che le persone vedono.

Comunque, dopo un bel po’ di anni di esperienza, credo che un po’ di copy, ovvero di testi accattivanti possano sempre aiutarti a fare comprendere meglio e a vendere di più, anche nel caso di prodotti fisici: raccontare una storia , coinvolgere chi sta vedendo un oggetto, invoglia un sacco.

Un buon esempio?

Guarda come sono azzeccati gli spot di Dove che, sì vende saponi e creme, ma mentre ti racconta una storia, condivide una filosofia e un messaggio importante che ti avvicina e che ti spinge all’acquisto.

Guarda i video di questi due spot, due tra i miei preferiti di sempre, per capire meglio quello di cui sto parlando.

Perciò, se vendi un prodotto tangibile, ti consiglio di riuscire a coinvolgere il tuo prospect attraverso una storia accattivante che lo spinga a desiderare di volere acquistare il tuo prodotto.

Ispirare

Fai in modo, soprattutto, che al tuo lettore, arrivi il tuo “perchè”, il tuo credo, la tua filosofia. Ne ho parlato sia qui che qui che qui.

Non c’è nulla di più magnetico che ispirare.

Un’ ampia fetta del tuo funnel, deve ispirare il lettore al punto tale da far si che non veda l’ora di aprire e leggere le tue email, i tuoi articoli e le pagine del tuo sito.

Anche semplici info-prodotti come un ebook o un audio in mp3 spesso non hanno bisogno di una marea di informazioni o di un sales page lunghissima : quello che conta è che tu dedichi spazio sufficiente a spiegare questi punti:

  1. quali sono i benefici che si ottengono i lettori nell’acquistare l’info prodotto

  2. come risolvi il problema che i lettori hanno

  3. una breve descrizione che spiega di che si tratta

  4. qualche testimonianza che serva come riprova dell’efficacia del prodotto.

  5. la descrizione precisa dell’offerta.

Per chi di voi invece vende servizi, come ad esempio consulenze, coaching o programmi di formazione ed ha offerte con prezzi più alti dei € 100,00 consiglio fortemente di offrire maggior “educazione” ed informazioni al tuo cliente per aiutarlo a prendere la decisione di assumerti o lavorare con te. Infatti, le tue offerte probabilmente non sono il genere “ clicca e compra”, come potrebbere essere un paio di orecchini da € 12,00 o magari un ebook da € 19,00.

Educare

Quando parlo di  “educazione”, intendo trasferire al tuo potenziale cliente, le nozioni e le informazioni che tu forse dai per scontate ma che a lui o lei possono servire per capire meglio il valore di quello che offri , il benefici che sono insiti nella tua offerta e i vantaggi dei tuoi servizi.

Il 40% del tuo funnel dovrebbe avere contenuti educativi, con informazioni pratiche ed utili sulla tua nicchia, nozioni il cui obiettivo è fornire una prima infarinatura a chi si avvicina ad una nuova disciplina oppure, per chi già ne sa qualcosa, ma deve chiarirsi le idee.

Coinvolgimento

Per fare tutto ciò, la parola chiave è solo una: maggior coinvolgimento .

Per coinvolgimento intendo la partecipazione attiva a qualcosa. 

Quando coinvolgi attivamente la lista, i tuoi iscritti diventano co creatori e partecipanti attivi del tuo business. Questo non solo li fa sentire importanti e presi in considerazione ma anche più inclini a prendere una decisione quando si tratta di acquistare qualcosa da te in un secondo momento. 

Ecco alcune idee per darti qualche spunto:

  • Fai in modo che la tua sales page conduca alla fine ad una consultazione gratuita di 20 minuti con te o con un tuo collaboratore. Questa è un’ottima soluzione per chi fa coaching! Parla con i tuoi potenziali clienti ed ascoltali con attenzione: hanno un sacco di informazioni importanti per te e tu per loro.
  • Educa il tuoi prospect con un webinar nel quale dai informazioni valide e poi li inviti ad iscriversi ad una lista di massimo 10 persone alle quali offrirai mezz’ora di tempo individuale gratuitamente.
  • Crea una pagina che conduca le tue persone ad un video – o ad una serie di video – che servano per educare e poi vendere al tuo posto.
  • Se hai un’attività sul territorio, invitali ad una presentazione gratuita al cui termine ti permetterà di convertire una parte dei partecipanti in clienti.
  • Un insieme di tutte queste cose, potrebbe essere la mossa più vincente: un webinar che conduce ad una consulenza gratuita che alla fine conduce alla vendita.

In qualsiasi chiacchierata o offerta, assicurati di dare al tuo prospect un buon motivo per agire subito. In fondo siamo tutti molto impegnati ai nostri giorni, che potresti proprio pensare di premiarli se decidono di prendersi del tempo di lavorare con te: ad esempio offrendo uno sconto se acquistano subito, oppure aggiungere un bonus speciale.

Ti ricordi di Laura, la nostra Life coach che lavora con le neomamme, che abbiamo usato come esempio in questa serie di articoli?

Il suo sistema di conversione potrebbe essere , molto semplicemente, chiedere alle persone che hanno partecipato gratuitamente al suo seminario gratuito di iscriversi al suo corso a pagamento. Dopo avere avuto dal vivo quelle persone per un’ora nella stanza, sicuramente ha avuto modo di dimostrare il suo valore e la bontà dei suoi servizi, quindi il termine dell’incontro è sicuramente un momento ideale per farli iscrivere ad un’offerta premium.

Magari potrebbe offrire un pacchetto di 8 sessioni e il bonus potrebbe essere una dispensa con esercizi pratici da fare da sole per imparare a gestire l’ansia e lo stress della maternità o magari con trucchi per aiutare il neonato ad addormentarsi serenamente.

Ovviamente, ci sono tantissime altre cose che si possono dire su questo argomento, ma il mio obiettivo oggi era quello di iniziare a farti pensare al modo migliore per convertire potenziali clienti in clienti veri e propri.

Ora che abbiamo visto tutte le tre fasi del sales funnel, penso che sia un ottimo momento per te per studiare il tuo e vedere se funziona, se ha delle falle e se puoi migliorarlo: c’è sempre margine di miglioramento. Come stai convertendo i tuoi potenziali clienti in clienti? Tutto online? Dal vivo? Li incontri di persona? Un po’ tutte queste cose?

Oggi finisco con un suggerimento: se non hai mai fatto una sessione con me,  perché non farla ora? Se hai trovato interessanti questi tre articoli sul sales funnel, sono certa che lavorare sul tuo insieme al mio aiuto potrebbe essere una buona idea.  Qui trovi le informazioni per iscriverti e qui le testimonianze di chi ha già lavorato con me.

 

 

Cos’è un sales funnel e come crearne uno per fare crescere il tuo business | Post 2 di 3

Eccoci qui a proseguire con la scoperta di cos’è un sales e funnel e come fare a crearne uno per fare crescere il tuo business.

Una volta che le persone hanno scoperto te e la tua attività, il tuo obiettivo successivo è farli iscrivere alla tua mailing list.

Ed ecco che ci catapultiamo nella fase 2 e trasformiamo i nostri adorati clienti ideali da lead a prospects.

( se non sai di cosa sto parlando, leggi la prima parte di questo articolo a “puntate”)

Quando iniziamo un’attività in proprio, nella maggior parte dei casi,  è fuori da Internet che ci occupiamo di fare pubbliche relazioni e raccogliere i contatti di persone potenzialmente interessate alle nostre offerte: molto semplicemente ci portiamo sempre dietro il nostro biglietto da visita e quando incontriamo qualcuno che manifesta interesse nei nostri servizi e prodotti, facciamo in modo di lasciare il nostro recapito e dare seguito con una email o una telefonata a quell’incontro fissando un caffè o un pranzo per una chiacchierata  più approfondita.  

Alcuni ritengono questa modalità un po’ ” vintage” ma io invece penso che creare relazioni con le persone e parlarci, sia una delle migliori cose che ti possano capitare: non solo da un punto di vista professionale, ma anche da un punto di vista personale.

Dobbiamo sempre ricordarci che siamo esseri umani e che guardarci negli occhi mentre parliamo è proprio una bella cosa.

Un bel po’ di anni fa, appena avevo iniziato la mia attività di life coaching, nell’ottica di non dovere far dipendere l’arrivo di nuovi clienti solo da incontri casuali o da eventi organizzati da altri, ho avuto l’idea di creare dei piccoli workshop gratuiti che avevo chiamato “coach & breakfast” .

Ogni mercoledì mattina, per un paio di mesi di fila, dalle 8.00 alle 8.45 del mattino, offrivo caffè e brioche nel mio studio e davo qualche spunto di riflessione, un esercizio da svolgere, spiegavo i benefici di un percorso di coaching e al termine, invitavo chi voleva saperne di più ad una chiacchierata individuale di mezz’oretta.

Ed ecco che quelle persone erano diventate mie prospect! I miei primi clienti di life coaching sono arrivati proprio da lì.

Questo modello one-to-one funziona bene per un po ‘, ma poi, naturalmente, ti rendi conto che non puoi crescere molto velocemente senza esaurirti con infiniti appuntamenti conoscitivi, quindi ti viene voglia di strutturare ed automatizzare un po’ il funnel per arrivare a numeri più alti: ed è quello che è successo anche a me.

Però, ci tengo a dirti una cosa: non sottovalutare questo modello di funnel.  Se la tua attività è basata sull’offerta di servizi,  fare in modo di avere conversazioni individuali di vendita con i tuoi contatti può essere il davvero miglioro metodo per arrivare al punto 3, cioè alla vendita vera e propria.

In realtà, io ancora oggi lo suggerisco a molte mie clienti quando sono troppo distratte da millemila strategie online, ma hanno invece bisogno di reddito velocemente. E nove volte su dieci, funziona!

Detto ciò, torniamo al discorso dell’automatizzazione: se vuoi migliorare e semplificare l’affluenza di lead nella tua attività, ti conviene costruire un sistema automatizzato così da poter promuovere i tuoi servizi a molte persone contemporaneamente.

Offrendo ai tuoi lead una risorsa che abbia un certo valore, ovvero offrendo un “leadmagnet” – argomento che ho sviscerato abbondantemente qui – hai ottime chance di fare iscrivere le persone alla tua lista e di conseguenza di contattarle e farti conoscere, conducendole ad interessarsi a te ed infine a proporre e vendere i tuoi servizi.

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Fase 2: l’invito e la conoscenza

Vediamo insieme alcune strategie.

Torniamo all’esempio della nostra Laura e concentriamoci prima su cosa potrebbe fare offline.

Se Laura organizzasse un workshop gratuito, potrebbe al termine dello stesso regalare un audio di meditazione, oppure un piccolo gadget in cambio dei recapiti email e telefono delle persone. O magari un coupon per una sessione gratis. Insomma, ho reso l’idea?

Potrebbe anche dire che oltre al regalo consegnato in quel momento, riceverebbero una newsletter bisettimanale con consigli su come gestire le proprie emozioni e i propri comportamenti per ottenere gli obiettivi che desiderano. In questo modo Laura avrebbe non solo i recapiti, ma anche l’autorizzazione a contattare queste persone con continuità.

Spesso, quando sono sul palco alle conferenze o ai seminari, al termine della mia presentazione invito chi è interessato a venire in fondo alla sala per due parole ed è quello il momento in cui offro qualcosa in cambio dei contatti dei miei prospect.

Vediamo anche delle strategie online

La prima cosa da fare per le persone che sono arrivate sul tuo sito e fargli trovare la strada per iscriversi alla tua mailing list. Invitale ad iscriversi alla tua newsletter, al tuo gruppo su Facebook, a scaricare un ebook, un audio  o un video o magari un campione di un tuo prodotto.

Io suggerisco sempre di offrire sia la newsletter che un leadmagnet per ottenere il miglior risultato: infatti, se fino ad un po’ di tempo fa bastava che tu scrivessi  “iscriviti alla newsletter” e le persone lo facevano, adesso non basta più.

Devi veramente offrire qualcosa di valore ai tuoi lead per trasformarli in prospect e farti quindi conoscere meglio. Spiega bene quali sono i vantaggi di quello che riceveranno e dai istruzioni chiare su come iscriversi subito.

Ci sono molte altre cose che potremmo dire su questo argomento, ma spero che tu abbia già tratto alcune ispirazioni valide e che ti metta in azione.  La prossima settimana scopriamo insieme come trasformare questi prospect in clienti.  Ma intanto scrivi qui sotto nei commenti  se stai già lavorando su questa fase del funnel, se offri una newsletter o un lead magnet.  Scrivi qui sotto nei commenti come hai organizzato le tue strategie!

 

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