Le 3 mosse che uso per non perdermi d’animo quando la vita non va come dovrebbe

Come faccio per non perdermi d’animo quando la vita non va come dovrebbe – ovvero come io vorrei che andasse?

Ebbene sì, cara amica. Pianifichiamo tutto. Progettiamo al meglio.

Facciamo liste di pro e contro, studiamo, organizziamo. Ci impegniamo al massimo e stiamo attente a tutto. Anche ai minimi dettagli.

Eppure qualche volta le cose non vanno come vogliamo, succede qualche evento spiacevole o qualche inconveniente ci blocca; ed improvvisamente ci sembra che tutti i nostri sforzi siano valsi a nulla.

Non riusciamo a credere più nel valore delle nostre idee e dei nostri progetti. Oppure, peggio ancora, non riusciamo più a credere in noi stesse.

E’ facile cadere in questa trappola e scoraggiarsi, lo so. Sai quante volte mi è capitato?

Un sacco! Te l’assicuro.

E passavo dal sentirmi in colpa per non avere previsto quel qualcosa o per non avere fatto qualcosa di più ( o di meno) al sentirmi preoccupata e spaventata all’idea di dover affrontare i problemi e le conseguenze di quel qualcosa non che non era andato come io volevo. O peggio, a scoraggiarmi al punto tale da desiderare abbandonare l’impresa.

Poi però, con il tempo, ho capito alcuni aspetti importanti che oggi voglio condividere con te e soprattutto ho capito alcune semplici tattiche da mettere in pratica per non perdermi d’animo e risolvere la situazione in cui mi vengo a trovare mio malgrado. E’ molto importante ricordarsi che la tenacia e la persistenza sono qualità che premiano, nel tempo e che quindi si rivela davvero importante, nell’ottica di riuscire a realizzare i nostri sogni, non mollare quando le difficoltà fanno capolino lungo la strada, trovando un modo per non perdersi d’animo e tenere duro.

perdermi d'animo

Pronta? Ecco qui per te il mio semplice “kit in 3 mosse per l’ anti scoraggiamento”.

#1 “Quello che mi infastidisce non mi incuriosisce”

Frase magica che ho imparato da Louise Hay. Cosa vuol dire? Che se qualche cosa mi disturba o mi crea un problema non mi metto a dedicarle ore della mia vita pensando a quel che avrei potuto dire o fare e che invece non ho fatto. Nè mi metto a cercare mentalmente nella mia memoria tutti i motivi per cui mi sento male! No! O per lo meno non subito: ci sarà tempo dopo, quando la situazione sarà superata, per analizzare i fatti in modo lucido e costruttivo. Ma nel momento in cui sono triste, depressa, arrabbiata o preoccupata perché un progetto non ha funzionato o perché qualcuno si è comportato male con me non facendo andare in porto il mio lavoro o perché insomma, le cose non sono andare come avevo pianificato, la prima cosa che faccio è smettere di pensarci. Sì. Hai capito bene. Quindi la prima cosa da fare è proprio prendere le distanze dal problema e togliere di mezzo la preoccupazione mentale. Come? Ora ti do un bel trucchetto! Fai qualche respiro profondo, chiudi gli occhi ed immagina di salire a bordo di una mongolfiera: crea una bello scenario, un bel panorama e goditi la salita verso il cielo sentendo la piacevole sensazione dell’aria sulla pelle, il calore del sole sul tuo viso e la bellezza della vista. Arrivata in cima, osserva la situazione che ti sta demoralizzando. Osserva il problema. Come lo vedi adesso? E’ molto probabile che distanziandoti da esso, tu lo percepisca in modo decisamente più debole e che improvvisamente tu riesca a ridimensionarne la difficoltà, ragionando sin da subito in modo diverso. Ricordati sempre che quando sei troppo “dentro” ad una situazione, la vedi per forza più grande e complicata di quello che è. Allontanandotene e dissociandoti, ti sarà più facile prenderne le distanze , centrarti e smettere di vederlo come insormontabile. ( Se hai voglia di sperimentare puoi usare anche questa tecnica)

#2 Coccolati e convinciti

Questa fase è decisamente importante, oserei dire fondamentale. Dopo avere preso le distanze dal problema, fai qualcosa di carino per te, anche perché ricordati che se non ci pensi tu, difficilmente qualcun altro lo farà! Trattati come se tu fossi una persona che ami, come se fossi la tua migliore amica o tua figlia! Cosa faresti se tu fossi loro? Ti offriresti un the’ caldo o una tisana con due biscottini, ti inviteresti a fare una passeggiata per schiarirti le idee, oppure ti sederesti sul divano a fare due chiacchiere. Giusto? Bene, comportati con te stessa esattamente così. Coccolati e fatti sentire a tuo agio, amata. E poi parla con te stessa, preparando per queste occasion delle frasi positive, dolci e potenti. Una delle mie preferite, quelle che uso di più è ” Dai Vale, tutto va bene. Le cose si stanno sistemando al meglio, stai tranquilla. Sei al sicuro. Hai già superato tanti problemi, riuscirai a superare anche questo. Da questa situazione arriverà solo bene. Tutto è bene.” Arrivo a ripetere questa frase anche per 15 minuti di fila e nel giro di poco tempo, talvolta di poche ore, la mia mente si rasserena e non solo! Qualcuno chiama e si è mosso qualcosa! Trovo la soluzione e talvolta è anche meglio di quella precedente! sembra quasi incredibile! Se sei curiosa di scoprire come mai le convinzioni sono così importanti, ti consiglio di leggere anche questo articolo che penso proprio possa piacerti.

#3 Scrivi

Se hai svolto le prime due attività con convinzione, a questo punto sarai già meno scoraggiata e più serena. La tua energia sarà cambiata ed avrai attivato il tuo lato creativo e positivo. Ti assicuro che già ottenere questo cambiamento è un grande risultato! Fidati! Ma c’è qualcosa di più che puoi fare, se e solo se, il tuo stato d’animo è cambiato. Altrimenti ripeti la fase uno e due fino a che non ti senti emotivamente carica. Ma se sei tornata sicura di te, chiudi gli occhi ed immagina di salire in una macchina del tempo che ti porta avanti di qualche giorno, mese o anno, esattamente nel momento in cui la situazione si è risolta e tutto è andato per il meglio. Goditi il momento e osserva la te stessa del futuro mentre ti si avvicina e ti dice. ” Ecco qui quel che devi fare per prendere coraggio e risolvere questo problema, ora”. Resta in ascolto qualche minuto, senti cosa ti suggerisce e  poi apri gli occhi, prendi carta e penna e scrivi. Scrivi tutto quello che ti passa per la mente, anche quello che ti sembra senza senso. Le idee, i nomi di persone, le telefonate che puoi fare, i posti che potresti visitare. Tutto quel che ti passa in mente e che spesso, corrisponde al suggerimento della tua te più “esperta”, ovvero la tua migliore consigliera in assoluto.

 

Seguendo questi 3 semplici passi, avrai raggiunto facilmente questi risultati:

  • ti sarai calmata e rassicurata, lasciando andare l’ansia, la paura e la preoccupazione
  • avrai recuperato lucidità e sicurezza in te stessa
  • avrai stilato una sorta di piano d’azione per uscire dall’impasse e riprendere in mano le redini della situazione entrando in azione

Come vedi non è difficile, anzi!

Sai, sono proprio le cose semplici quelle che funzionano. Perciò fammi sapere se ti piacciono queste idee e se, mettendole in pratica, riesci velocemente a non perderti d’animo e a procedere sul tuo cammino verso la totale libertà.

Non solo. Se hai dei dubbi su come svolgere questi esercizi, scrivimi nei commenti tutto e sarò felice di risponderti per aiutarti!

 

 

La differenza tra essere autentica e fare la stronza. Personal branding fatto con amore

Personal branding e business sono due parole che vanno a braccetto.

Creare una propria attività ha molto a che fare con parlare con autenticità di te stessa.

Come sai, io ho una smaccata passione per l’autenticità.

L’autenticità è a mio avviso una delle chiavi del successo. Se mi segui sai bene che continuo a ripetere questa frase come fosse una specie di mantra e non mi stanco mai di farlo presente.

L’autenticità è anche un’importante pratica di vita: essere onesti non solo con gli altri, ma soprattutto con se stessi è una delle migliori attività per migliorarsi e crescere. Penso che chiunque di noi lo abbia sperimentato sulla propria pelle, vero?

Dire onestamente chi si è e quel che si pensa, dovrebbe essere un allenamento quotidiano. Tanto più quando si crea un’attività in proprio.

Infatti creare un proprio business coincide spesso con raccontare chi sei , col raccontare la tua storia; perché è facendolo genuinamente e sinceramente che le persone giuste, i tuoi clienti ideali, sono attirate da te e desiderano conoscerti per poi comprare quel che offri.

Trattasi appunto di vero Personal Branding, ovvero di avere un piano per raccontare la tua autenticità declinata nell’imprenditoria e nella comunicazione. (Puoi leggere di più su questo argomento, cliccando qui , qui e qui.)

Le persone sono stufe della solita “fuffa” ed amano la verità. La genuinità.

E quello che spesso vado “predicando” è che mostrare non solo i nostri pregi ma anche la nostra vulnerabilità ci rende più interessanti, più veri, più credibili e le persone si fidano di più di noi.

Insomma, l’autenticità è davvero fondamentale!

Ma arriviamo al punto.

Da quando essere autentiche vuole dire per forza essere stronze?

Da quando essere acide è diventato di moda tanto da essere una sorta di “stile” di comunicazione?

Hai notato anche tu che ultimamente la tendenza di molte persone è quella di porsi in modo indisponente?

Io ho la sensazione che si stia facendo un po’ di confusione tra il voler condividere la propria competenza e opinione in modo autentico, con il criticare gli altri e usare uno stile dispettoso e polemico a tutti i costi.

Quasi come se scatenare una provocazione sia la miglior strada per comunicare.

Come se pontificare ed essere sgarbate e saccenti sia il miglior modo di fare personal branding!

Quando essere antipatici è diventato “cool”? 

Quando fare le pulci sull’altrui operato è diventato simbolo di serietà e preparazione?

Quando criticare sempre tutto e tutti è diventato garanzia di solidità professionale?

Pensavo che oramai fossimo oltre l’obsoleto modello degli anni passati, in cui le figure professionali femminili di spicco, dovevano per forza farsi la fama di isteriche scontrose e pazze, stile Il Diavolo Veste Prada!

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Meryl Streep nel film ” Il Diavolo Veste Prada”

Osservando questa schiera di “severe maestrine dalla penna rossa” che fanno a gara a scrivere il post più polemico, a stanare la collega che sbaglia o che non è stata abbastanza precisa o che ha scritto una banalità, a giudicarla perché sta avendo successo “ ma non se lo merita” mi viene davvero da riflettere.

In che tipo di direzione vogliamo andare?

Stiamo vivendo un momento storico importante, di grande cambiamento, in cui grazie alla tecnologia e ai potenti  e semplici mezzi di comunicazione disponibili, molte di noi, piccole imprenditrici e freelance, donne creative e ambiziose, abbiamo l’opportunità di divulgare pensieri, idee, parole e di creare quindi “cultura“.

Che tipo di leadership al femminile vogliamo costruire? Che modelli possiamo ispirare per il futuro che verrà?

Ho avuto la netta sensazione che l’argomento andasse ben sviscerato e ragionato perché in giro c’è una confusione abbastanza grande tra autenticità e criticare, tra condividere il proprio sapere ed essere stronze.

Lo hai notato anche tu?

Leggo sempre più spesso articoli nei blog o post su Facebook, video clip o discorsi a seminari e conferenze in cui esperte di vari settori, criticano con grande rudezza e qualche volta anche con grande veemenza le altre persone, siano esse colleghe o clienti,  in nome della schiettezza ed in difesa della loro competenza e professionalità.

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Sigourney Weaver nel film ” Working Girl”

E spesso le critiche vertono sulla presunta “ignoranza” dei propri interlocutori nei confronti di una determinata materia o argomento.
In nome dell’essere autentiche queste persone si sentono autorizzare a dire qualsiasi cosa vogliano e nella modalità che vogliono, noncuranti dell’impatto che avranno sugli altri.

Ci sono due cose che diventano importanti allora, da ricordare.

 

1) Autenticità non vuole dire essere stronze

Credo che la brutale schiettezza non possa essere presa con leggerezza e non debba essere confusa con l’autenticità.

Penso che spesso l’onestà a tutti i costi , il desiderio irrefrenabile di indottrinare qualcuno deridendolo, non sia altro che una forma di aggressività passiva, un meccanismo di difesa, una sorta di copertura per compiere un – piccolo o grande – abuso emotivo e spesso anche una scusa o una giustificazione per compiere, in modo indiretto, veri e propri attacchi personali.

Potremmo raccontarci che amiamo la nostra trasparenza ed è per questo che “dobbiamo proprio dire” al mondo quel che noi sappiamo o pensiamo; sembra invece che più della trasparenza, amiamo la critica e la stronzaggine. Perché?

Perché ci salva dall’essere dal sentirci vulnerabili e senza potere. Dopo 20 e passa anni di esperienza nel mondo del business, posso assicurarti che molte donne che sono così stronze, hanno sviluppato questa caratteristica solo ed esclusivamente per proteggere loro stesse e le loro fragilità!

E’ una forte tentazione quella di dire tutto quello che pensiamo nel nome dell’autenticità a qualcuno “per il suo bene” quando invece è molto spesso un atto di puro egoismo.

Fare sapere che si conosce qualcosa che gli altri non conoscono con uno spirito di condivisione è un conto.

Deridere gli altri e schernirli per la loro “ignoranza” nella nostra materia è un altro.

E quel che passa in questo caso non è tanto l’autenticità, quanto l’ insicurezza. Restare arroccate alle nostre certezze e piccole sicurezze è decisamente poco utile come atteggiamento.

  • Impariamo a mettere in discussione ogni singola verità che teniamo salda nella nostra mente in modo da poter affrontare il mondo e la vita attrezzate con quel genere di flessibilità che permette alle verità più corrette – e di livello superiore – di rivelarsi a noi.

 

2) L’ Autenticità è condivisione e non critica

Non esiste una formula magica per quando decidiamo di condividere con altri le nostre opinioni.

Il punto è semplice: dovremmo essere “sintonizzate” con le persone a cui ci rivolgiamo tanto quanto basta per comprendere come e se condividere con loro quel che sappiamo.

Se l’obiettivo è condividere, allora è condividere che conta 🙂

Se l’obiettivo di dire quel che penso o che so è fare in modo che chi ascolta lo comprenda, dovrei proprio smettere di focalizzarmi su di me e focalizzarmi su di lui o lei!

E domandarmi: “ A chi sto parlando”?

Quando si parla di autenticità infatti, dobbiamo comunque e sempre considerare la disponibilità a ricevere da parte dei nostri interlocutori.

  • Condividere la nostra esperienza/opinione arrecherà loro un beneficio oppure li scoraggerà?
  • Qual è la mia intenzione sincera nel dire quel che desidero dire?
  • E’ per il bene di chi mi ascolta, o solo per il mio ?
  • Se è necessario che io lo dica, è possibile farlo senza trattare le altre persone in modo da farle sentire a disagio o male?

Quando diciamo qualcosa a qualcuno con un’intenzione di vera condivisione, vero interesse e amore , il messaggio viene percepito completamente in modo differente di quando critichiamo con qualsiasi altra motivazione.

personal branding

Nel momento in cui giudichiamo qualcosa o qualcuno ci sentiamo nel giusto ci sentiamo superiori o buoni, ma qual è il rischio?

Quello di far sentire l’altra persona sbagliata, inferiore e cattiva e quindi di non farle arrivare il vero messaggio!

Dobbiamo allenarci ad essere più flessibili e morbidi nella nostra mente e nel nostro cuore e per farlo possiamo e dobbiamo sì avere opinioni chiare, ma dobbiamo puntare a comprendere ed essere compresi piuttosto che a criticare con cattiveria e deridere.

Vorrei che pensassi per un minuto a che tipo di mondo desideri creare sapendo che il mondo è sempre un riflesso di noi stesse. Vuoi un mondo violento? Se è così, sii pure brutalmente onesta e stronza. Vuoi un mondo pacifico e accogliente ? In tal caso, sii onesta con dolcezza e amore.

A mio parere, questo mondo è già tosto abbastanza e per come l’abbiamo impostato finora non favorisce certo la salute e il benessere delle persone. Credo sia  giunto il momento di sviluppare e coltivare un maggiore livello di sensibilità, empatia, amore e comprensione. Dobbiamo avere cura per i cuori degli altri, riconoscendo la quantità di influenza che abbiamo su di loro. Che le nostre parole siano importanti per gli altri è un dono prezioso.

Non sprechiamolo.

Fare Personal Branding e fare Business sono occasioni per creare un mondo migliore.  Usale con amore.

Tu cosa ne pensi?

Ti leggo volentieri nei commenti qui sotto, ci terrei tanto a sentire la tua opinione.

10 modi per concretizzare le tue idee e i tuoi progetti

Se anche tu sei come me, ti capita spesso di avere buone idee, ma ti capita altrettanto spesso di non concretizzarne neanche una.

Sì, lo so che è frustrante.

E sappi che quello dell’inconcludenza è uno dei “virus” più contagiosi tra noi donne che lavoriamo in proprio o che aspiriamo a farlo.

Creative e piene di idee meravigliose, tendiamo di più a ideare e sognare che a realizzare e portare a compimento i nostri geniali progetti; multi appassionate e poco concrete, rischiamo di perdere delle buone opportunità per un misto di interferenze interne ed esterne che ci fanno desistere prima di essere arrivate alla fine.

Ecco perché oggi ho deciso di dedicare questo post –  ispirato ad un articolo scritto da una delle mie muse ispiratrici Melanie Duncan – , per darti degli spunti su come fare a far succedere quel che vuoi che succeda e a concretizzare le tue idee.

Semplice e pratica lista ricca di consigli pratici ed applicabili sin da subito.

Pronta?

Via!

realizzare le tue idee

#1 Rimuovi il verbo “non posso” dal tuo vocabolario.

Il potere delle parole è incredibile e a forza di ripetere alcune parole, diventano come delle profezie che ci auto infliggiamo.

Smetti di raccontarti storie e di trovare alibi per i quali non potresti fare qualsiasi cosa desideri. Lo sai bene che non è vero, quindi semplicemente smetti.

Ogni giorno, appena sveglia, ripeti a voce alta questa frase.

Grazie. Grazie. Grazie. Oggi realizzo me stessa. Oggi realizzo i miei progetti. Sono perfettamente in grado di realizzare quello che desidero. Mi merito il meglio.”

Sorridi e scendi dal letto ed affronta con entusiasmo la tua giornata.

Se vuoi approfondire questo aspetto e scoprire quali sono le 3 convinzioni fondamentali per avere successo, leggi subito questo prezioso articolo.

#2 Ogni problema è risolvibile. 

Questa frase è uno dei miei motti e ti consiglio di farla diventare presto un tuo mantra, da ripetere fino alla sfinimento soprattutto quando ti trovi davanti ad un ostacolo che sembra insormontabile.

Qualche volta le soluzioni possono essere un po’ più complicate da trovare, ma esistono!

Quando ti trovi davanti ad un problema, pensa a quante volte nel passato hai risolto qualche cosa che non andava ed hai trovato una soluzione: perché anche questa volta non dovresti trovarne una?

Qui ho condiviso uno dei modi “creativi” che uso per trovare ispirazione e soluzioni, dai un’occhiata, potrebbe piacerti.

#3 Focalizzati sulle opportunità e non sulle difficoltà

Se ancora prima di iniziare vedi solo gli ostacoli e non i vantaggi, allora ti conviene proprio lasciare perdere. Te lo dico con il cuore.

Devi mettere un’energia di entusiasmo, passione e amore nella tua idea e non di paura e sconforto: altrimenti anche il progetto più interessante rischia di non decollare mai.

Come fare? Qui trovi una riflessione sulle come prendere delle buone decisioni senza avere paura e qui una lista di 12 cose a cui pensare se vuoi trasformare la tua idea in un business.

E poi non dire che non ti ho aiutata, eh? 😀

#4 Non ti danno la medaglia se fai tutto da sola

Questo è uno dei punti che per me è stato più difficile allenare e sul quale sto ancora lavorando.

E’ fondamentale , soprattutto su un progetto di grandi dimensioni, che individui delle persone che possano darti una mano alle quali delegare gli aspetti del progetto per i quali non ti senti ferratissima. Fidati, fatti aiutare, ne vale totalmente la pena.

Lo so che sei brava a fare tante cose e so anche che sei appassionata di tante cose, ma fare tutto da sola, potrebbe essere un’arma a doppio taglio perché dovresti disperdere la tua energia e il tuo focus un po’ in tutto. E quindi la tua eccellenza non verrebbe fuori come merita.

A proposito, se ti stai arrovellando per capire quale delle tue passioni potrebbe essere la migliore sulla quale scremare un’attività, leggi questo articolo.

#5 Scrivi tutti gli step e datti una scadenza

“Fino a che non è nell’agenda, non esiste!” dice così Marie Forleo, una delle mie mentori e sai una cosa? Ha proprio ragione.

Quando le idee sono nell’aria è un conto, ma quando le scrivi su un foglio, nero su bianco, allora sì che prendono forma.

Se poi aggiungi anche una data entro la quale vuoi che l’idea sia portata a compimento, immediatamente si configura quello che potremmo definire un piano. E allora sei già a cavallo!

Se la tua idea ha a che vedere con il creare un’attività in proprio, svolgere quest’attività si chiama in gergo fare un Business Plan e ne ho parlato sia qui, che qui. Sbizzarrisciti.

#6 Circondati di gente positiva 

Quando dico durante i miei workshop quello che sto per scriverti qui, tutti restano con gli occhi sbarrati. ( perché sanno che ho ragione! eheheh)

“ Liberati delle zavorre. Taglia i rami secchi!” Ebbene sì, interrompi quei rapporti che ti succhiano un sacco di energia e che non ti danno nulla. Spesso, questo genere di persone, sono quelle a cui, quando racconti una tua idea ti dicono tutti i motivi per cui la tua idea è un fallimento.

O perché tu saresti un fallimento. E riescono anche a motivartelo andando a pescare notizie ed informazioni sentite chissà dove. Terribili!

Meglio che queste persone dalle buone intenzioni, ma spesso “ignoranti” e prive di positività non facciano parte della tua vita. E se proprio non puoi eliminarle, allora riduci la frequentazione ai minimi termini.

Scegli di passare il tempo con persone allegre, ottimiste, positive e piene di speranze. Come un seme per germogliare ha bisogno di un terreno fertile e di un ambiente favorevole, così anche le tue idee hanno bisogno di essere coltivate prima di tutto nella tua mente, ma anche nel mondo circostante in modo positivo. E questo ci conduce dritte dritte al punto successivo.

#7 Non parlarne a tutti, ma parlane a qualcuno.

Una delle regole di base e smetterla di raccontare a tutti e tutte della tua sfavillante idea: non tanto per la paura che qualcuno potrebbe rubartela, l’idea.

Quanto perché saresti esposta ai commenti degli altri e non è detto che tutti gli altri siano sufficientemente competenti da darti dei feedback di qualità. E poi tu ti fai influenzare e così non entri mai in azione! Ti conosco, cara 🙂 Come faccio a saperlo? Perché anche io ho fatto questo errore per tanto tempo ma da quando ho smesso di farlo, la mia vita è cambiata!

Ognuno di noi esseri umani ha la tendenza ha darti opinioni basate sulla sua esperienza personale, ma spesso l’esperienza personale di qualcuno, non corrisponde alla verità. Ci hai mai pensato? Quindi mi raccomando, silenzio stampa. Prima realizza e dopo parlane.

Allo stesso tempo, ti suggerisco caldamente di trovare una persona di fiducia ed estremamente preparata nel settore di cui si tratta la tua idea o quantomeno nella realizzazione di progetti – è per questo motivo che esistono professioniste come me! – e di condividere la tua idea con questa persona. Falle domande, ascolta le sue risposte e consigli. Potresti ricavarne delle perle che ti eviteranno numerosi errori.

#8 Celebra ogni tanto e concediti dei premi

Uno dei rischi al quale potresti essere esposta durante la realizzazione di una tua idea è quello di vedere il risultato finale così lontano da smettere, un poco alla volta, di crederci. Vietato!

Anzi, è fondamentale che tu celebri ogni piccolo risultato e successo per ricordarti non solo quanta strada devi ancora fare, ma soprattutto quanta ne hai già fatta.

( N.B. non sto parlando di andare a fare shopping sfrenato tutte le sante volte che porti a casa un risultato però! Ok?! Parlo di piccoli premi: un aperitivo con un’amica, un film, una cenetta deliziosa, un nuovo quadernino bello bello… ecco, cose così!)

#9 Goditi il viaggio

Questa è una delle cose più importanti da imparare a fare.

Continuando a pensare alla meta da raggiungere, si può rischiare di non sentirsi mai soddisfatte e felici e questo, te lo assicuro, non funziona assolutamente.

Io lo capisco sempre di più, sulla mia pelle.

Se mi segui da un po’ di tempo, sai che sono molto orientata a definire obiettivi, stabilire parametri e lavorare sodo per crescere e migliorare. E questo va bene, per carità, non mi rimangio tutto. Però ho anche imparato nel tempo, a godermi quel che già ho. Quel che già c’è. Senza sempre aspettare che qualcosa di “perfettamente perfetto” accada, per essere felice. Mi spiego?

Inutile dire a te stessa “ sarò felice quando guadagnerò 3.000 euro al mese” oppure “ quando avrò 10 clienti a settimana” oppure “ quando indosserò una taglia 40. La vita è adesso. Perciò mi raccomando: trova un equilibrio tra l’idea che vuoi realizzare e il viaggio che compi per realizzarla.

Goditi entrambi.

#10 Inizia anche se ancora non sai come andrà a finire.

Questo è forse il punto più importante di tutta la lista.

Vedi, la maggior parte delle mie clienti, arriva da me, dopo avere tergiversato mesi, a volte anni, sulla propria idea. Ha una visione, ha un progetto.

L’ha pensata e ripensata, ma non riesce a metterla  fuoco completamente e nel dettaglio preciso preciso preciso, quindi non inizia.

Amica mia, ti confido un segreto! Nessuno ha un piano ultra dettagliato e preciso sin da un inizio e nessuno imbrocca tutto al primo colpo! Se vuoi sapere come secondo me una donna può avere successo, leggi questo mio popolarissimo post.

Sbagliare, modificare, avere dubbi, cambiare direzione sono tutte cose che fanno parte del percorso di realizzazione di un’idea, quindi è inutile aspettare inerti ed immobili di avere deciso ogni mcro dettaglio a tavolino. Non funziona.

Non  sto dicendo che devi buttarti come una matta in qualsiasi progetto, anzi.  Sto dicendo però che quando l’idea c’è, la visione c’è ed hai testato che potrebbe funzionare non ti resta che iniziare perché non esiste altro modo per scoprire se funzionerà che provarci!

 

Fammi sapere cosa ne pensi qui sotto nei commenti.

Ci tengo a sapere come fai tu di solito a concretizzare le tue idee e se c’è qualche indicazione che vuoi condividere sarò felicissima di leggerla.

 

Troppe Passioni? Come scegliere l’idea giusta per la tua attività

Continua la nostra rubrica “speciale mamme” in collaborazione con Valentina di Mammasfigata anche se devo proprio dirti che questo tema, tocca tutte noi donne: mamme e non!

Oggi infatti parliamo di passioni che si trasformano in profitti e capiamo come scegliere l’idea giusta per la tua attività. Ovvero come compiere l’ardua selezione , tra mille cose che ci piacciono, per scegliere quella su cui investire il nostro tempo e le nostre energie per crearci un ‘attività in proprio.

Prima di buttarci a capofitto a parlare di questo argomento, voglio che tu sappia che ti capisco.

Da donna multi-appassionata quale sono, capisco quanto frustrante e confusionale possa essere avere tante passioni ed hobby e voler fare tante cose diverse nella propria vita e non voler scegliere quella unica sola cosa, lasciando perdere tutte le altre.

Io amo il marketing, il coaching, la moda, le scienze, la mente, i vestiti, la danza, la musica, l’home decor, lavorare a maglia, l’arte, il cinema …. e tanto altro ancora!

Parlando poi di dover scegliere una passione sola per trasformarla in un’attività, la sfida si fa ancor più difficile: è quasi una tortura avere il timore di portare avanti quella sbagliata e magari ignorare quella giusta!

Se poi ti metti a provare a sintetizzarle tutte in un unico progetto, allora il deliro è assicurato e continui a provare ad incastrare i bambini col marketing e lo yoga, anche se senti, dentro di te, che non stai cavando un ragno dal buco.

La buona notizia è che esiste un modo per fare chiarezza e per focalizzarti sulla tua passione più giusta portandola a diventare un progetto di successo, senza necessariamente farti sentire come se stessi lasciando ingiustamente indietro le altre.

Ti guiderò infatti passo dopo passo ad acquisire questa chiarezza su come scegliere l’idea giusta per la tua attività e ti dirò:

  • qual è stato il nuovo modo di pensare che mi ha permesso di sfruttare la mia natura femminile di donna multi appassionata
  • quali considerazioni strategiche sia necessario compiere nell’ottica di compiere la scelta giusta.

Sei pronta? Cominciamo.

passioni

STEP 1 : LA GRANDE LISTA

Per prima cosa, prendi un foglio bianco e fai una lista di tutte le passioni che consideri tali e sulle quali pensi di poter creare una tua attività. Scrivi sul foglio tutto quello che ti frulla per la testa, in questa fase non escludere nulla, ci penseremo più avanti a fare una selezione strategica. Bene. Potresti avere una lista simile a questa.

  • Bambini,
  • crescita personale,
  • DIY,
  • India e Ayurveda,
  • scrap book,
  • viaggi,
  • danza,
  • social media,
  • home decor,
  • moda,
  • geek life,  
  • and so on ….

STEP 2 : NO CLARITY NO PARTY

Ora che hai la tua lista di passioni, è giunto il momento di fare il primo vero passaggio di consapevolezza che è molto semplice e che ti rivelerò in modo molto schietto.

Mi spiace, non puoi monetizzarle tutte!

Solo perché sei appassionata di qualcosa, non significa che puoi crearci un business e diventarci ricca, questo per ben due motivi.

Motivo uno: alcune delle tue passioni sono belle, ma nessuno sarebbe disposto a pagarti perché tu te le goda. Se ad esempio sei appassionata di mandala come me e ne colori –  mediocremente molti –  non credo che ci sia qualcuno disposto a pagarci per disegnare e colorare mandala tutto il giorno. Tu che dici?

 

Motivo due: alcune delle tue passioni sono belle, ma non ne sei poi così appassionata da crearci una tua attività. Io ad esempio, per quanto mi diletti a colorare i mandala per svariati motivi – e qui puoi scoprire come li sfrutto per avere illuminazioni – , non ci creerei su un progetto.

Non scordarti poi il fattore “svago”: alcune passioni, devono restare passioni. Poiché sono la tua valvola di sfogo, il tuo “spazio sacro” rigenerante. Lo yoga ad esempio è una grande passione, ma prima di crearci su un business, ti consiglio caldamente di riflettere sul fatto che un conto è praticarlo e un conto è insegnarlo, con tutto altro tipo di responsabilità.

Quindi l’azione da compiere in questo passaggio è prendere in mano la lista che hai compilato prima ed eliminare tutte le passioni che ritenete inadatte per voi e che volete mantenere come sole passioni senza dedicare loro tutta la vostra vita.

Disclaimer: questo punto richiede molta onestà intellettuale ed emotiva. Per svolgere questo esercizio mi raccomando, ascolta la tua pancia.

STEP 3 : BACK TO THE FUTURE

Ora le cose si fanno serie.

Per compiere questo step, dovrai per un attimo usare la DeLorean di Doc come una novella Martin McFly e catapultarti in uno scenario futuro in cui , ovviamente, tu e i tuoi cari, siete i protagonisti.

In questo scenario, devi vedere la te stessa che ha fatto la scelta di portare avanti una passione e lasciarne indietro altre.

Guardati. Vedi come sei bella, ben curata, caspita, ti sei proprio mantenuta bene, eh?! Vedi le persone intorno a te, vedi cosa fai, vedi dove vivi e poi, chiedi a questa “futura te stessa” :

Mi sono pentita di non avere considerato seriamente XYZ,  mia grande passione per crearne un business ?”

Ed ascolta la risposta che viene da dentro di te.

Anche qui vale il disclaimer del punto 2: fidati di quel che ti dice l’istinto. Non elucubrare troppo con la testa.

Esamina tutte le tue passioni e fai viaggi nel futuro per ciascuna di esse, analizzandole una ad una. Sai, nessuno ahimè può darti la risposta perché qui, sei proprio tu l’unica che la sa ! !!

Man mano che ti dai le risposte, elimina le passioni che sai non essere per te così fondamentali da dedicarci la maggior parte del tuo tempo della tua energia e della tua vita.

STEP 4 : LIFESTYLE

Se vuoi sapere meglio cosa intendo quando parlo di Lifestyle e di visione di vita, ti suggerisco di leggere questo post ; di fatto, avere un obiettivo chiaro e sapere che tipo di vita vuoi vivere, ti aiuta anche nella selezione delle passioni.

Ti faccio un breve esempio. Una delle mie grandi passioni è la moda.

Per 14 anni ho avuto molto successo nel mondo della moda; ho organizzato le sfilate di grandi brand, ho conosciuto personaggi di spicco del fashion system, ho collaborato alla realizzazione di migliaia di sfilate per capi di stato, sceicchi, personalità dello show business, giornalisti, VIP e famosi proprietari di boutique. Ho personalmente guidato la regia di sfilate con modelle del calibro di Naomi Campbell e Linda Evangelista ed ho gestito budget da milioni di euro . Insomma, diciamo che da un certo punto di vista le cose andavano molto bene.

Però, per vari motivi che puoi leggere qui, avevo iniziato a carezzare l’idea di cambiare vita e trasformare la mia carriera, facendo della mia altra grande passione per la crescita personale e la comunicazione un business tutto mio.

Cominciavo ad avere ben chiaro che il mio stile di vita desiderato aveva a che fare con la Totale Libertà e che raggiungerlo, lavorando nel mondo della moda, sarebbe stato impossibile. Poca indipendenza, totale dedizione, scarso riconoscimento, eccessiva richiesta di disponibilità di tempo, grandi sacrifici: questo richiedeva lavorare in quel mondo.

A questo punto della mia multi appassionata vita e carriera, ho dovuto prendere una decisione. Sapevo che se volevo avere successo e allo stesso tempo raggiungere uno stile di vita libero, non potevo disperdere le mie energie, ma dovevo restringere il campo e dedicare tutta la mia attenzione ad un unico settore che mi avrebbe permesso di avere entrambe le cose che volevo.

Quando questo mi è diventato chiaro e cristallino, era giunto il momento di mettere da parte gradualmente la mia carriera nel mondo della moda e dedicare il 100% del mio tempo e della mia attenzione alla creazione dei miei interessi nel mondo della comunicazione e del coaching, creando prodotti e servizi nel settore dello sviluppo sia personale che del business, avendo tra l’altro un impatto piacevole e decisamente più utile e ricco di significato sulle persone intorno a me.

La moda farà sempre parte della mia vita così come la sua bellezza: molte delle cose che scrivo, che penso e che dico, sono impregnate del glamour che amo. E la mia passione per le cose belle resta, basta guardare la scelta delle foto che faccio – sembrano sempre redazionali di magazine fashion – diciamo che la moda è decisamente parte del mio brand.

Infatti, la cosa bella di avere più passioni, è che si possono prendere tutte le proprie abilità, i propri talenti, le proprie esperienze, i propri punti di forza e farli convergere in un brand davvero unico, rendendo la nostra offerta veramente autentica ed originale sul mercato.

Ho preso tutto quello che ho sempre fatto e ho fatto leva proprio su questo nella mia attuale attività come coach, consulente  e speaker.

Quindi lo step da fare in questo step, è prendere sempre il tuo foglio e rispondere per iscritto alle seguenti domande: “ Che tipo di stile di vita voglio? E di reddito? Nel settore legato alla passione che vorrei sviluppare come business che limiti ci sono? Che vantaggi? Posso vivere il lifestyle che desidero?

Vedrai che rispondendo a queste domande, comprenderai ancora meglio quali passioni eliminare e quali salvare.

Come d’abitudine, ora condivido il risultato dell’esercizio svolto da Valentina di Mammasfigata e le sue riflessioni: leggendole potrai comprendere come tutte noi siamo ricche di sfaccettature, ma la chiarezza ci aiuta a diventare più forti e più di successo!

Il mio vero problema è che vorrei imparare tutto. Mi accendo in fretta e poi mi spengo altrettanto velocemente. È che sono un’inguaribile entusiasta. Poi, però, mi manca il metodo o il tempo o tutt’ e due. Oppure non sono troppo motivata, oppure alzo troppo l’asticella delle aspirazioni. Se non mi viene facile, se non eccello, allora mi smonto o, ancora più spesso: trovo qualcos’altro che mi sembra più entusiasmante, più adatto a me. Insomma, sono un casino. Diciamo che le mie grandi passioni sono tre (con un’infinità di declinazioni ed interessi a grappolo): viaggiare, scrivere e leggere. Per molto tempo ho pensato che avrei potuto fare la giornalista di viaggio, ma poi sarei stata sempre in giro e non avrei potuto avere una famiglia, il che era impensabile nella mia visione di vita. Perché se c’è una cosa che ho sempre saputo è che avrei avuto una famiglia. Quindi, i miei bambini, mio marito sono una parte fondamentale e fondante della mia vita. La prima in assoluto. Il che mi porta a scartare automaticamente tutti quei progetti che mi condurrebbero lontano da loro per troppo tempo o troppo spesso (che non vuol dire che non possa prendermi i miei spazi o che non possa star via una notte). Quindi i viaggi restano una passione che sto scoprendo, in modo diverso, anche insieme a loro. Della scrittura, invece, per tanti anni ne ho fatto un mestiere. Ho lavorato nelle redazioni per dieci anni circa. Risultato? Tanta frustrazione. Perché per fare questo mestiere come avrei voluto io, sarei dovuta andare quantomeno a Milano, a Torino, se non all’estero. Tanti pensano che scrivere sia solo una questione di creatività, ma non è così, è metodo, costanza, mestiere appunto. Non  siamo tutti Umberto Eco. Comunque, da questo punto di vista il mio blog mi dà soddisfazione: posso scrivere come piace a me, di ciò che più mi garba. Questo lavoro, comunque, mi ha condotto fin qui e rimarrà sempre una costante nella mia vita. Il lavoro nelle redazioni, inoltre, mi ha permesso di conoscere il mondo giornalistico in generale e quindi di oltrepassare il muretto: la comunicazione e le pubbliche relazioni. Anche lì, tanta fatica e pochi risultati, soprattutto in termini economici. Anche se nell’ultimo anno ho capito che avrei dovuto dire più no, rifiutare lavori mal pagati, solo perché “gira così”. I figli mi hanno dato 2 armi vincenti: consapevolezza e limiti. Limiti? Sembra un controsenso, vero? Eppure quando sei limitata devi per forza selezionare di più. Quindi, ora mi trovo all’ennesimo bivio, cosa voglio fare da grande? Ma soprattutto, chi mi pagherà per fare quello che vorrei? In questi mesi, un po’ per caso un po’ per gioco, ho iniziato a fare formazione: corsi per adulti, formazione aziendale, consulenze. E sai una cosa? Mi piace. Mi piace perché riesce a coniugare la mia passione per la lettura (e lo studio) con la mia innata capacità di “tenere banco”. Ora sto pensando di prendere una seconda laurea. Vale, lo so che questa prima parte del nostro percorso insieme si è conclusa, ma ho appena intravisto qualcosa, e ora dove andrò? Quella cosa di usarti, ecco, mi sa che potrebbe servire 😉 

Ecco fatto.

Questo lavoro è una bella scansione delle tue passioni, fatta però con l’occhio da freelance e imprenditrice – o aspirante tale – e ti assicuro che se svolgerai l’esercizio con onestà, ne trarrai giovamento e risparmierai a te stessa tanti grattacapi, dubbi e future frustrazioni. E chissà che non ti si aprano nuove porte ed orizzonti.

A breve scriverò anche un altro post su questo argomento, approfondendo il tema della scelta dell’idea giusta fondendolo con qualche risorsa succosa di personal branding : il tutto aggiungendo altri passi importanti che puoi compiere nell’ottica di scegliere la passione giusta in modo che questa ti faccia guadagnare tanto. Stay tuned.

Ora tocca a te

Scrivi qui sotto come è andata. Quali passioni hai?

Hai ancora dei dubbi e vuoi chiedermi come fare?

Usami, son qui per te.

I miei 6 libri dell’ estate 2015

Una delle cose che mi mette maggiormente di buon umore è l’esatto momento in cui, sollevando la cornetta del citofono, sento dall’altra parte la voce dire “ Corriere!”

Che bella sensazione ricevere un pacco! Non so tu, ma a me piace un sacco: forse è una specie di àncoraggio positivo che mi si è installato all’apertura dei doni la mattina di Natale. Chissà!

Comunque, quando arriva un pacco, nove volte su dieci si tratta di libri e compro spesso da Amazon o da Macrolibrarsi: ebbene sì, lo ammetto, sono un po’ una specie di secchioncella, nel mio lavoro. A mia discolpa però posso dirti che, qualche volta nel pacco ci sono acquisti molto frivoli e inutili provenienti da Asos – anche se cerco di trattenermi perché quel sito è una tentazione continua! 🙂

Comunque, tornando a noi.

Sono arrivati da poco i libri che mi sono ordinata per l’estate 2015 ed ora condivido con te quali sono i testi, vecchi e nuovi, che porto con me in montagna da studiare e leggere.

Io leggo molti testi per ampliare le mie conoscenze per lavoro ; è il mio dovere come coach e consulente offrire sempre spunti ed idee nuove alle mie clienti. Però sai, sempre più spesso mi rendo conto che leggendo per lavoro, leggo soprattutto per me stessa e mi appassiono talmente tanto che non è affatto un “dovere”, ma totalmente un piacere farlo.

Se anche tu sei appassionata di idee, progetti, crescita, business e personal branding, allora ecco qui i miei 6 libri dell’estate 2015 .

libri dell'estate 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

# 1 Excuse me, your life is waiting The Astonishing Power of Positive Feelings. 

Di Lynn Grabhorn

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Ho conosciuto questo libro grazie ad uno dei miei maestri, Bob Proctor, che lo consigliava caldamente nella sua lista dei libri da leggere assolutamente. A me piace perché parla di legge dell’attrazione senza parlarne e spiega con un linguaggio molto semplice il potere che nella nostra vita e sulla nostra vita hanno le emozioni. Dà anche dei consigli pratici di vita quotidiana. Se conosci l’inglese, altamente consigliato. Io me lo rileggo perché “repetita iuvant”.

→ Lo consiglio perché: dopo tanto parlare di Legge dell’attrazione, un libro concreto e di applicazione quotidiana, ci vuole proprio.


#2 Partire dal Perché

Di Simon Sinek

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Questo me lo sono comprata in italiano dopo essermelo letto in inglese l’anno scorso. Se tu non avessi visto ancora il famoso video di Simon che parla del concetto “golden circle” e di quale sia la caratteristica comunicativa fondamentale di ogni leader o imprenditore per avere un seguito di affezionati clienti/followers , puoi trovarlo qui. Voglio rileggerlo per inserire alcuni nuovi spunti all’interno del corso che lancerò a settembre in cui aiuterò le mie clienti a far brillare il loro business personalizzando in modo totalmente autentico.

Lo consiglio perché: imparare che credere in quello che vendi è molto più potente che conoscere i dettagli di quel che vendi, ti farà amare la vendita e ti farà scoprire che si tratta solo di raccontare chi sei.


#3 Facciamoci Avanti

di Sheryl Sandberg

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Dopo avere divorato più e più volte il video del suo speech al TED ed avere tratto inspirazione da esso per tante sessioni di coaching e per trovare le parole giuste da dire per motivare molte donne che si trovano a combattere tra carriera e lavoro, ho deciso che era ora di leggere anche il suo libro. Facciamoci avanti, una chiamata al risveglio di tutte noi donne che lavoriamo ed è un tema a me molto caro e estremamente allineato alla mia missione di vita.

→ Lo consiglio perché: Ricordiamocelo ragazze, il Dalai Lama ha detto anni fa che Saranno le donne occidentali a salvare il mondo. Sarà bene non scordarselo e fare qualcosa per farlo accadere, no?


#4 102 Chili sull’Anima

di Francesca Sanzo

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Questo libro mi incuriosisce molto, come del resto tutti i libri in cui si parladi trasformare noi stesse, tornando ad amarci. L’autrice ha perso 40 chili, che già di per sé è qualcosa di davvero trasformativi: ma questo libro non è il racconto di una dieta, quanto invece del processo prima di tutto mentale ed emotivo che ha dovuto affrontare per ottenere il vero e profondo cambiamento. “La mia muta ha avuto molto più a che fare con la scoperta di me che con la scelta di ciò che portavo in tavola” dice Francesca. Ed io sono profondamente convinta che questo concetto sia vero.

Lo consiglio perché: leggere il viaggio alla scoperta di sé stessa di un’altra donna, può ispirare ognuna di noi. Leggerò e vi saprò dire.


#5 Contratti Sacri

di Carolyne Miss

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Non so quanto tu conosca il concetto degli Archetipi di cui parò Carl Jung, io ne sono molto affascinata e sono molto affascinata dal loro utilizzo nel marketing e nel personal branding. Dopo aver letto e studiato qualcosa qui e là sui siti delle mie mentori americane, ho deciso di voler approfondire l’argomento. Questo libro, appena uscito in Italia, mi ispira perché mi è stato consigliato da un’amica che dopo averlo letto ha messo così bene a fuoco la sua missione da aver ottenuto risultati davvero incredibili nella sua vita e mi ha assicurato che Carolyn Miss conduce passo passo chi legge a scoprire i propri archetipi e come usarli per concretizzare i propri talenti e il proprio potere interiore.

→ Lo consiglio perché: conosci te stesso è la prima regola per tutto. Quindi perché non scoprire qualcosa in più su di te per poi applicarlo nella tua attività e nella tua vita?


#6 Il tuo libro dei piani e dei progetti

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Ecco il consiglio finale. Fatti un regalo quest’estate. Sì, lo son non è un libro, però con un pizzico di creatività e una buona dose di energia, potrebbe anche diventarlo. Acquista un quadernino, quaderno, block notes, diario… Quello nella foto è uno dei miei preferiti: il quaderno quadrato basic nero di Tiger ed è quello su cui progetto i miei corsi, su cui faccio le mie mappe mentali, i miei disegnini e i miei business plan. Non importa che aspetto ha, scegli tu, l’importante è che sia qualcosa con pagine su cui scrivere tutto quello che ti viene in mente.

  • esperienze che vorresti vivere
  • progetti che vorresti realizzare,
  • soldi che vorresti guadagnare
  • cose nuove che vorresti imparare
  • persone che vorresti aiutare,
  • abilità che vorresti migliorare
  • buone abitudini che vorresti acquisire

Lascia volare la tua fantasia e concediti il lusso di sognare e il coraggio di credere.

Non restare imbrigliata negli schemi vecchi, disegna, crea, progetta, sogna, scrivi, liberati e scopri la tua totale libertà.

Ne vale la pena!

 

Avviare un’attività mentre si lavora da dipendenti? Parliamone

L’argomento di cui parleremo oggi è piuttosto “caldo”.

Tagliamo subito la testa al toro: come tutti sanno, il periodo che stiamo vivendo è molto difficile. Tante persone non hanno un lavoro, mentre quelle che ce l’hanno spesso si trovano in una situazione precaria o comunque non ideale.

Ci sono però anche donne che hanno una propria attività, sono indipendenti e riescono a supportarsi facendo qualcosa che amano, nonostante le tante difficoltà e preoccupazioni..

L’indipendenza è senza dubbio un sogno di tanti. Come tutte le cose più belle, però comporta sacrifici non da poco.

Oggi rispondo quindi ad una domanda che mi viene posta spesso:

come avviare un’attività mentre si lavora da dipendenti?  

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Anche se in questo momento non hai un lavoro, continua la lettura; troverai comunque consigli utili.

# 1 Inizia in piccolo

Avviare un business è di per sé molto difficile, farlo di sera o nel tempo libero è ancora più complesso. Per questo è importante che tu sia realistica nelle tue aspettative.

Come vedremo di seguito, è fondamentale che tu continui ad investire le “normali” ore lavorative su attività che generano reddito, così da essere in grado di supportarti e finanziare il tuo nuovo business.

Il mio consiglio è di iniziare in piccolo. Evita di promuoverti come una multinazionale quando non sarai in grado di gestire tutto il lavoro. Piuttosto, fai un buon personal branding, fatti conoscere personalmente e dedica tutta la tua attenzione ad un numero ristretto di clienti che tratti con i guanti. 

#2 Valuta se hai abbastanza tempo di sera e durante i weekend per dedicarti al tuo business; crea una routine 

Non importa quante ore tu possa dedicare al business, se cinque o venti.

Ciò che è importante è che tu sia costante, allocando degli orari definiti allo sviluppo del business.

Quando ho avviato la mia attività avevo creato una vera e propria routine: svolgevo il mio lavoro “pagato” durante la giornata, quindi cenavo con mio figlio e poi dedicavo le ore serali – per non dire notturne –  allo sviluppo del mio business.

Puoi fare lo stesso durante il weekend. Per esempio, punta la sveglia di prima mattina come in qualunque giorno lavorativo e dai il tuo meglio tra le 8 e le 11.

#3 Non sacrificare (troppo) la tua vita familiare ed il tempo speso con gli amici

Se vuoi avviare un’attività mentre lavori, per definizione dovrai sacrificare parte del tuo tempo libero.

Questo significa serate e weekend, come abbiamo già visto nel paragrafo precedente.

Ritagliati comunque del tempo da dedicare alla famiglia ed agli amici.

Il mio consiglio è di non saltare mai i pasti in famiglia e di organizzare almeno una volta alla settimana una passeggiata o una pizza con gli amici. Fondamentale per ricaricarti e svagarti: la mente necessita anche di divertimento e leggerezza per nutrirsi. Garantito!

#4 Ottimizza la tua produttività

Il  tempo che puoi dedicare al tuo business è poco, devi cercare di sfruttarlo al massimo!

Ecco alcuni semplici consigli:

  • negli orari in cui lavori sulla tua attività, limita al massimo tutte le distrazioni (sembra scontato, ma richiede molto impegno). In pratica: togli tutte le notifiche che suonano, lampeggiano e vibrano e concentrati solo su quel che stai facendo;
  • prova la tecnica del pomodoro: lavora per 20 minuti di fila puntando un timer senza alcuna interruzione, quindi prenditi 5 minuti di pausa e ripeti;
  • alla fine del lavoro, preparati già la lista delle cose da fare nella “sessione” successiva;
  • non farti distrarre da email e telefonate che sembrano urgenti ma che in realtà non lo sono. Dai priorità alla tua lista di attività, senza sgarrare (rispondere alle email dovrà diventare una vera e propria attività da inserire nella tua lista).

Per altre idee su come ottimizzare il tuo lavoro quando il tempo scarseggia, leggi questa guida che ho scritto per te.

#5 Datti degli obiettivi

Se vuoi ottimizzare il tuo lavoro, datti degli obiettivi:

  • settimanali,
  • mensili,
  • per i prossimi sei mesi,
  • annuali.

La velocità alla quale sarai in grado di raggiungerli ovviamente dipende da quante ore puoi dedicare al tuo business. Gli obiettivi dovranno quindi essere realistici e quantificabili.

Evita obiettivi del tipo: “avere un numero sufficiente di clienti”.

Qual è un numero sufficiente? Cinque, dieci o venti?

Se ancora non lo sai, probabilmente devi lavorare sul tuo business plan.

Per quanto riguarda gli obiettivi settimanali, suddividi la lista in attività molto specifiche.

La lista si allungherà, però riuscirai a spuntarla più velocemente e ti darà molta soddisfazione. Provare per credere.

#6 Collabora con freelancer

Quando avvii un’attività dovrai fare TUTTO: dall’amministrazione al supporto clienti, dalla gestione del sito allo sviluppo delle strategie di marketing.

Se hai tempo limitato, è difficile riuscire a gestire così tante attività o, addirittura, cercare di imparare a fare tutto da zero.

Se vuoi velocizzare lo sviluppo del tuo business, ti consiglio di collaborare con dei freelancer. Su piattaforme come Elance e Twago trovi professionisti per qualunque attività.

Collaborare con un freelance è un’ottima idea anche se vuoi offrire un servizio di assistenza veloce, però sei impegnata durante i normali orari di lavoro. In questo caso, ti sarebbe molto utile rivolgerti ad un’assistente virtuale.

#7 Non compromettere il tuo lavoro principale

Se hai già un lavoro, assicurati di non comprometterlo o farti distrarre dai tuoi progetti imprenditoriali. Il tuo lavoro è infatti ciò che ti dà sicurezza e ti permette di finanziare il tuo nuovo business.

Se invece non hai un lavoro, inizia o continua la ricerca per una posizione part-time. La realtà è che avviare un business richiede tempo e probabilmente non sarai in grado di generare un reddito fisso nel giro di un paio di settimane.

Da qualche parte bisogna iniziare, però passeranno sicuramente diversi mesi prima che la tua attività sia ben strutturata ed inizi ad attrarre regolarmente clienti.

Se purtroppo non riesci a trovare una posizione pagata, dedica tutte le energie allo sviluppo del business, così da vedere i risultati il prima possibile (continua però a mandare domande di impiego).

Cerca anche di ottimizzare le spese della tua attività. Il mio consiglio è di sfruttare il web al massimo, dove puoi trovare sia risorse che strumenti del tutto gratuiti.

Includo anche un video che ho registrato un po’ di tempo fa, in cui parlo proprio di come avviare un’attività quando non abbiamo tanti soldi a disposizione:

 

Siamo arrivate alla fine di questo post. Riassumiamo quanto ci siamo dette:

  • Si può avviare un’attività mentre si lavora da dipendenti? Sì.
  • Quando lavoro richiederà? Dovrai lavorare, letteralmente, giorno e notte.
  • Ce la farò? Se ci metti energia e impegno, assolutamente sì (assicurati però di fare un business plan per assicurarti che l’attività sia sostenibile).

Per questo articolo è tutto. Come sempre, ti invito a lasciare qualunque domanda o condividere la tua esperienza nella sezione commenti qui sotto!

Come creare la visione del tuo lifestyle ideale per vivere decisamente meglio

Continua la rubrica “ Speciale Mamme” in collaborazione con Valentina Infante di MammaSfigata che si presta a condividere con noi i suoi esercizi di coaching per riflettere e ragionare insieme sulle problematiche e le opportunità di essere mamma e donna nel 2015.

Una delle parole che negli ultimi anni è diventata la mia preferita è lifestyle.

Sì.

Stile di vita.

Dopo avere lavorato con davvero tante donne – ed anche con tante aziende e diverse realtà –  mi sono resa conto che spesso molte di noi compiono un errore. Fanno una scelta riguardo al lavoro e poi, sulla base degli orari e delle esigenze di questo lavoro, costruiscono attorno la loro vita, ritagliandosi alla bell’e meglio nel tempo che resta, le attività che amano, gli spazi con le persone care e dei brevi momenti per le proprie passioni.

Insomma, si ritagliano qui e là il tempo per la vita vera e propria, finendo spesso svuotate e insoddisfatte, una volta passato l’entusiasmo dell’inizio della propria carriera.

Il rischio di usare questa modalità è che anziché vivere la vita appieno e con soddisfazione, ci si rintani a vivere in piccoli spazi che non ci permettono di integrare bene la nostra vita privata con quella professionale, costringendoci così ad avere sempre addosso quella fastidiosa sensazione di incompletezza e quel senso di non essere, avere e fare mai abbastanza.

Ecco perché SEMPRE, davvero sempre, qualsiasi sia il percorso di coaching che affronto con una cliente, inizio con l’aiutarla a partire dal suo stile di vita desiderato.

Per me è un obbligo morale 🙂

Perché davvero credo fermamente che un mondo i cui le persone vivono felici, gratificate e soddisfatte, possa essere un mondo migliore.

Ed è mia convinzione che spostare la direzione del mondo, sia oggi compito proprio nostro, di noi donne, che abbiamo la creatività, la flessibilità e la capacità di essere delle vere leader con amore e autenticità.

Solo dopo aver messo a fuoco con chiarezza quale lifestyle una donna desidera, l’aiuto a comprendere dentro di se le risposte per compiere le scelte più corrette per la sua vita o per il suo business, perché so che a quel punto, saranno decisamente più allineate ai suoi valori e al soddisfacimento dei suoi bisogni .

Avere una visione chiara è forse il passo più potente e fondamentale da compiere per trasformare la tua mentalità e il tuo stile di vita quasi in un battibaleno.

Come mai questo avviene?

Esistono diversi motivi il primo fra tutti è che quel che noi pensiamo la maggior parte del nostro tempo diventa realtà.

I pensieri che abbiamo e le emozioni che proviamo influiscono sulle nostre azioni.

E le azioni che compiamo ripetutamente nel tempo, diventano abitudini.

Le abitudini diventano comportamenti e i comportamenti creano i nostri risultati.

Quindi , puoi facilmente comprendere come tutto parta da quel che pensiamo.

E in modo particolare dall’immagine che abbiamo nella nostra mente di quel che desideriamo, dall’idea che abbiamo dello stile di vita ideale per noi.

Perché , se avere una visione chiara del proprio stile di vita è così importante, le persone non si ritagliano più tempo per rifletterci? 

Perché nessuno ce lo ha insegnato 🙂

Non è che siamo sciocche: è solo che viviamo in una società in cui ci è stato insegnato a compiere scelte giuste, ma non ci è mai stato ben specificato giuste per chi 🙂

E anche perché, diciamocelo, sedersi in silenzio a pensare come davvero vorrebbero che fosse il nostro stile di vita, penna e carta alla mano, richiede un tempo e uno sforzo che molte di noi si raccontano di non avere. O che molte di noi si raccontano sia inutile “tanto la vita va come va.”

Invece non è così perché se ti soffermi ad osservare quali sono i tuoi risultati oggi, ti renderai conto che sono la somma di quel che hai pensato, provato e fatto la maggior parte del tempo negli ultimi 5 o 6 anni.

Nel bene e nel male, si intende 🙂

Piccolo disclaimer

Questo meccanismo è valido anche con i pensieri subconsci. Mi spiego meglio. Se io penso intensamente  . e consciamente – di avere grande successo tutte le sere prima di andare a letto, ma poi dentro di me c’è una vocina – subconscia – che continua a dirmi tutto il santo giorno di non illudermi, che tanto io non ce la posso fare, che tanto c’è la crisi, che tanto nella mia famiglia nessuno ce l’ha mai fatta, che tanto non sono bella abbastanza, brava abbastanza o qualcosa abbastanza, che gli altri son più fortunati, che questo e che quello….

Be’, ecco.

In questo caso sto pensando la maggior parte del tempo, seppur non a livello conscio, di non farcela! E di conseguenza proverò emozioni di dubbi paure e preoccupazioni e mi comporterò di conseguenza.

Ecco perché non basta focalizzarsi pochi secondi al giorno sui nostri desideri, per realizzarli. Ma è necessario invece averli ben chiari e possibilmente descritti nero su bianco, e dedicare loro l’energia e l’attenzione che richiedono, la maggior parte del tempo che possiamo!

come creare la visione del tuo lifestyle

Detto tutto ciò, voglio aiutarti a creare la visione del tuo lifestyle. Pronta?

Iniziamo!

Ti sei mai presa del tempo per pensare alla tua giornata ideale? Bene, ora siediti tranquilla, se ti va metti di sottofondo una musica che ti ispira e che ti rilassi e iniziamo. Ti ricordo che non ci sono risposte giuste o sbagliate, rispondi ascoltando quel che ti dice il tuo cuore.

Se domani ti potessi svegliare e fare qualsiasi cosa tu volessi e con

chiunque volessi, come sarebbe la tua giornata?

Attenzione, non parlo di una giornata di vacanza stile “cocktail on the beach a non fare nulla”, parlo di una giornata qualsiasi, del tuo tran tran quotidiano. Quindi di una giornata qualsiasi nella tua vita ideale.
Descrivila nel dettaglio, utilizzando il tempo presente, come se fosse già così

E mi raccomando: mentri rispondi alle domande, immagina con gli occhi della mente, vedi in colori vivaci. Fai esperienza di come sarebbe se….
Le domande che seguono servono a darti l’ispirazione, ma puoi spaziare i tutti gli ambiti che desideri.

Dove vivi?

Com’è la tua casa?

Quando guardi fuori dalla finestra cosa vedi esattamente? A che ora ti svegli?

Cosa fai al mattino? Cosa mangi a colazione?
Come ti prepari per la giornata?

Quali sono le piccole cose di cui ti prendi cura?

Cosa fai la prima metà della giornata? Che attività svolgi? Cosa fai a pranzo? Con chi pranzi?

Chi sono I tuoi amici? Come sono?Di cosa parlate? Cosa fai per soddisfazione personale ?

Com’è la tua attività? Di cosa ti occupi? Che emozioni ti dà? A che ora inizi a lavorare?
Cosa fai a lavoro? Quanto guadagni?

In che modo quel che fai contribuisce o ha un impatto nel mondo, nella tua comunità?

Con che persone sei?

Che programmi hai per il weekend? 

Ecc, ecc….

Se hai difficoltà, nonostante queste domande, a prendere ispirazione sulla visione del tuo stile ideale, ti suggerisco di svolgere questo esercizio  di rilassamento guidato che ho realizzato qualche anno fa e che è stato visualizzato la bellezza di 78.000+ mila volte!

 

Ci sono 4 minuti di spiegazione e poi il resto dell’esercizio prevede che tu ascolti seduta in silenzio senza fare niente altro e poi, finito l’ascolto, che tu scriva.

Di seguito, come al solito, ecco la stesura dell’esercizio di Valentina , la nostra compagna di viaggio in questa rubrica “Speciale Mamme”

Se dovessi svegliarmi domani nella mia vita ideale, sarei in una metropoli contemporanea. Abiterei in una grande città, da un po’ sogno Melbourne o Montreal. Una di quelle città al passo con i tempi, dove si respira futuro, benessere, uno stile di vita che riesca ad appagare la mia voglia di cultura, di crescita, di lavoro, con tempo e spazio per la famiglia, per i miei hobby, per la mia salute psico-fisica. Mi sveglierei la mattina alle prime luci per bere un caffè in terrazza, magari  leggendo un giornale. Poi sempre con calma, preparerei una bella colazione, ricca e generosa, sveglierei dei bambini sereni (e non tra urla, pianti e capricci, come succede praticamente ogni giorno) e mio marito si sveglierebbe con  un bel sorriso (non con quel muso lungo, scomparendo in bagno per 30 minuti, fregandosene bellamente del mio risveglio traumatico). Porterei i bimbi a scuola, in una buona scuola internazionale, rientrando a casa avrei il tempo di sistemare le ultime cose e dedicarmi al lavoro. Io amo scrivere. Vivrei di scrittura. E di lettura. Magari a pranzo potrei vedere un’amica, in un bel bar elegante. Mi vedo vestita bene, curata, ben tenuta. Fresca di doccia e parrucchiere. E nel pomeriggio potrei dedicarmi alle attività più disparate, dal fare la spesa, a praticare dello sport, a preparare le cose della cena. Niente corse, ritardi, urla e strepiti per andare a recuperare i bimbi a scuola. Magari ci si ferma a mangiare un gelato, a giocare in un parco, senza continui richiami e rimproveri. I miei figli hanno la continua tendenza a piangere e litigare, sì sono piccoli, si è il loro unico modo di esprimersi, ma è snervante, sfinente, sfibrante. E io non dovrei alzare la voce, ripetere all’infinito le stesse cose, tipo macchinetta rotta. Vorrei solo una vita rilassata, in cui non perdo le staffe ogni 3X2. Vorrei non dovermi arrabbiare perché mi sento sola nell’accudimento quotidiano dei figli. Se fossi dall’altro capo del mondo, quantomeno, avrei un motivo valido per essere sola. Qui, questa cosa mi uccide. Vorrei che mio marito non mi caricasse di ansia, che fosse proattivo. Io vorrei essere meno ansiosa, vorrei lasciare andare la rabbia e lo sconforto che ogni tanto (spesso) mi assalgono, e vivere meglio giorno per giorno. In fondo, non è mica la luna.

Bene ora tocca a te: scrivi la descrizione dettagliata e precisa dello stile di vita della tua giornata ideale.

Sono così contenta e grata adesso che ….

Condividere la visione del proprio stile di vita è qualcosa di ancor più potente perché, dichiarandola ad altri, ti sentirai immediatamente più responsabilizzata: non sarà solo più un sogno, ma un vero progetto!

E questo ti darà lo sprint di affrontarla con grinta e carica!

Condividi qui sotto nei commenti le tue intuizioni, le tue emozioni.

Facci sapere qual è la tua giornata ideale.

Raccontaci come va l’esercizio. 

Come eliminare il senso di colpa di non riuscire a fare tutto

Eccoci arrivate al primo giorno della rubrica ‘ Speciale Mamme’ nata in collaborazione con Valentina Infante ed il suo blog Mamma Sfigata.

Valentina, che nella vita si occupa di comunicazione integrata, copywriting, editing e pubbliche relazioni, e’ anche mamma di due bellissimi bimbi e sul suo blog racconta le sue avventure con grande ironia e propone idee e suggerimenti divertenti di cosa fare con i bimbi, dai viaggi alle attivita’ nel weekend.

Insieme, esploreremo in questo spazio, alcuni di temi piu’ scottanti dell’essere mamma e lavoratrice mettendo a disposizione le nostre competenze ed esperienze per offrire a voi che leggete dei nuovi sounti di riflessione e degli strumenti che possono esservi utili.

Come? Io le proporro’ alcune domande e brevi esercizi di coaching e lei condividera’ con noi le sue risposte, in una sorta di ‘doppia intervista’ che pubblicheremo reciprocamente sui nostri blog 😊.

Bene. Iniziamo quindi con l’argomento di oggi: eliminare il senso di colpa.

“Devo farcela a fare tutto!”
“Oddio, ma come faccio? Non lo so – ansia che sale – Ma devo farcela
!”

Spesso queste sono le frasi che molte mamme si trovano a dire a loro stesse quando sono alla ricerca del tanto agognato equilibrio tra famiglia e lavoro.

Diciamocelo, se ne parla spesso, di questo fantomatico “ fare tutto” – ci hanno fatto anche un film! – e si parla altrettanto spesso di quanto noi donne siamo in grado di sentirci in colpa se non soddisfiamo la realizzazione di questo “ tutto ”.

Ma che cos’è questo tutto? Facciamo un attimo un ragionamento insieme.

Molte temono di perdersi qualcosa di importante e allo stesso tempo di mancare a qualcuno.
Sono preoccupate di non essere presenti in un momento delicato dei propri progetti a lavoro.
Oppure tormentate all’idea di perdere un importante step nella crescita del proprio amato figlio.

Il punto è che a nessuno piace non potersi godere le cose belle che accadono nella vita che già è tanto complicata di suo: quindi da un lato il piacere di essere a lavoro a fare qualcosa che siamo brave a fare e dall’altro essere a casa con i bambini che amiamo e con i quali ci divertiamo sono entrambi necessari.
Nessuna di noi vorrebbe avere una vita senza la nostra amata famiglia e, a meno che noi non viviamo di una rendita abbondante ereditata da qualche ricco zio americano o russo, il nostro lavoro rende possibile l’esistenza della nostra famiglia.
Per non parlare del fatto che molte di noi si sono fatte un discreto mazzo per arrivare dove sono arrivate e sono diventate anche piuttosto brave in quel che fanno quindi sarebbe un’enorme frustrazione doverci rinunciare.

E questo ci riconduce quindi alla domanda dell’inizio.

Cosa significa fare tutto?
E possibile trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia?

Ok, ora se vuoi puoi andare a prenderti un drink. E’ concesso.

Bene, forse esiste un modo di osservare diversamente questo tema.
Facciamo insieme questi esercizi. Pronti, partenza, via!

1) METTI A FUOCO
Iniziamo con il concetto del “ fare tutto”.

Cosa significa fare tutto per te?
Per ogni donna questo può voler dire qualcosa di diverso ed è estremamente importante che tu identifichi cosa significhi per te.
La tua versione di “tutto” potrebbe includere anche fare le pulizie di casa, cucinare tutti i pasti, gestire gli impegni dei ragazzi e portare a casa uno stipendio da € 80.000.

Oppure potrebbe voler dire prendersi almeno 4 serata a settimana, assicurarti di avere una serata romantica con tuo marito almeno una volta al mese, dare una sistemata alla buona in casa tra una volta e l’altra in cui viene la colf, spartirti gli impegni con tuo marito ed avere uno stipendio di € 20.000.

Non esiste una versione giusta o una sbagliata, esiste la tua versione di “tutto” ed è importante che sia quella che ti rende serena e felice.

Le differenze dipendono dalle decisioni che hai preso, dalla prospettiva che hai e dalle aspettative che hai su te stessa.
Ma non solo. Dipendono anche dai messaggi che hai ricevuto riguardo la maternità come figlia e da cosa fa la maggior parte delle persone che frequenti.

La cosa bella è che non è mai troppo tardi per cambiare: anche se ci sentiamo come “imprigionate” in una situazione che non desideriamo, una volta che ne diventiamo consapevoli, possiamo sistemare le cose.

Prendi un foglio bianco e descrivi il tuo tutto.
Quali sono le mansioni che devi svolgere? Quali quelle che vuoi svolgere?
Quali quelle che potresti delegare? Quali quelle sulle quali puoi chiudere un occhio?

Valentina ha risposto così:

 Sai che è davvero difficile spiegarlo a parole? [ si, lo so! E’ per questo motivo che gli esercizi di coaching funzionano, perche’ ti aiutano ad estrarre dalla tua testa le idee e chiarirtele e farlo e’ difficile perche’ non siamo abituati. Ma la ricompensa e’ grande!] Vediamo, ci provo, così metto un po’ di ordine nella mia testa. Devo dire, a mio favore, che negli ultimi mesi ho fatto passi da gigante sulla mia consapevolezza. Per me fare tutto significa riuscire ad avere una vita oltre il lavoro, oltre i figli. Significa potermi anche ritagliare del tempo libero da dedicare a me stessa e ai miei interessi, ad esempio il mio blog che è una valvola di sfogo, ma anche un momento piacevole perché posso liberare i miei pensieri e la mia creatività. Un’oretta di sport alla settimana perché dopo due gravidanzemi sento parecchio invecchiata e appesantita e a 33 anni non voglio vedermi come una vecchietta un po’ sovrappeso, ingobbita e sciatta. Così ho tagliato i capelli corti perché, mentre prima potevo andare tutte le settimane dal parrucchiere, ora con i piccoli non ho più il tempo: sono più pratici e mi sento più in ordine.

Inoltre, sto cercando di buttare le zavorre del passato una ad una: dai lavori che non pagano, nel senso più ampio del termine, quindi non solo economicamente ma anche come esperienza; dal cercare sostegno dalle persone che sulla carta dovrebbero essere le prime della lista ed, invece, non ti capiscono e ti appesantiscono. Quest’ultima consapevolezza è stata la più difficile da accettare, ma ora che ne ho preso piena coscienza sono più serena. Un grazie lo devo dire a mio marito che mi ha aperto gli occhi su tante cose del mio passato, sulla mia educazione, sulla mia crescita personale. L’equilibrio interiore, non ancora pienamente raggiunto, mi ha dato la spinta per fare delle scelte drastiche, correre dei rischi, e ottenere risultati che credevo di non poter raggiungere, perché pensavo di non meritare, professionalmente parlando. Per ciò che riguarda il mio ruolo di mamma, invece, ultimamente sono abbastanza soddisfatta anche mi occupo dell’ 80% delle esigenze dei bambini, li vesto, li porto a scuola, li vado a prendere e sto con loro dalle 17 alle 19. Preparo la cena, faccio la spesa (soprattutto per le cose da mangiare) e il fine settimana mi dedico totalmente a loro. Mio marito fa le lavatrici, compra i detersivi e le cose pesanti, come l’acqua e le bibite. Dopo cena lui sta con i bambini, mentre sistemo la cucina, poi il papà mette a letto il piccolo e accendiamo la tv, magari io e Pietro facciamo un puzzle, disegniamo e attacchiamo le figurine mentre (cerchiamo) di guardare un film o un documentario.Ci siamo imposti due regole, nell’ultimo mese, e mi pare che la cosa funzioni: niente cellulare dalle 19 in poi – ma qualche volta sgarro 😊- e si sta tutti assieme in sala da pranzo. Questo perché abbiamo una casa su due piani e, prima, mio marito aveva la tendenza ad andarsene di sopra alle 21 e la cosa mi faceva arrabbiare oltremodo. A lui, invece, dava fastidio che stessi sempre con il telefono in mano, così, siamo scesi a patti!

Comunque sulla suddivisione dei compiti stiamo ancora lavorando, ma mi pare che stiamo andando un po’ meglio ultimamente. Ciò di cui mi sono accorta è che se lavoro un po’ meno e ho più tempo per figli, casa e marito, beh, siamo tutti più rilassati e felici! L’ultima domanda era…? Ah, già, su cosa chiudere un occhio. Mah, sull’essere costantemente attenta a tutto ciò che fanno e dicono i bambini. Un po’ di tv in più, qualche gioco fuori posto, qualche ora dai nonni, non ha mai fatto male a nessuno… no?

Ora tocca a te. Ricordati. Non esiste una sola risposta. Esiste la tua risposta.

Quando avrai messo a fuoco cosa vuol dire per te “tutto”, potrai decidere se questa visione è adeguata a te, al tuo carattere, alla tua famiglia e alla tua vita oppure se sia il caso di apportare alcune modifiche in modo da smetterla di impazzire in una routine esageratamente esigente e goderti un po’ di più il bello della vita.

2) RIVEDIAMO LE TUE CONVINZIONI

Sai, gli studiosi ci insegnano che è proprio tra 2-6 anni, il nostro cervello è in una modalità che potremmo chiamare “spugna” che corrisponde ad uno stato di onde cerebrali theta.
In questa fase osserviamo ed assorbiamo tutto ed impariamo come agire e reagire alle cose, situazioni, circostanze e persone che ci circondano.

A quell’età siamo molto influenzabili ed impressionabili e quelli sono gli anni in cui formiamo le nostre opinioni e idee su argomenti come il denaro, la salute, la fiducia in se stessi , le relazioni, il lavoro e l’amore e tutte le altre cose che fanno parte della nostra vita.

Le opinioni positive che ci formiamo, diventano spesso nostri punti di forza e ci sostengono negli anni a venire, diventando spesso le basi del nostro carattere e dei nostri risultati.
Ma questi sono gli anni in cui si formano anche le nostre convinzioni limitanti, cioè le idee negative su alcuni temi importanti per non dire fondamentali, della nostra vita quotidiana

Credenze che ci portiamo per gli anni a venire. Credenze che hanno la capacità di rallentarci o addirittura fermarci nella nostra crescita e nella nostra strada verso la vita che desideriamo. Quelle credenze che alimentano il piccolo mostro dentro di noi e che ci fregano proprio quando meno ce l’aspettiamo.

Come dicevo poco sopra, spesso abbia ereditato un modo di pensare a come “ dovremmo” essere delle brave mamme sulla base di un modo di essere che abbiamo vissuto e visto come figlie.

In poche parole, se la nostra mamma ci preparava il pranzo tutti i giorni e noi oggi non riusciamo a farlo e lasciamo i figli al nido o alla materna fino alle 17.00, potremmo essere erroneamente indotte a pensare che visto che non pranziamo con i nostri figli, allora non siamo delle brave mamme e , per questo motivo, sentirci in colpa.

Lo stesso potrebbe capitare guardando le altre donne che fanno parte della nostra comunità e sentirci in obbligo di dover fare le stesse cose che fanno loro per non sentirci inadeguate o poco capaci.

Prendi un foglio bianco e rispondi.

Cosa vuol dire per me essere una brava mamma?
Cosa vuol dire per me essere una donna in gamba?
Cosa vuol dire per me essere donna nel 2015? Cosa penso delle donne che lavorano?

Scrivi una frase per ogni argomento che ritieni importante.

Dopo avere scritto la frase di apertura, prendi nota di tutti i pensieri che emergono.

Non finirai velocemente. Ci vuole tempo.
Puoi lavorarci ogni giorno per un po’. Per due /tre giorni.
Scrivi tutti i pensieri che ti vengono in mente, non importa quanto ti sembrino sciocchi.
Scrivili e basta, perché queste sono le tue regole interne in base alle quali vivi e crei la tua vita.
Diventandone consapevole, puoi cominciare a cambiarle. Ok?

Quando le liste sono complete, rileggile. Segna una stellina o un pallino accanto alle convinzioni che senti positive e di sostegno, mentre con un’altra penna di un altro colore, barra le convinzioni che ti ostacolano, che ti fanno sentire in colpa, quelle convinzioni che ti rendi conto non sono funzionali a renderti felice.

Soffermati sulle convinzioni negative e chiediti, “voglio che questo modo di pensare continui a gestire le mie emozioni?”. “ Sono disposta ad eliminarlo?”
Poi prendila e trasformala in positivo.

Ecco alcuni esempi.

Una donna per avere successo nel suo lavoro, non può avere una famiglia felice ==> Una donna che ha una famiglia felice ha maggiori possibilità di avere successo nel suo lavoro

Una donna per essere una brava madre deve trascorrere tanto tempo con i suoi figli ==> Una brava madre è in grado di dare amore ai suoi figli in tanti modi, sia quando trascorre il tempo con loro che quando lavora, migliora e cresce dando un esempio positivo e prosperoso.

Una volta che ho finito di trasformare le convinzioni negative in positive, l’esercizio sarà quello di farti una sorta di TOP TEN, stamparla e appenderla in un luogo dove puoi vederla spesso e leggerla e ripeterla a voce alta almeno un paio di volte al giorno.

All’inizio sembrerà ridicolo ed imbarazzante, poi pian piano invece, la situazione migliorerà e comincerai a crederci e dopo un po’, quel di cui sei convinta, farà parte della tua vita.

Valentina, dopo aver svolto il lavoro, riassume così le sue convinzioni, in modo equilibrato e positivo:

Essere una brava mamma significa essere un esempio di integrità, di amore, uno stimolo, uno scudo difensivo, un abbraccio al momento giusto, saper sorvolare sui piccoli difetti, dimostrare affetto e cercare di capire i figli per ciò che sono e non per come vorrei che fossero. Accettare, insomma, i loro limiti ma anche i miei. Sapere che ci sono dei momenti in cui non ce la faccio, sono stanca, ho bisogno d’aiuto, senza per questo sentirmi in colpa. Essere una donna in gamba, vuol dire saper coniugare la propria sfera personale con quella affettiva e lavorativa. Non vorrei essere una donna in carriera, non mi ci sento tagliata, ma neanche mamma e basta. Penso che donna nel 2015 voglia dire proprio questo: compiere delle scelte sensate, senza dover per forza rientrare in un cliché. Io ho scelto di lavorare perché mi piace, mi serve a dare a me stessa e alla mia famiglia delle opportunità in più. Che non vuol dire avere tutto, per tornare al discorso precedente, ma per me significa potermi permettere dei bei viaggi, delle giornate alla scoperta di musei, parchi, luoghi di cultura. Mi interessano molto meno i vestiti firmati, l’estetista, il trucco e parrucco. Ma è una mia scelta, ecco.

Ti ricordo, che nello svolgere questo lavoro di coaching  non esistono convinzioni ‘giuste o sbagliate’. Questo esercizio serve per mettere a fuoco cosa e’ ‘efficace o non efficace’ per te a farti stare bene e a fae stare bene la tua famiglia. Non a sancire una definizione o un giudizio di cosa sia giusto in assoluto. Ok? 😊

 

3) INTEGRAZIONE AL POSTO DI EQUILIBRIO

Le parole contano. Ah se contano.

Proviamo a lavorare sull’integrazione famiglia/lavoro invece che sull’equilibrio famiglia/lavoro, ti va? Farlo ci dà la possibilità di sovrapporre e talvolta far coincidere alcune cose. Se l’integrazione è l’obiettivo, non ci aspettiamo di avere il focus solo in un luogo, ma semplicemente di averla dove dovrebbe essere, di volta in volta. E forse ( dico forse!) potremmo lasciare andare un po’ di “dovrei” e “avrei dovuto” e vivere con gioia e consapevolezza ogni momento.

La vita è fatta di compromessi, l’importante è scegliere con cura e consapevolmente cosa e quando ne accetti uno in modo che ti permetta di goderti con gioia la tua bellissima vita e soprattutto, di non sentirti in colpa.

Come?

Pensa alla tua vita in blocchi da 2, 3, 4, 5 o anche 6 ore l’uno.

Stabilisci cosa succede in ogni “blocco”.

Ad esempio.

Ti svegli alle 6 e decidi che per le successive 2 ore sei dedicata alla famiglia, a fare colazione insieme e ad iniziare la giornata.

dalle 8 alle 2 potrebbe essere il blocco dedicato al lavoro

dalle 2 alle 4 è un po’ di tutto perché potresti avere l’idraulico in casa o i ragazzi che rientrano da scuola e dover dare un’occhiata ai compiti

dalle 4 alle 6 ancora lavoro

dalle 6 alle 9 è tempo per la famiglia e la casa

dalle 9 alle 10 chiudi le ultime cose di lavoro e pianifichi la giornata successiva.

Ogni giorno ovviamente può essere diverso e ogni giorni puoi scegliere come “integrare”: prova anche tu ora!

Scrivi due o tre possibili suddivisioni della tua giornata, rivedendo come di solito pianifichi tutti i tuoi impegni e ricordati: la perfezione è un’illusione.

La realtà è che dare la priorità a quel che conta veramente, veramente, veramente per te, ti renderà subito più libera da tanti pesi e, certamente, dal senso di colpa.

Valentina ha risposto così:

Questo è il punto più difficile perché qui pecco realmente di disorganizzazione, anche se sto cercando di darmi un ordine che puntualmente non seguo. Tutte le mattina faccio mente locale delle cose che devo fare e… finisce sempre che ne metto troppe! O che sotto-stimo il tempo che ci vuole. Però, giuro che da adesso in poi ci proverò seriamente e ti farò sapere 😄

Ora tocca a te.

Scrivi qui sotto nei commenti che effetto ti hanno fatto questi esercizi.

Sono emerse delle intuizioni? Hai capito qualcosa di nuovo su te stessa?

Hai deciso di cambiare qualcosa nello schedule della tua famiglia?

Facci sapere, siamo curiose e vogliose di esserti utile.

Come essere più sicura di te stessa usando il trucco di Beyoncé

Se c’è una parola a cui tengo è autenticità.

Io credo fermamente che quando siamo noi stesse, veramente noi stesse, allora possiamo realizzare tutto quello che la nostra mente ci fa immaginare.

E penso che questo avvenga poiché nell’essere veramente noi stesse, accediamo ai nostri talenti e ci allineiamo spontaneamente alla realizzazione del nostro destino.

Spesso accade che la nostra versione autentica di noi stesse, resti un po’ in disparte, nascosta dalla versione più “accomodante” e più “raffinata” – nel senso letterale del termine. Oscurata da quella versione che abbiamo costruito e modellato per calzare sulle aspettative di altri e per adattarci al sistema che ci circonda.

Perché essere autentiche richiede parecchia consapevolezza e soprattutto parecchio coraggio nella società in cui viviamo oggi, una società che teme le differenze e l’originalità e che predilige invece l’appiattimento e l’omologazione.

C’è molto da dire su questo tema e su come si declini nella varie aree della vita di ciascuna di noi,  oggi non voglio approfondire questo discorso, di cui parlerò presto, in futuro.

Oggi invece parto da qui, dall’identità profonda di ciascuna di noi, per arrivare a parlare di un altro interessante argomento che penso possa proprio piacerti. Ed anche esserti utile.

Voglio parlarti di come essere più sicura di te stessa , del tuo alter ego e di come puoi accedervi quando ti serve.

 

Intanto capiamoci.

Chi è un Alter Ego?

Di solito è una persona che sostituisce e rappresenta a pieno titolo un’altra.

Per esempio, nei fumetti, Superman è l’alter ego di Clark Kant.

Talvolta un vice, è l’alter ego del suo capo.

Insomma, diciamo che l’alter ego è una figura che subentra quando serve un sostituto della figura principale.

Oppure – ed è questo che interessa maggiormente a noi – è un personaggio inventato che si può creare per rappresentare un lato della propria personalità che di solito non si esterna spontaneamente.

Cosa voglio dire?

Diciamo – ad esempio –  che tendi ad essere timida, il tuo alter ego potrebbe essere invece super estroverso. Diciamo che tendi ad essere goffa, il tuo alter ego potrebbe essere estremamente agile ed elegante. Diciamo che sei insicura, il tuo alter ego potrebbe essere molto audace e coraggioso.

Lo so, può sembrare folle, ma molte persone di successo, personaggi dello spettacolo, sportivi, hanno un loro alter ego e devo dirti che, a giudicare dai loro risultati, funziona!

Esistono infatti aspetti del tuo carattere che non ti permettono di raggiungere i risultati migliori nella tua vita e nel tuo lavoro. Sicuramente, una cosa che puoi fare e che ti suggerisco caldamente di fare è lavorare con costanza su questi aspetti, per migliorarli.

Allo stesso tempo, siccome credo che la tua autenticità sia un vero valore, non penso nemmeno che tu debba totalmente trasformarti in una persona che non sei. Una cosa bella dell’avere  un alter ego è che puoi scegliere di trasformarti in quest’altra persona solo in alcuni specifici momenti per amplificare determinate capacità o tirare fuori delle doti nascoste che potrebbero rivelarsi fondamentali per raggiungere nuovi livelli di crescita personale o professionale.

Ecco perché, in alternativa, puoi costruire un alter ego nel quale entrare all’occorrenza, solo in momenti chiave della tua vita: indossare temporaneamente  i panni di qualcun altro per poi dismetterli e tornare ad essere semplicemente te stessa.

Questo è quello che voglio insegnarti nel post di oggi.

Sasha Fierce

Non so se anche tu, come me, sei una grande fan di Beyoncè.

Ebbene, persino lei, una delle performer più famose al mondo, ha creato il suo alter ego. Anche la nostra Bey si deve essere chiesta “Come essere più sicura di te stessa?” ed avendo lei una personalità piuttosto riservata e abbastanza sommessa, ha deciso di creare “Sasha Fierce” per quando sale sul palco e deve essere disinibita, grintosa e un po’ selvaggia.

Ha addirittura chiamato uno dei suoi album con questo nome.

Per farti capire di cosa sto parlando, ho tradotto per te un’intervista che Beyoncè ha rilasciato ad Oprah Winfrey – un altro dei miei miti, mentori e alter ego 🙂

 

Come fare a creare ed attivare il tuo alter ego?

1. Diventa consapevole di qual è il tuo limite.

Per prima cosa, metti a fuoco quale aspetto del tuo carattere ti limita nelle circostanze importanti della tua vita. Domandati cos’è che ti frena dal dire, fare o essere la versione eccellente di te stessa. Cos’è? La paura che gli altri ti giudichino? Quali preoccupazioni o timori hai?

Ti faccio un esempio.

Potresti scoprire che nei momenti importanti non riesci a dire esattamente quello che pensi o che provi per paura che gli altri pensino qualcosa di negativo su di te o perché non credi di essere abbastanza competente, brava, bella… ecc o perché temi che verrai ignorata e per evitare di restarci male preferisci tacere.

Insomma, potrebbe essere che il tuo limite sia essere insicura di te: ed anche se, guardando oggettivamente i fatti e le tue competenze, non dovresti esserlo, nelle circostanze in cui ti servirebbe essere sicura di te, proprio non ce la fai ad esserlo e appena cominci ad avvampare, ti chiudi a riccio nel tuo silenzio.

 2. Scegli ora una dote, una qualità che vorresti avere quando ti serve

In questo secondo step, ti chiedo di pensare ad una qualità che ti farebbe comodo avere in determinati momenti e che ti sei resa conto, nel punto uno, che invece non hai o fatichi a fare emergere. Continuando con il nostro esempio: se sei timida, non vuole dire che tu non sia estroversa da qualche parte dentro di te o in circostanze diverse. Pensa a quelle volte , nel passato, in cui lo sei stata. Estroversa, addirittura un po’ sfacciata e sicura di te. Ci sono sicuramente nel tuo passato ricordi di situazioni in cui hai preso la parola, hai detto quel che volevi dire e sei stata persino audace e sfrontata.

Se senti invece che questa qualità o questo dono proprio non ti appartengono, pensa a qualcuno che abbonda di questa dote e al quale – in certi frangenti – ti piacerebbe assomigliare. Non è necessario che sia qualcuno che conosci, puoi anche ispirarti a qualche personaggio famoso o che non c’è più.

Bene, ora rispondi a queste domande:

Che postura ha? Come si muove? Come cammina? Come parla?

E che cosa penserebbe o direbbe, secondo te, trovandosi nella tua situazione?

Che emozioni proverebbe? Come si vestirebbe?

3. Scegli un “amuleto”

Ora ti sarà utile individuare un oggetto simbolico che, quando afferrerai, terrai in mano, utilizzerai o semplicemente osserverai, richiamerà subito a comando il tuo alter ego e quella qualità che ti serve.

Per Beyoncè , se hai sentito l’intervista, sono i suoi “stilettos” ovvero le scarpe con il tacco alto a stiletto che indossa poco prima di salire sul palco insieme alle urla della folla che incitano il suo nome.

Questo, in gergo tecnico, si chiamerebbe il trigger, ovvero quello stimolo che ti aiuta a fare attivare la tua risorsa interiore.

Puoi scegliere un capo di abbigliamento, un accessorio o anche un oggetto semplice da tenere in mano. Deve essere qualcosa che per te ha un valore specifico. Una camicetta? Una collana? Un paio di occhiali? una penna?

Se preferisci, puoi anche decidere di usare semplicemente una parola o un gesto: non arrovellarti a trovare qualcosa di originale o complicato.

Che sia semplice e che sia efficace per te.

Io ad esempio, in alcune giornate specifiche, mi raccolgo i capelli in una treccia alta, entrando nella mia versione dell’eroina coraggiosa e spericolata “ Lara Croft”. Per immaginare ancora meglio con la mente, ho creato anni fa questo montaggio fotografico che oggi, per la prima volta, condivido con te.

come essere sicura di te stessa

Vale Croft con capelli raccolti a treccia.

 

 

4. Allenati ad immergiti nel tuo “alter ego”

Come ultimo step, dovrai “attivare” il tuo alter ego un po’ di volte come allenamento, fino a quando farlo non di venerà estremamente semplice. Come?

Ti riservi 5 minuti ogni giorno da sola.

In tranquillità e silenzio, dopo avere respirato profondamente due o tre volte, ti immagini a tua scelta o il ricordo di quella volta che hai utilizzato con successo la qualità che desideri avere oppure ti immagini il mentore, la persona alla quale vuoi ispirarti e fingi di essere lei per un momento. Se vuoi, puoi anche creare e dare un nome a questo “personaggio” inventato, proprio come ha fatto Beyoncè e molti altri come lei.

Immergiti in questa figura con l’immaginazione: respira come respira lei, muoviti come lei, parla come lei, fai esattamente quel che farebbe lei. Resta per un po’ con la mente dentro a questo film di te che vivi nel tuo alter ego e quando senti che hai raggiunto la totale immersione in lei, prendi in mano il tuo “amuleto” o indossalo. Oppure semplicemente immaginalo.

A questo punto resta ancora qualche minuto a goderti la sensazione di vivere nel tuo alter ego poi ri apri gli occhi e procedi con la tua vita normalmente facendo quel che fai di solito.

Questo allenamento, se fatto bene, farà si che nell’arco di una decina di giorni, ti basterà prendere il tuo oggetto di richiamo, indossarlo o pronunciare la tua parole chiave o compiere il tuo gesto speciale, per attivare immediatamente il tuo alter ego. Sappi che più ti alleni e più efficace sarà il tuo alter ego.

5.Usalo

Ora che sai di avere il tuo alter ego a disposizione, usalo!

Se stai entrando in una riunione importante e sai di dover tirare fuori le qualità  che tu non hai ma il tuo alter ego sì, ricordati il tuo amuleto e usalo!

Se ti trovi in  una situazione in cui ti serve una qualità che senti di non avere abbastanza forte, usalo!

Un’altra cosa bella di questo lavoro è che il tuo alter ego può avere tante qualità e quindi esserti utili anche in diverse situazioni. Puoi crearti ad esempio un alter ego sexy, grintoso, molto sicuro di se e determinato.

Oppure puoi scegliere di creare due o tre alter ego diversi: uno per ogni occasione.

La fantasia in questo campo, non ha limiti. Scegli tu quel che pensi possa essere più adatto a te.

Conosco una persona piuttosto importante che quando deve prendere una decisione importante, riunisce – mentalmente – i suoi alter ego e i suoi mentori immaginando di averli tutti  intorno al tavolo e chiede loro . “ Cosa fareste se adesso foste me?” E solo dopo avere fatto ciò ed “ascoltato le risposte” decide cosa fare e spesso si rivela la decisione più corretta, anche se spesso non è quella che avrebbe preso lui.

Ora , come sempre, tocca a te.

Scrivi qui sotto i tuoi trucchi per come essere più sicura di te stessa oppure fammi sapere se hai già un alter ego.

Prova questo esercizio e poi scrivimi per farmi sapere se ti serve e che risultati ti fa raggiungere.

Storie di imprenditrici: imprese di successo nate dalla passione

Talvolta, il modo migliore di trovare la motivazione per avviare un progetto è guardare alle donne che, come noi, avevano una passione e sono riuscite a trasformarla in un vero e proprio business.

Spesso tendiamo a vedere le persone di successo, come se il successo lo avessero sempre avuto, dimenticandoci che anche loro hanno avuto un inizio e che anche loro hanno dovuto impegnarsi e compiere le scelte corrette, per arrivare dove sono arrivate.

Nel post di oggi, ti racconterò le storie di alcune imprenditrici straordinarie, perché ti diano ispirazione e motivazione. Queste donne svolgono attività molto diverse tra loro, ma sono accomunate dalla passione che ha permesso loro di raggiungere un successo strepitoso.

Ho scelto questi esempi non solo perché sono positivi e motivanti, ma soprattutto perché sono esempi rappresentativi di diverse categorie professionali: dalla creatrice di un prodotto innovativo all’imprenditrice online. Dalle amiche diventate socie all’ imprenditrice nel settore della tecnologia, dalle Giovani imprenditrici “di lusso” alla Blogger e raccoglitrice di idee

 

Sara Blakely, Spanx 

Creatrice di un prodotto innovativo

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Sara Blakely è il perfetto esempio di una donna che, identificato un problema, ha usato tutta la determinazione a sua disposizione per trasformare una “semplice” idea in un business di grande successo. Se non sai cosa sia Spanx, corri a vedere il sito, non te ne pentirai 😉

La carriera di Sara non è cominciata nel migliore dei modi: inizialmente vuole diventare avvocato; la carriera universitaria non va però per il meglio e così decide di abbandonare gli studi, passando da un lavoro all’altro negli anni successivi.

L’idea per le Spanx arriva proprio lavorando in un ufficio. Sara apprezza l’effetto “contenitivo” dei collant, però è infastidita dai piedi delle calze – soprattutto quando vuole indossare scarpe aperte.

Inizia così a risparmiare e lavora per anni allo sviluppo di Spanx sola soletta, facendo prove, ricerche e sperimentazioni avendo in mente un’idea: creare un prodotto contenitivo comodo, gradevole addosso e alla vista e che desse risultati strepitosi una volta indossato.

Alla fine riesce ad approdare al prodotto perfetto, ma ancora la fatica non è finita: col suo prototipo in mano, ha viaggiato chilometri e chilometri per trovare un’azienda adatta che fosse in grado di prenderla sul serio per produrre il suo prodotto. Spanx oggi un brand conosciuto ed imitato in tutto il mondo, indossato da tutte le celebrities sui red carpet e francamente, al più presto penso che me ne comprerò un modello anche io!

 

Cecilia Sardeo, Mindavalley

Imprenditrice Online

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Cecilia è la co-fondatrice e CEO di Mindvalley Italy, e l’ideatrice di progetti web di grande successo, come Omnama.it e Webilicious.it.

Dopo la laurea, Cecilia salta da un lavoro all’altro e, come puoi ascoltare in questa intervista, è piuttosto insoddisfatta. Trasferitasi a Kuala Lumpur, inizia a lavorare presso Mindvalley, una delle principali società americane di e-publishing. Inizialmente, ricopre il ruolo di addetta all’assistenza clienti e se ascolti la sua intervista scoprirai come questa esperienza apparentemente semplice, le abbia dato tantissimi insegnamenti e consapevolezza. 

Con determinazione, diventa poi SEO strategist junior. Ricoprendo questo ruolo, acquisisce molte conoscenze che condivide con gli utenti italiani attraverso il suo blog. Il blog di Cecilia diventa un successo e la porta a creare una vera e propria collaborazione con Mindvalley, che dà vita alla branca italiana dell’azienda.

Cecilia lavora su molti progetti online e può vivere una vita su misura per sé, viaggiando per il mondo e godendo la libertà che si è conquistata. Ho avuto modo di scambiare qualche chiacchiera con lei sul web e posso dirti che è una donna che mi piace: molto disponibile, gentile e con una grande chiarezza interiore. L’ultima sua passione grande, lo yoga, è diventata la fonte di ispirazione del suo lavoro degli ultimi mesi ed ha dato origine ad un bel progetto che puoi scoprire cliccando qui. Zenward

 

Claudia e Cristina, Sheer Flowers

Socie per trasformare una passione in business 

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Claudia e Cristina sono le socie dietro a Sheer Flowers, un’attività che si occupa di allestimenti floreali per matrimoni ed eventi, in Italia e all’estero. Ho avuto il piacere di conoscere e lavorare come coach con Cristina personalmente, nel momento della sua vita in cui stava
mettendo a fuoco in quale direzione professionale dirigersi e posso dirti che è stata una cliente eccezionale

Man mano che parlavamo ed esternava le sue passioni, i suoi desideri e i suoi sogni, metteva a fuoco la sua visione ed è riuscita ad implementarla in modo fantastico rendendola presto una realtà.

Un pizzico di aiuto ce l’ha messo l’Universo, facendole incontrare Claudia: Claudia e Cristina sono infatti il perfetto connubio tra creatività ed organizzazione.
Lavorano entrambe in ambiti diversi dell’organizzazione di eventi e, quando si rendono conto che unire le proprie capacità sarà il loro punto di forza, decidono di fondare insieme Sheer Flowers.

Voglio farti riflettere su una cosa.

Talvolta, il successo sta anche nel trovare le persone giuste con cui avviare un progetto. Ciascuno di noi ha doti particolari, ma è forse carente di altre capacità che sono però essenziali per la gestione di un business.

Cercare di fare tutto da sole può essere un errore. Come nel caso di Claudia e Cristina, il segreto del successo è proprio lavorare con qualcuno con cui ci si complementa a vicenda

Pensaci e ragiona sull’ipotesi di coinvolgere qualcuno di bravo nel tuo progetto, chissà che non sia la svolta!

 

Tan Le, Emotiv

Imprenditrice nel settore della tecnologia

Quella di Tan Le è una storia bellissima. Nel 1982, arriva in Australia come rifugiata, procede gli studi e si laurea in legge e commercio.

Oggi, Tan Le è un’imprenditrice nel settore della tecnologia. Non parliamo però di tecnologia di uso quotidiano, ma di tecnologia altamente rivoluzionaria.

Tra i suoi punti di forza, vi sono la capacità di creare prodotti semplici nella loro complessità, ed accessibili.

A questo proposito, ti consiglio di guardare il video qui sotto. Potrai capire esattamente di cosa sto parlando.

[Per attivare i sottotitoli, clicca “Subtitles” e seleziona l’Italiano. ]

 

Si può dire che, sia per la sua storia personale che per il contributo alla scienza attraverso l’applicazione di tecnologie rivoluzionarie, Tan Le sia indubbiamente un’imprenditrice di grande successo. 

 

Rachel Mansur e Floriana Gavriel, MansurGavriel

Giovani imprenditrici “di lusso”

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Passiamo ora ad un settore completamente diverso, un settore che ha a che vedere con il mio “primo amore, ” ovvero la moda e il lusso. Parliamo di due nuove imprenditrici che non hanno abbandonato i loro sogni a causa della situazione economica. Anzi! L’hanno vista come un’opportunità per distinguersi nel mercato.

Rachel Mansur e Floriana Gavriel sono le co-fondatrici del brand MansurGavriel, che produce borse ed articoli di pelletteria. Rachel e Floriana sono sempre state affascinate dal mondo degli articoli di lusso; si rendono però conto che per molte persone tali prodotti siano, semplicemente, troppo costosi.

Per questo, decidono di creare una linea di borse che hanno un design ed una qualità al livello dei brand più conosciuti, ma anche un prezzo molto competitivo.

La linea di borse attira subito l’attenzione di blogger e riviste di moda, a tal punto che il sito web non regge il volume di traffico all’apertura degli ordini : un successo straordinario!

Seppure la domanda non manchi (di fatto, molte persone non riescono ad acquistare una borsa e ci sono infinite liste d’attesa per accaparrarsene una) Rachel e Floriana decidono di restare coerenti alla loro idea di partenza e di non compromettere la qualità dei prodotti per produrne di più. In fondo, questo è proprio il loro punto di forza.

Maria Popova, Brain Pickings

Blogger e raccoglitrice di idee

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Maria Popova è una blogger, scrittrice e content curator, della quale sono “addicted” da un po’ di anni. Chi è un “content curator”? E’ un professionista che legge ed analizza una grande quantità di informazioni, selezionando per i suoi lettori solo quelle di maggiore valore e presentandole con cura e chiarezza, nel migliore dei modi.

Il lavoro di Maria è la riprova del valore straordinario delle informazioni.

Sul blog Brain Pickings, non troverai testi ed articoli su uno specifico argomento – piuttosto, una raccolta di contenuti che stuzzicano la mente e stimolano l’interesse.

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è il modo di lavorare di Maria. Gestire Brain Pickings richiede all’incirca 450 ore di lavoro mensile (che equivalgono a circa 15 ore ogni singolo giorno del mese!). Questo include la lettura di migliaia di contenuti, la selezione di quelli migliori da proporre agli utenti e la scrittura dei testi per il sito – solo quest’ultima attività richiede tra le 4 e le 8 ore al giorno.

Secondo me, il successo di Maria è stato quello di creare per sé un lavoro che la appassioni a tal punto da voler dedicare ad esso gran parte della giornata.

Se vuoi un consiglio spassionato, iscriviti alla sua newsletter: la domenica mattina arriva nella tua posta ed è un vero piacere leggerla e gustarsela con calma.

 


Queste sono le sei storie di imprenditrici che ho selezionato per la guida di oggi. Spero che leggendole, tu abbia tratto ispirazione e motivazione per i tuoi progetti.

Come al solito, ora mi farebbe piacere continuare a parlarne nei commenti qui sotto.

Fammi sapere se conosci altre storie che vorresti condividere e cosa ne pensi di quelle che ho incluso in questo post.