Come trovare i tuoi clienti ideali

L’episodio 004 del Total Freedom Monday Lab è davvero molto interessante per chi vuole capire come trovare il proprio cliente ideale.

Il video in breve

Prima capiamo insieme perchè avere un cliente ideale è così importante per avere successo nel proprio business

E poi ci focalizziamo bene su come fare ad individuarlo e mettere in chiaro i criteri che ci permettono di riconoscerlo, incontrarlo, piacergli ed attrarlo a noi e alle nostre offerte.

 

[Ti è piaciuto questo episodio? Per favore, lo condivideresti per me? Più persone lo condividono e più riuscirò a mantenere gratuite e prive di pubblicità queste video lezioni! Hai bisogno di formazione più approfondita, vuoi capire insieme a me chi può essere il tuo cliente ideale?  Parliamone: dai un’occhiata alla mia Discovery Session.]

Cos’è un calendario editoriale e come si fa

A grande richiesta di molte delle mie lettrici e clienti, oggi rispondo ad una domanda che ho ricevuto spesso di recente: cos’è un calendario editoriale e come si fa.

In questo articolo, parliamo del calendario editoriale da realizzare per un blog – e se ancora non ne hai uno, leggi qui come mai invece ti converrebbe crearlo – , ma molti degli accorgimenti che trovi qui li puoi applicare anche per la stesura della tua newsletter o per la gestione dei post sui tuoi social media.

Il calendario editoriale è un calendario nel quale inserisci, in una determinata data, i titoli degli articoli che pubblicherai sul tuo blog. Fino a qui, piuttosto semplice. Giusto?

Ma capiamoci bene.

Non si tratta semplicemente una pianificazione della tua agenda, per ricordarti che il tal giorno tu devi pubblicare il tal post.

Un calendario editoriale è molto di più. 

L’obiettivo di creare un calendario editoriale è scrivere testi mirati, interessanti e utili ai tuoi lettori, applicando una strategia precisa che hai studiato con calma a tavolino e che ti fa realizzare un lavoro di content marketing efficace.

( se vuoi scoprire cos’è il content marketing, ne ho parlato qui)

Diciamo, in poche parole, che è il mezzo attraverso il quale fai conoscere al tuo potenziale cliente quel che tu sai, sai fare e che soprattutto, puoi fare per lui, prima incuriosendolo, poi dandogli informazioni e poi invogliandolo ad acquistare le tue offerte.

Un calendario editoriale ti garantisce una struttura per assicurarti che il tuo blog lavori per la tua attività duramente almeno quanto te.

Avere un calendario editoriale per il mio blog ha cambiato la mia vita.

Una volta, nel mio vecchio blog, infatti scrivevo solo quando avevo l’ispirazione, cosa che un sacco di persone fanno.

E in fondo non c’è nulla di sbagliato: è bello scrivere quando si è ispirate. Ma non basta!

Ho iniziato poi a darmi una scadenza settimanale alla quale cercavo di attenermi pubblicando, ad esempio ogni giovedì.

E questo in un primo momento ha funzionato bene: poi c’è stato il giorno in cui ho dimenticato ( vedi procrastinato) di scrivere il mio post e mi sono ritrovata last-minute la sera prima a scrivere, restando sveglia fino a tardi per tirare fuori  qualcosa. Forse non è stato il miglior post di sempre, ma l’ho pur sempre pubblicato. Ma capisci da sola che quell’articolo non è stato proprio uno dei migliori.

Poi c’è stata la settimana in cui ho avuto vari impegni contingenti e non ho pubblicato nulla.

E quella settimana poi sono diventate due.

Morale, in un mese, un articolo e fatto anche un po’ alla bell’e meglio.

E’ lì che ho capito che stavo perdendo tempo e che era il caso di realizzare un calendario editoriale.

Molte pensano che un calendario editoriale serva ad evitare il “blocco dello scrittore” davanti allo schermo bianco.

Ma questo è solo uno dei vantaggi.

Se infatti vuoi usare il tuo blog per aiutarti a trasformare i tuoi lettori in fan sfegatati e clienti, devi avere un  PIANO per capire come ottener questo risultato.

COME SI FA

#1 Crea un Profilo del tuo lettore ideale

Come sai, il primo consiglio che do a chi ha una sua attività in proprio è sapere a chi vende e quindi conoscere il profilo del proprio cliente ideale.

Lo stesso concetto vale per il blog.

Non stai parlando a tutto il World Wide Web , non stai parlando nemmeno a buona parte del World Wide Web.

Stai rivolgendoti ad un archetipo preciso di persona e quando ti legge il tuo lettore ideale rivedrà se stesso nelle tue parole.

Si sentirà compreso e avrà voglia di leggerti, seguirti e pian piano di creare una relazione con te.

nb: La persona che è pronta a comprare non è sempre la stessa persona che ha bisogno di conoscere chi sei, come la pensi e cosa fai. Tienilo a mente!

#2 Stabilisci un obiettivo

Nello scrivere un post, puoi avere diversi tipi di obiettivi.

  • Primariamente “aiutare ed educare” ovvero fornire informazioni e know-how della tua disciplina scrivendo e comunicando con un linguaggio semplice, rivolgendoti direttamente al tuo lettore. 
  • Poi “ispirare e motivare”, quindi ad esempio raccontare storie tue personali o magari anche di altri , storie che possano sostenere il tuo credo, la tua filosofia e che siano allineate al tuo modo di proporre i tuoi servizi.
  • Un altro obiettivo potrebbe essere di carattere commerciale. Poniamo che tu a maggio abbia in programma di lanciare un nuovo servizio o una nuova offerta. Anche il tuo blog può lavorare per condurre il tuo lettore ad essere interessato a questa offerta. E quindi nel mese di aprile scrivere post mirati a trattare l’argomento del tuo servizio, sviscerandolo da più punti di vista per avvicinare il tuo lettore e condurlo ad essere un potenziale acquirente.

Il mio consiglio è quello di mantenere questa ultima tipologia di post, ovvero quelli con obiettivo commerciale, in una percentuale notevolmente bassa: massimo 5 ogni 100.

#3 Parla di argomenti che coinvolgono

Di questo argomento posso fare – e farò – un intero post dedicato, entrando più specificamente nei vari dettagli: creare contenuti di marketing accattivanti è un’arte affascinante che richiede tante riflessioni.

Ma intanto ti dico la cosa più importante.

Ascolta il tuo pubblico e usa le sue parole. ( Ne avevo parlato anche qui ).

  • Quali sono le domande che ti fanno più spesso?
  • Quali sono le difficoltà che molti di loro hanno e condividono?

E’ proprio di questo che tu parlerai ovvero dei loro problemi e delle soluzioni che tu conosci e che puoi spiegare e proporre.

Devi offrire valore.

  • In che modo puoi aiutare chi ti sta leggendo?
  • Hai consigli pratici da offrire oppure dritte da addetti ai lavori che puoi condividere?
  • Hai una tua storia personale da raccontare per ispirare i lettori e spiegare loro come hai avuto anche tu la loro medesima difficoltà e come l’hai superata.

Più do, meglio è.

Se ti attieni a questo principio, allora il tuo contenuto sarà amato, seguito ed apprezzato.

#4 Crea contenuti “alternati”

Ti propongo oggi una formula che contiene 4 importanti parole chiave, per farla diventare la tua traccia ogni volta che scegli di cosa parlare.

Hai mai sentito parlare della formula AIDA?

E’ una vecchia formula rappresentata da un acronimo.

Attenzione | Interesse | Desiderio | Azione

E tu puoi usarla, nella creazione del tuo calendario, creando il giusto equilibrio di articoli tra i 4 elementi.

Attenzione

Nella fase dell’attenzione cerchi di avvicinare a te il pubblico.  Potrebbe essere un post sotto forma di guida, un manifesto. Un contenuto che speri diventi virale.

In pratica: Diciamo , ad esempio, che sei una social media manager che si rivolge ad un pubblico di freelance e solopreneur non ancora del tutto avviati, il tuo post in questa fase potrebbe essere qualcosa come “ I 10 benefici principali del Social Media Marketing” oppure “ Perché io credo nei Social Media e perché dovresti anche tu”

Interesse

Questa è la parte difficile. Attirare l’attenzione potrebbe essere facile, mantenere poi l’interesse diventa una sfida più grande: questi sono i post in cui mostri quel che vali e ti focalizzi sul problema del lettore in modo da fargli capire che sai cosa sta passando e farlo diventare consapevole e desideroso di risolvere il problema.

In pratica:  Continuando con il nostro esempio, un articolo che potresti scrivere in questa fase è “ Come io gestirei i Social di Kim Kardashian e perché” oppure “ Come farti notare tra mille concorrenti? E’ più dura di quel che pensi.”

Desiderio

Costruire da zero un desiderio è impegnativo, ma è possibile far leva ed

aumentare il desiderio che le persone già potrebbero avere per qualcosa che offri. Questo genere di posti dovrebbero venire proprio prima del lancio di un prodotto ed eliminare le obiezioni, far in modo che le persone ti credano con con prove concrete e aiutarle ad immaginare che cosa sarebbe la vita grazie al vostro servizio o prodotto.

In pratica: In questa fase potresti raccontare una case history di un lavoro fatto per un tuo cliente e scrivere “ E se io avessi la soluzione ai tuoi problemi?”

Azione

E alla fine, l’azione che è contenuta primariamente nella tua landing page ma può anche essere un post che lancia il tuo prodotto. Dovrebbe ricordare al tuo lettore tutti i passi attraverso cui l’hai condotto e deve contenere l’offerta giusta con il giusto valore.

In pratica: In questo caso, dovresti scrivere un post che poi diriga alla sales page e che ricordi al tuo lettore cosa ha attirato la sua attenzione, quali siano i suoi problemi, come tu ne sia consapevole e come tu li puoi risolvere.


Ora tocca te.

Entra in azione e scrivi almeno 12 titoli per il tuo blog: considerando una pubblicazione a settimana, sarà così che realizzerai il tuo calendario editoriale per i prossimo 3 mesi.

Se hai domande o dubbi, scrivile qui sotto nei commenti così se posso, ti aiuterò volentieri.

[ Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con le tue amiche ]

Come capire se la mia idea è giusta per un’attività in proprio

Eccoci al terzo episodio del Total Freedom Monday Lab.

Nella puntata di oggi parliamo di come fare a capire se la tua idea è giusta per creare un business oppure no.

Il video in breve

  1. Nella prima parte del video di invito a rispondere a 4 domande che devi porre a te stessa per scoprire quanto sei pronta veramente a creare un’attività in proprio basata sulla tua idea.

Sono domande molto interessanti e semplici le cui risposte, se date con estrema onestà, possono sinceramente farti comprendere quanto la tua idea sia quella giusta per un business tutto tuo.

  1. Nella seconda parte del video ti suggerisco due attività di raccolta informazioni preziose che puoi fare subito, prima ancora di partire, per chiarirti le idee e testare il mercato.

Guarda il video e scopri i semplici ma pratici consigli che di solito do anche alle mie clienti.

[Ti è piaciuto questo episodio? Per favore, lo condivideresti per me? Più persone lo condividono e più riuscirò a mantenere gratuite e prive di pubblicità queste video lezioni! Hai bisogno di formazione più approfondita, vuoi capire se la tua idea è monetizzabile?  Parliamone: dai un’occhiata alla mia Discovery Session.]

4 Errori che ho compiuto quando ho avviato la mia attività

1PIN (1)

Parto con la cattiva o con la buona notizia?

Alcune delle più sconfortanti statiche dicono che le attività in proprio falliscono entro i primi due anni.

Bene, ok. Questa era la brutta notizia. Ma la buona notizia è che sappiamo perché questo succede: e quindi possiamo evitarlo!

Un misto di fattori, tendenzialmente due grandi motivi: confusione totale su cosa fare e come farlo + totale solitudine nel valutare e decidere le migliori azioni e strategie.

Quindi, se hai avviato la tua attività da poco tempo, sappi che è normale che tu ti senta un po’ abbattuta perchè le cose non vanno come ti aspettavi o come vorresti.

Lo dico sempre che c’è una soluzione per tutto, ma prima di arrivare a parlartene , ti racconto due parole sul mio percorso per arrivare dall’inizio ad oggi.

Quando ho iniziato come Life Coach , desiderosa di “coachare” tutto il mondo, oramai 9 anni fa, ero piena di entusiasmo e aspettative. Non vedevo l’ora di prendere la mia certificazione e buttarmi a capofitto nel mondo per aiutare un sacco di persone. Ero bella carica e pronta a fare la differenza per la quale mi sentivo davvero “chiamata” , come avessi ricevuto una specie di vocazione!

6 mesi dopo avere iniziato ero a terra totalmente, 3 o 4 clienti – in 6 mesi! – e tre risparmi avanzati dal vecchio lavoro nel mio conto in banca! Disastro!

Non riuscivo a capire come fosse possibile. Ero brava nel mio campo. Ero preparatissima. Ero determinata. Avevo anni di esperienza professionale alle mie spalle.

E allora perché mi stava succedendo tutto questo?

Ero da sola senza una mappa per il successo, nessuno con cui parlare e nessuno che mi desse qualche dritta valida.

Ma non ho mollato! Ero davvero determinata a riuscire a fare bene con il mio lavoro di coaching.

Era una combinazione di puro ottimismo, atteggiamento “fierce” alla Beyoncè e una PROFONDA passione che mi faceva andare avanti.

Lo so che capisci quel che dico perché anche tu condividi con me questa passione per quel che fai : questo grande amore per  il tuo lavoro.

Ma tutto questo, seppur fondamentale, non era sufficiente.

Ora la mia attività finalmente è sostenibile e mi ecco perché oggi voglio condividere con te 4 terribili errori che ho fatto nel mio primo anno di attività così tu li possa evitare!

Tweet: Ottimista è chi si rende conto che fare un passo indietro dopo averne fatto uno avanti non è un disastro. E’ più un cha cha cha

 

ottimista

 

I 4 terribili errori che mi hanno fatto impazzire nel mio primo anno di attività e come tu puoi evitarli.

Errore #1 Non sapere a chi stai vendendo e perché

Questo è il pezzo assolutamente più importante per ogni donna in proprio, soprattutto nelle attività di freelance, consulente e coach in tutti i settori. Quando ho avviato la mia attività di coaching, avevo il desiderio di aiutare tutti e il mio messaggio era generico e piuttosto vago: ecco perché è andata a finire che invece che aiutare tutti, non aiutavo nessuno.

Se non sai con precisione a chi puoi essere utile e quale sia il tuo cliente ideale, quali le sue difficoltà e quali i suoi desideri, le tue offerte non saranno appetibili per nessuno.

Dopo avere smesso di rivolgere i miei servizi a chiunque ed avere definito con chiarezza cristallina chi erano le persone con cui mi sarebbe piaciuto lavorare e con le quali avrei sicuramente potuto ottenere dei risultati concreti, la mia attività ha preso un’impennata incredibile dandomi la forza e il coraggio di andare avanti ed osare sempre di più.

Da fare: definire il tuo target e il tuo cliente ideale

Errore # 2 Un mindset da fifona

Il mio primo anno di attività in proprio è stato pieno zeppo di paure.

Paure di investire nella mia attività, paura di non trovare i clienti con cui lavorare e paura di raccontare chiaro e tondo il mio “messaggio” al mondo: in altre parole, paura di parlare apertamente di me stessa e delle mie opinioni.

La mia attività è cambiata radicalmente quando ho toccato il fondo dopo avere dedicato quasi un anno a lavorare 10 ore al giorno e a non avere raccolto un granchè. Sapevo che dovevo far funzionare le cose. A. Tutti. I Costi. Oppure semplicemente smettere. Indovina cosa ho scelto? Mi sono rinforzata lavorando molto su me stessa per tirare fuori il mio potere femminile e comportarmi con l’atteggiamento che ha una piccole imprenditrice da svariate migliaia di euro di fatturato. Mai sentito dire ” fake it until you make it”?

Fai finta fino a che non ce la fai! Ecco, funziona spesso così. Assolutamente vero e provato sulla mia pelle.

Quando cambi la tua mentalità e smetti di pensare in piccolo , quando raccogli le forze prendendole dentro di te ed inizi a credere in te stessa, allora anche le circostanze esterne cambiano.

Da fare: smetti di guardare le altre e pensare che siano bravissime mentre tu non vali nulla. Loro sono bravissime ma anche loro hanno avuto un inizio e anche loro hanno avuto paura. Leggi qui quali convinzioni devi sviluppare per essere una brava piccola imprenditrice e qui per imparare un esercizio unico per lavorare sulla tua sicurezza interiore.

Errore # 3 Non avere modelli di business e strategie di marketing che sostenessero la mia attività

Quando ti metti in proprio devi seriamente prendere in considerazione l’idea di fare un business plan e di avere delle basi solide nella struttura della tua attività: organizzazione, aspetti legali e contabili, sistemi per gestire l’agenda e gli impegni.

Inoltre, importantissimo! – è fondamentale avere una strategia di Marketing per dare continuità alle tue entrate e coltivare, l’avviamento prima e la crescita poi, ogni singolo mese.

Da fare: pensa seriamente all’idea di lavorare sul tuo business plan e sul mettere a fuoco una strategia iniziale di marketing. Qui trovi il mio corso online ” Non solo Business Plan” dedicato a questo tema, per chi inizia.

Errore #4 Non avere il supporto e la guida di un esperto che mi facesse da mentore

All’inizio pensavo fosse solo questione di buona volontà: di studiare libri giusti, seguire i corsi giusti e prendere ispirazione da come facevano gli altri. E diciamo che in parte questo ha funzionato! Solo dopo avere capito che da sola ci avrei messo una vita, ho deciso di “assumere” un mentore, un coach anche per me stessa. E questa è stata la migliore decisione che io abbia preso per me stessa e per la mia attività.

Tutte le persone di successo che conosco lavorano affiancati da mentori, guide e coach e offrono loro guida, supporto e opportunità di confronto per permettere loro di raggiungere ottimi livelli di prestazioni.

Da fare: valuta la possibilità di farti aiutare da qualcuno che ti supporti nel chiarirti le idee su quali siano le tue priorità adesso e quali i modi migliori per raggiungere i tuoi obiettivi.  Da quando ho lavorato con un mentore, ho cambiato completamente prospettiva e risultati. Perciò se c’è qualcosa che ti trattiene, smetti di arrovellarti e perdere tempo: concediti l’aiuto che ti serve. Se vuoi il mio parere o il mio, di aiuto, ho creato un servizio molto approcciabile adatto a te. Clicca qui per scoprirlo.

 

Ora tocca a te. Scrivimi qui sotto nei commenti che fase stai vivendo nella creazione e crescita della tua attività.

Chiedimi consigli se vuoi oppure dimmi come tu hai superato con successo le tue piccole e grandi sfide imprenditoriali! Ti leggo con piacere.

[Ti è piaciuto questo articolo? Per favore, lo condivideresti per me? Più persone lo condividono e più riuscirò a mantenere gratuite e prive di pubblicità queste informazioni! Hai bisogno di formazione più approfondita?  Parliamone: dai un’occhiata alla mia Discovery Session.]

Come attrarre il tuo cliente ideale usando le parole giuste

Usare le parole giuste è una delle chiavi del tuo successo: fidati di me che son anni che mi occupo di comunicazione e che ho visto e provato sulla mia pelle la differenza tra parlare e scrivere utilizzando le parole “calzanti” con il mio pubblico e il non farlo! Come piccole imprenditrici della nuova era, una delle sfide che dobbiamo affrontare è quella di usare le parole giuste per fare comprendere ai nostri clienti ideali, il valore di quello che offriamo.

Soprattutto quando quello che offriamo non è tangibile – quindi non è un prodotto “fisico“, ma un servizio – o  quando rientra nella sfera dei lavori “nuovi”, non convenzionali e diversi, rispetto alle professioni universalmente conosciute. Per dirla in poche parole, quando svolgi un lavoro che non riesce a capire nemmeno tua mamma!

E sono certa che, se stai creando una tua attività in proprio da zero e stai seguendo i consigli che trovi in questo sito, hai capito anche tu quanto sia fondamentale essere autentiche ed originali, evitando come la peste di copiare altri o porsi in modo smaccatamente simile a loro.

Partiamo subito col dire che io so bene che tu hai un grande valore da offrire al mondo.

Ma quando ti trovi a sederti con calma per elaborare un testo per parlarne: ti prende il blocco!

Butti giù qualche riga e poi rileggi, ma ti suona strano. Un po’ noioso. Non ti rappresenta!

Le idee ci sono ma le parole non gli rendono giustizia.

Non sai quante volte l’ho visto accadere con le donne con cui lavoro.E quante volte ho dovuto aiutarle a costruire, parola per parola, i loro testi.

Se anche tu stai vivendo questo tipo di frustrazione, non preoccuparti, sei nel posto giusto.Vediamo un po’ insieme come fare.

Prima di tutto ci tengo che tu capisca che usare un linguaggio imprenditoriale non deve per forza voler dire usare un linguaggio noioso e che avere uno stile professionale non deve per forza dire essere formale. Puoi essere amichevole, utilizzare uno stile conversazionale e allo stesso tempo essere professionale. Ricordati che più sarai te stessa e più chance hai di attirare il tuo cliente perfetto.

Seconda cosa, ti invito a riflettere su un concetto molto semplice del quale ho parlato qui : quando tu crei un servizio e lo vuoi vendere è importante che ti ricordi che devi vendere quel che il tuo pubblico vuole e non quello che tu pensi che voglia!

Vendi quel che vuole il tuo cliente ideale e non quel che tu pensi che lui voglia

 

Se ad esempio tu sei una bravissima massaggiatrice shatsu e sai che i tuoi massaggi riescono a risolvere i problemi dei tuoi clienti a livello molto profondo, lavorando non solo sul corpo fisico, ma anche sull’energia e sulla dimensione spirituale, non ti ostinare a volere proporre e spiegare con testi lunghi e poco comprensibili ai più tutto questo; quando magari sai che la maggior parte dei tuoi clienti vogliono “solo un massaggio per rilassarsi e sciogliere i muscoli” e che scrivono email di richiesta dicendoti proprio ” voglio un massaggio per rilassarmi e sciogliere i muscoli”. Per un po’ proponi massaggi per rilassarsi e sciogliere i muscoli, cara mia! E solo quando avrai instaurato un rapporto più profondo e di fiducia con il tuo cliente e consolidato il tuo business, potrai permetterti di spiegare anche gli effetti più profondi del tuo lavoro, senza che li trattino con superficialità o scetticismo e senza che ti allontanino non capendo il valore di quel offri.

Mi spiego?

Andiamo alla pratica ora e ti invito a svolgere subito questo semplice lavoro che ti aiuterà in modo incredibile a scegliere le parole giuste per descrivere quanto vali e farti apprezzare dai clienti giusti per te.

Step 1 Crea la tua Copy Box

Come già sai è importantissimo sapere chi siano i tuoi clienti ideali in modo che tu possa “incontrarli” dove si trovano e creare un rapporto sincero comunicando letteralmente con il loro linguaggio.  Ed ecco che entra in gioco la nostra “copy box” : cosè?

Letteralmente una copy box è una “scatola del copy, ovvero scatola dei testi” ed è uno strumento che può cambiare la tua comunicazione adesso e per sempre. In pratica non è altro che un file di Word, un Google doc un file di Evernote – anche un pezzo di carta! qualsiasi cosa tu voglia usare va bene –  nel quale tu raccoglierai le parole, le frasi, i testi che i tuoi clienti ideali utilizzano più spesso quando parlano con te dei loro problemi e di come tu potrai risolverli.

Bada bene, non dovrai tenere traccia solo degli argomenti e dei temi più richiesti da loro , ma proprio delle parole esatte che i tuoi potenziali clienti usano per descrivere quello che vogliono e quel di cui hanno bisogno ( prodotti, programmi o servizi) proprio da te. Perché QUESTE parole magiche , ossia le loro, sono quelle che attireranno la loro attenzione.

Puoi usare la copy box per tenere traccia anche di quel che amano e quel che odiano: il tuo obiettivo finale è quello di comprendere in modo sempre più chiaro a cosa loro diano valore in modo da aiutarli a vedere quel che tu offri come la migliore soluzione. [Sempre che sia la migliore soluzione, ovvio! Non è proprio il caso di manipolare!]

Veniamo ora a come fare per riempire la tua Copy Box.

PAROLE GIUSTE

Step #2 Chiedi

Puoi semplicemente CHIEDERE ai tuoi potenziali clienti attraverso un sondaggio: puoi usare SurveyMonkey ( io lo uso spesso) , oppure Google form o anche un post del tuo blog. Infine, attività più semplice possibile, in una chiacchierata dal vivo o al telefono!

Chiedi al tuo cliente potenziale quale sia il suo problema, quale la sua soluzione ideale e quali tentativi abbia già fatto per ottenere dei risultati.

L’ideale è rivolgerti a persone che siano nel tuo “target” e non a chiunque, perché rischieresti di ricevere informazioni generiche e non utili al tuo scopo.

Ecco qui alcune domande che potresti porre

  • Quali sono le tue tre più grandi frustrazioni in questo settore? (ovviamente farai riferimento a quel di cui ti occupi tu)
  • Quali i tuoi problemi?
  • Quanto è importante è per te gestire questo problema?
  • Ha mai pagato un prodotto/servizio come questo?
  • Se si, secondo te cosa si dovrebbe pagare effettivamente per prodotti/servizi come questo?
  • Che cosa ti piace di più a riguardo?
  • Cos’è che ti dà fastidio nell’acquistare questo tipo di prodotto/servizio?
  • Qual è la soluzione perfetta secondo te in questo settore?

 Step 3 # Ascolta

Dopo avere posto le domande, ascolta! Ascoltare è la chiave per scoprire queste parole, oltre che essere la chiave per qualsiasi relazione, personale e professionale!

Tutti vogliamo essere ascoltati e quando sentiamo che qualcuno si prende del tempo per darci attenzione sul serio siamo maggiormente ben disposti a credere loro e ad ascoltare quel che hanno da dire. Ecco perché dopo avere posto le domande, non ti resta che metterti in ascolto e compilare scrivendo, la tua copy box, con tutte le parole chiave che i tuoi interlocutori utilizzeranno. Sia per iscritto che a voce.

Non usare il tuo linguaggio, usa il loro. Perciò se scrivono ” voglio essere più sicura di me perché mi sento fragile quando espongo le mie idee”, non riassumere con un semplice ” aumentare autostima”. Ricordati che la copy box e la scatola che raccoglie le loro parole, non le tue!

 


 

Ricapitoliamo velocemente quel che puoi fare per definire le parole giuste per attirare i tuoi clienti:

  • Fai sondaggi tra i tuoi potenziali clienti oppure scopri dove il tuo cliente ideale condivide le sue idee: dalle pagine di Facebook ai gruppi. Su Twitter. Nei blog di attività simili alla tua. Nei forum di discussione. Nelle associazioni e nei club. Tra le tue conoscenze!
  • Osserva come parlano delle loro sfide, desideri, frustrazioni e altri interessi.
  • Ascolta e leggi con attenzione.
  • Prendi appunti. Salva emails. Fai degli screenshot dei commenti che ti sembrano utili
  • Usa le LORO vere parole per attirare la loro attenzione nei tuoi testi e poi, ovviamente, aggiungi il tuo stile al resto del resto!

 

Ora amica mia, non ti resta che provare. E sai che io sono qui, a tua disposizione, per rispondere alle tue domande e ai tuoi commenti, ti basta solo scrivermi. Usa le parole giuste, eh? 😉

Un diamante è per sempre, un progetto di business non proprio

Il tuo progetto di business non è per sempre: è qualcosa di fluido, in continuo divenire.

Segue i tuoi mutamenti e quelli del tuo mercato di riferimento, segue i trend e i periodi. Cresce con te e con la tua evoluzione.

Insomma, un business non resta mai uguale nel tempo al primo giorno in cui è stato creato: anzi, se così fosse, rischierebbe di perire abbastanza facilmente.

Quindi se un diamante è – forse – per sempre un progetto di business non proprio: se proprio vogliamo scegliere un buon “claim” per quando avviamo un nuovo progetto, io direi che è più una cosa stile “ o adesso o mai più!”

Uno dei più grandi problemi che abitualmente le mie clienti affrontano è il terrore di buttarsi.

La paura di iniziare.

Che sia la paura di scrivere il primo articolo del blog.

O quella di pubblicare il proprio nuovo sito.

La paura di fare quella telefonata. O quella di scrivere un’email.

Se avessi ricevuto 10 euro ogni volta che una cliente mi ha detto “ non mi sento pronta per farlo”e se non sono abbastanza pronta?” a quest’ora sarei davvero molto, molto ricca.

Il titolo che ho scelto è un po’ provocatorio ( sì lo so, cosa non si fa per fare leggere i propri articoli, eh?) ma il concetto che voglio esprimere è molto semplice: tutto quello che fai, può essere corretto, sistemato, aggiustato strada facendo!

Ebbene sì.

Se oggi avvii la tua attività online e pubblichi il sito con un testo che non ti sembra perfetto, incredibile ma vero, potrai tornare a sistemarlo e renderlo più calzante tra qualche giorno. O magari tra un mese. Ad esempio dopo avere ricevuto i primi feedback o avere testato come funziona.

A maggior ragione con il sito, sappi che il lavoro non è mai finito. Ci tornerai su un sacco di volte per aggiornare e riaggiornare.

Questo “work in progress” vale anche con la definizione del cliente ideale: certamente puoi identificarlo all’inizio – anzi, come ho scritto qui, ti suggerisco caldamente di farlo – , ma se sei incerta su un paio di dettagli, non permettere a questa incertezza di non farti partire.

Avrai sempre modo di aggiustare il tiro strada facendo.

ORA

E’ un po’ come quando da ragazzina imparavi a truccarti.

La prima volta che hai messo il fondotinta, forse non sei stata proprio perfetta.

Forse sei uscita di casa con un bell’effetto cerone, il viso due volte più scuro del tuo normale tono , mentre il collo appariva di un bianco latte accecante?

O forse hai messo un correttore per occhiaie troppo chiaro assicurandoti quell’effetto panda che tutte noi, nella vita, almeno una volta abbiamo provato.

Questo però non ti ha impedito di truccarti ed uscire; e posso scommettere che dopo due o tre giorni  hai imparato velocemente come truccarti meglio.

E’ un po’ come una scala a chiocciola. Mentre sali ti sembra di girare in tondo, ma ogni giro che compi sali verso l’altro ( e migliori!).

 

Nel mondo del coaching di solito si fanno due domande di qualità alle persone che vogliono raggiungere un obiettivo.

  1. cosa smetterai di fare per ottenere il tuo obiettivo?

  2. cosa inizierai a fare per ottenere il tuo obiettivo?

Bene, oggi uso queste due domande per condividere con te due dritte che ho imparato in questi anni di attività in proprio.

  1. Cosa smettere di fare? Devi smettere di essere ossessionata dalla perfezione.

Come dicono i nostri amici americani “ really good, it’s good enough”.

( se è molto buono, è buono abbastanza).

Questo non significa che devi rinunciare alla qualità, ma significa piuttosto che devi trovare il giusto punto di incontro tra quel che ti fa sentir bene riguardo i tuoi servizi e quel che fa sentire altrettanto bene il tuo cliente.

2. Cosa iniziare a fare? Questa semplice sequenza in 3 passi.

  • Diventare consapevole del tuo valore ( ne parlo qui e qui)
  • Sapere bene chi può averne bisogno ( ne parlo qui)
  • Comunicare il tuo valore alle persone che possono averne bisogno nel modo più intelligente ed autentico possibile.

Nel momento in cui fondi chiarezza interiore con autenticità e buona comunicazione, allora è fatta!

Molte piccole imprenditrici faticano a fare questi 3 passaggi.

Ti faccio un esempio.

Se fossi una web designer potrei sottovalutare i miei servizi per il semplice fatto che sono molto veloce a progettare e creare un sito e perché ritengo che ci siano tante persone che possono fare la stessa cosa che faccio io.

Per risolvere il problema devo prima di tutto riconoscere che quel che faccio ha un valore e poi capire quali sono le parole che i miei clienti usano per descrivere il valore del mio lavoro.

Così non solo mi renderò conto di quanto io possa loro essere utile ma potrò chiedere un compenso adeguato e competitivo per il lavoro che svolgo.

C’è una frase che dico sempre.

Non vendere quel che tu credi che serva loro.

Vendi quello di cui loro hanno bisogno.

 

Come fare a capire quali parole usano “loro” sarà l’argomento del prossimo articolo, perciò mi raccomando resta sintonizzata.

Per il momento ti suggerisco di riflettere su questi argomenti e di approfittare di me facendomi qui sotto tutte le domande che ti vengono in mente e commentando liberamente.

Prevedere il tuo futuro? Crealo, anzi disegnalo

Prevedere il tuo futuro? Sì.

Mi sono data alla cartomanzia o alla veggenza? No!

Seguimi e ti spiego tutto!

Inauguro il primo post del blog quest’anno 2016, condividendo con te una risorsa molto divertente che sto usando anche io in prima persona e che ti permette di lavorare su te stessa in modo creativo, giocoso e divertente: trattasi semplicemente di “disegnare il tuo futuro”.

Ebbene sì: quale miglior modo di prevedere il tuo futuro se non crearlo?

Sono una grande fautrice dello stabilire obiettivi e fare progetti, e gennaio è il mese in cui si sprecano le liste di buoni propositi, progetti e piani per l’anno che inizia: io seguo sempre una certa routine a tal proposito, che inizia già a dicembre e che prevede di scrivere, scrivere e scrivere un sacco di cose. Se sei iscritta alla mia newsletter, nell’ultimo invio ho spiegato esattamente, passo passo, quel che faccio io e che puoi fare anche tu. ( Newsletter? Certo! Clicca qui se non sei nella mia lista, puoi subito inserirti e ricevere le mie anteprime e consigli speciali direttamente nella tua posta elettronica)

Quest’anno avevo voglia di sperimentare anche un approccio diverso che non fosse solo scritto, ma che coinvolgesse anche un’altra modalità espressiva.

Così mi sono ricordata di avere visto tempo fa un video di TED molto carino che ti vado a  postare qui sotto.

 

Lei sia chiama Patti Dobrowolski e si occupa di visual goal setting, in altre parole aiuta le persone, le aziende e i team a disegnare il loro futuro desiderato.

Alla base di questo approccio, un concetto molto semplice che condivido pienamente: noi creiamo quel che pensiamo la maggior parte del tempo. E cos’è che pensiamo?

Quel che immaginiamo nello schermo della nostra mente la maggior parte del tempo: quindi immagini.

Ecco perché molti maestri spirituali, coach e guru della crescita personale suggeriscono di “visualizzare”: perché aiuta a concretizzare nella realtà quel che tu desideri nella tua mente.

Alcune persone però fatica a visualizzare senza avere un’immagine che le ispiri, ed ecco che entrano in gioco vari tipi di supporto. Video, foto, slides, dreamboard e chi più ne ha più ne metta.

Patti qui, propone un’altra idea: se vuoi vedere il tuo futuro, disegnatelo!

prevedere il tuo futuro

Se hai guardato il video, hai capito che il procedimento è molto semplice.

:: Step #1 CONSAPEVOLEZZA

Capisci dove sei e disegnati. Raffigura lo scenario attuale mettendo in evidenza quel che funziona e quel che può essere migliorato.

:: Step #2 SOGNA IN GRANDE

( è qui che puoi prevedere il tuo futuro!)

Raffigura nello schermo della tua mente, quale versione di te vorresti realizzare nel tuo – imminente – futuro. E qui il consiglio è d’obbligo: non volare basso. Sogna in grande. In fondo, a mettere dei paletti fai sempre a tempo. Questa è la fase in cui essere ottimista, gioiosa e pensare che tutto sia possibile.

:: Step #3 DISEGNA

Adesso, senza stare troppo a pensare come fare, prendi in mano un pennarellino nero, o una matita e inizia a disegnare!

Se vai sul sito di Patti, trovi anche delle risorse gratuite molto carine – le ho usate anche io – , tra cui una serie di icone da cui ispirarti per raffigurare i vari aspetti del tuo scenario desiderato.

Visto che ti voglio bene e che mi segui sempre qui sul blog, ho deciso di condividere con te la prima bozza del mio futuro desiderato per il 2016.

Eccola qui sotto!

prevedere il tuo futuro

 

Come vedi, non si tratta certo di un capolavoro.

Ma rende l’idea e comunque ci sto lavorando su: sento che diventerà stupendo!

Mi fa piacere cosa ne pensi di questa proposta per l’anno nuovo : che ne dici?

Scrivimelo qui sotto nei commenti!

E, se vorrai metterla in pratica, sarò felice di osservare con curiosità ed entusiasmo il tuo disegno!

 

 

La differenza tra essere autentica e fare la stronza. Personal branding fatto con amore

Personal branding e business sono due parole che vanno a braccetto.

Creare una propria attività ha molto a che fare con parlare con autenticità di te stessa.

Come sai, io ho una smaccata passione per l’autenticità.

L’autenticità è a mio avviso una delle chiavi del successo. Se mi segui sai bene che continuo a ripetere questa frase come fosse una specie di mantra e non mi stanco mai di farlo presente.

L’autenticità è anche un’importante pratica di vita: essere onesti non solo con gli altri, ma soprattutto con se stessi è una delle migliori attività per migliorarsi e crescere. Penso che chiunque di noi lo abbia sperimentato sulla propria pelle, vero?

Dire onestamente chi si è e quel che si pensa, dovrebbe essere un allenamento quotidiano. Tanto più quando si crea un’attività in proprio.

Infatti creare un proprio business coincide spesso con raccontare chi sei , col raccontare la tua storia; perché è facendolo genuinamente e sinceramente che le persone giuste, i tuoi clienti ideali, sono attirate da te e desiderano conoscerti per poi comprare quel che offri.

Trattasi appunto di vero Personal Branding, ovvero di avere un piano per raccontare la tua autenticità declinata nell’imprenditoria e nella comunicazione. (Puoi leggere di più su questo argomento, cliccando qui , qui e qui.)

Le persone sono stufe della solita “fuffa” ed amano la verità. La genuinità.

E quello che spesso vado “predicando” è che mostrare non solo i nostri pregi ma anche la nostra vulnerabilità ci rende più interessanti, più veri, più credibili e le persone si fidano di più di noi.

Insomma, l’autenticità è davvero fondamentale!

Ma arriviamo al punto.

Da quando essere autentiche vuole dire per forza essere stronze?

Da quando essere acide è diventato di moda tanto da essere una sorta di “stile” di comunicazione?

Hai notato anche tu che ultimamente la tendenza di molte persone è quella di porsi in modo indisponente?

Io ho la sensazione che si stia facendo un po’ di confusione tra il voler condividere la propria competenza e opinione in modo autentico, con il criticare gli altri e usare uno stile dispettoso e polemico a tutti i costi.

Quasi come se scatenare una provocazione sia la miglior strada per comunicare.

Come se pontificare ed essere sgarbate e saccenti sia il miglior modo di fare personal branding!

Quando essere antipatici è diventato “cool”? 

Quando fare le pulci sull’altrui operato è diventato simbolo di serietà e preparazione?

Quando criticare sempre tutto e tutti è diventato garanzia di solidità professionale?

Pensavo che oramai fossimo oltre l’obsoleto modello degli anni passati, in cui le figure professionali femminili di spicco, dovevano per forza farsi la fama di isteriche scontrose e pazze, stile Il Diavolo Veste Prada!

Meryl-Streep-ne-Il-Diavolo-Veste-Prada

Meryl Streep nel film ” Il Diavolo Veste Prada”

Osservando questa schiera di “severe maestrine dalla penna rossa” che fanno a gara a scrivere il post più polemico, a stanare la collega che sbaglia o che non è stata abbastanza precisa o che ha scritto una banalità, a giudicarla perché sta avendo successo “ ma non se lo merita” mi viene davvero da riflettere.

In che tipo di direzione vogliamo andare?

Stiamo vivendo un momento storico importante, di grande cambiamento, in cui grazie alla tecnologia e ai potenti  e semplici mezzi di comunicazione disponibili, molte di noi, piccole imprenditrici e freelance, donne creative e ambiziose, abbiamo l’opportunità di divulgare pensieri, idee, parole e di creare quindi “cultura“.

Che tipo di leadership al femminile vogliamo costruire? Che modelli possiamo ispirare per il futuro che verrà?

Ho avuto la netta sensazione che l’argomento andasse ben sviscerato e ragionato perché in giro c’è una confusione abbastanza grande tra autenticità e criticare, tra condividere il proprio sapere ed essere stronze.

Lo hai notato anche tu?

Leggo sempre più spesso articoli nei blog o post su Facebook, video clip o discorsi a seminari e conferenze in cui esperte di vari settori, criticano con grande rudezza e qualche volta anche con grande veemenza le altre persone, siano esse colleghe o clienti,  in nome della schiettezza ed in difesa della loro competenza e professionalità.

sigourney_weaver_in_working_girl_-_h_2015

Sigourney Weaver nel film ” Working Girl”

E spesso le critiche vertono sulla presunta “ignoranza” dei propri interlocutori nei confronti di una determinata materia o argomento.
In nome dell’essere autentiche queste persone si sentono autorizzare a dire qualsiasi cosa vogliano e nella modalità che vogliono, noncuranti dell’impatto che avranno sugli altri.

Ci sono due cose che diventano importanti allora, da ricordare.

 

1) Autenticità non vuole dire essere stronze

Credo che la brutale schiettezza non possa essere presa con leggerezza e non debba essere confusa con l’autenticità.

Penso che spesso l’onestà a tutti i costi , il desiderio irrefrenabile di indottrinare qualcuno deridendolo, non sia altro che una forma di aggressività passiva, un meccanismo di difesa, una sorta di copertura per compiere un – piccolo o grande – abuso emotivo e spesso anche una scusa o una giustificazione per compiere, in modo indiretto, veri e propri attacchi personali.

Potremmo raccontarci che amiamo la nostra trasparenza ed è per questo che “dobbiamo proprio dire” al mondo quel che noi sappiamo o pensiamo; sembra invece che più della trasparenza, amiamo la critica e la stronzaggine. Perché?

Perché ci salva dall’essere dal sentirci vulnerabili e senza potere. Dopo 20 e passa anni di esperienza nel mondo del business, posso assicurarti che molte donne che sono così stronze, hanno sviluppato questa caratteristica solo ed esclusivamente per proteggere loro stesse e le loro fragilità!

E’ una forte tentazione quella di dire tutto quello che pensiamo nel nome dell’autenticità a qualcuno “per il suo bene” quando invece è molto spesso un atto di puro egoismo.

Fare sapere che si conosce qualcosa che gli altri non conoscono con uno spirito di condivisione è un conto.

Deridere gli altri e schernirli per la loro “ignoranza” nella nostra materia è un altro.

E quel che passa in questo caso non è tanto l’autenticità, quanto l’ insicurezza. Restare arroccate alle nostre certezze e piccole sicurezze è decisamente poco utile come atteggiamento.

  • Impariamo a mettere in discussione ogni singola verità che teniamo salda nella nostra mente in modo da poter affrontare il mondo e la vita attrezzate con quel genere di flessibilità che permette alle verità più corrette – e di livello superiore – di rivelarsi a noi.

 

2) L’ Autenticità è condivisione e non critica

Non esiste una formula magica per quando decidiamo di condividere con altri le nostre opinioni.

Il punto è semplice: dovremmo essere “sintonizzate” con le persone a cui ci rivolgiamo tanto quanto basta per comprendere come e se condividere con loro quel che sappiamo.

Se l’obiettivo è condividere, allora è condividere che conta 🙂

Se l’obiettivo di dire quel che penso o che so è fare in modo che chi ascolta lo comprenda, dovrei proprio smettere di focalizzarmi su di me e focalizzarmi su di lui o lei!

E domandarmi: “ A chi sto parlando”?

Quando si parla di autenticità infatti, dobbiamo comunque e sempre considerare la disponibilità a ricevere da parte dei nostri interlocutori.

  • Condividere la nostra esperienza/opinione arrecherà loro un beneficio oppure li scoraggerà?
  • Qual è la mia intenzione sincera nel dire quel che desidero dire?
  • E’ per il bene di chi mi ascolta, o solo per il mio ?
  • Se è necessario che io lo dica, è possibile farlo senza trattare le altre persone in modo da farle sentire a disagio o male?

Quando diciamo qualcosa a qualcuno con un’intenzione di vera condivisione, vero interesse e amore , il messaggio viene percepito completamente in modo differente di quando critichiamo con qualsiasi altra motivazione.

personal branding

Nel momento in cui giudichiamo qualcosa o qualcuno ci sentiamo nel giusto ci sentiamo superiori o buoni, ma qual è il rischio?

Quello di far sentire l’altra persona sbagliata, inferiore e cattiva e quindi di non farle arrivare il vero messaggio!

Dobbiamo allenarci ad essere più flessibili e morbidi nella nostra mente e nel nostro cuore e per farlo possiamo e dobbiamo sì avere opinioni chiare, ma dobbiamo puntare a comprendere ed essere compresi piuttosto che a criticare con cattiveria e deridere.

Vorrei che pensassi per un minuto a che tipo di mondo desideri creare sapendo che il mondo è sempre un riflesso di noi stesse. Vuoi un mondo violento? Se è così, sii pure brutalmente onesta e stronza. Vuoi un mondo pacifico e accogliente ? In tal caso, sii onesta con dolcezza e amore.

A mio parere, questo mondo è già tosto abbastanza e per come l’abbiamo impostato finora non favorisce certo la salute e il benessere delle persone. Credo sia  giunto il momento di sviluppare e coltivare un maggiore livello di sensibilità, empatia, amore e comprensione. Dobbiamo avere cura per i cuori degli altri, riconoscendo la quantità di influenza che abbiamo su di loro. Che le nostre parole siano importanti per gli altri è un dono prezioso.

Non sprechiamolo.

Fare Personal Branding e fare Business sono occasioni per creare un mondo migliore.  Usale con amore.

Tu cosa ne pensi?

Ti leggo volentieri nei commenti qui sotto, ci terrei tanto a sentire la tua opinione.

Espandere la tua attività: come farlo in modo semplice

Avviare un business e mantenere un buon volume di lavoro è di per sé un ottimo risultato!

Forse, ambisci però ad espandere la tua attività e creare ancora più lavoro ed abbondanza per te stessa, per la tua famiglia ed i tuoi collaboratori.

Espandere un’attività nel modo “tradizionale” – cioè, assumendo dipendenti ed investendo in campagne di marketing – richiede budget considerevoli.

Fortunatamente, esistono altri modi per espandere un business, anche quando le risorse a disposizione sono limitate. Ecco alcuni consigli che potrebbero esserti utili:

Assumi freelancer o personale part-time

Se hai avviato il tuo business, fino ad ora ti sei probabilmente occupata di tutte le attività in prima persona.

Quando però i clienti iniziano ad aumentare, fare tutto da doli diventa fisicamente impossibile!

Per riuscire ad espandere un’attività è essenziale imparare a delegare. Non risulta facile a tutti, però ti posso garantire che è un requisito imprescindibile.

Fai una lista delle attività che svolgi quotidianamente ed individua quelle in cui sei particolarmente bravo, ciò che dà realmente una spinta al tuo business.

Occupati personalmente di ciò che rende la tua attività diversa dalle altre, e delega tutto il resto.

Con un budget illimitato, potresti assumere dei dipendenti a tempo pieno (probabilmente, questo è comunque il tuo obiettivo nel lungo termine).

Nel breve termine, puoi in ogni caso supportare la crescita del business in altri modi:

  • Puoi delegare alcune attività a lavoratori freelance. 

Grazie al web ed al telelavoro, ora è possibile commissionare attività di qualunque tipo: dalla grafica alle funzioni amministrative, dalla manutenzione tecnica del tuo sito web al supporto clienti. Lavorare con collaboratori freelance offre grandissima flessibilità. L’unico contesto in cui non funziona è ovviamente quando è necessaria la presenza fisica di una persona – per esempio, se gestisci un bar o un negozio. Un aspetto importante da sottolineare è che le collaborazioni con freelancer non devono essere necessariamente occasionali; possono anche essere a lungo termine.

  • Puoi assumere dipendenti per collaborazioni e lavori occasionali. Questa modalità di lavoro è particolarmente utile se il tuo business richiede la presenza fisica del dipendente e/o se il volume di lavoro varia a seconda del periodo dell’anno.

Per esempio: molti negozi registrano maggior parte del fatturato annuale durante il periodo di Natale. Nelle due, tre settimane che precedono il 25 dicembre, forse hai bisogno di aiuto extra per continuare ad offrire un servizio di ottimo livello, evitando di perdere vendite. In questo caso, potresti assumere dei collaboratori sfruttando il sistema delle collaborazioni occasionali. Un’alternativa è il sistema dei buoni, che è però differente a livello giuridico. A questo proposito, ti invito a visitare la pagina dell’INPS dove trovi maggiori informazioni su queste modalità di lavoro, così che tu possa identificare quella più adatta alla tua attività.

  • Puoi assumere collaboratori part-time. Questa è l’opzione sicuramente più costosa, ma che offre anche maggiore stabilità nel lungo termine. Ti permetterà di fare training al dipendente e creare un vero e proprio rapporto di fiducia, che ti permetterà di delegare sempre più attività.

Crea una rete di rappresentanti / affiliati

Promuovere un prodotto richiede molto tempo, lavoro ed energie. Se hai un tuo business sicuramente lo sai già!

Una delle strategie più efficaci per far conoscere i tuoi prodotti è attraverso una rete di rappresentanti, chiamati anche “affiliati” per i business online.

Questi partner aiuteranno a spargere la voce senza che tu debba muovere un dito, in cambio di una commissione concordata.

Se scegli di usare questa strategia, dovrai però prestare molta attenzione a come selezioni i partner con cui collaborare.

Vuoi assicurarti che il tuo brand sia promosso nel modo giusto. Infatti, la cosa più importante è che le iniziative indipendenti dei partner non vadano a nuocere all’immagine della tua attività.

Diversifica la tua offerta e focalizzati sui clienti esistenti

È inevitabile che ogni nuovo cliente richieda un po’ del tuo tempo: se offri servizi, si tratta ovviamente del tempo necessario per fornire ciò che il cliente ha acquistato. Se vendi un

prodotto, potrebbe trattarsi delle semplici ma inevitabili attività di amministrazione.

Se vuoi espandere il tuo business limitando i costi e le risorse investite, poniti come obiettivo quello di creare un servizio o un prodotto che possa essere venduto molte volte, a fronte di un investimento di tempo e risorse contenuto (se adatti al tuo business, gli infoprodotti sono un’ottima tipologia di prodotto).

Un’altra cosa che puoi fare è focalizzare le tue attività di promozione sui clienti esistenti. Come ho scritto in passato in questa guida, vendere ad un cliente esistente è molto più facile ed economico che vendere ad un nuovo cliente.

Ti consiglio poi di diversificare l’offerta, creando prodotti correlati da offrire in up-selling e cross-selling.

Automatizza i processi

Più clienti significa più vendite, ma anche più amministrazione. Se vuoi espandere un’attività è importante che tu riesca a ridurre al minimo il tempo che investi in attività che potrebbero essere automatizzate.

Mi spiego meglio: invece di creare le fatture a mano su Excel, è una buona idea investire in un software per generarle automaticamente.

Invece di rispondere da zero a tutte le richieste dei clienti, potresti creare dei modelli di email da sfruttare alle varie situazioni (ovviamente adattandole dove necessario).

Se hai un negozio, un bar, un ristorante o qualunque attività che comporta il monitoraggio del magazzino, forse sei arrivata al punto in cui ti conviene investire in un software “gestionale”.

Puoi automatizzare anche le attività di promozione. Per esempio, se sei presente sui social, puoi programmare le condivisioni in anticipo con strumenti come BufferApp.

Altre opzioni per espandere il tuo business 

Se gestisci un’attività locale (un ristorante, un negozio, ecc.) potresti anche pensare di espanderti con un franchising.

In questo caso, parliamo di una strategia più complessa che comporta un certo lavoro organizzativo con il supporto di un commercialista, di un legale, eccetera.

Potrebbe però essere una buona soluzione per espandere la rete di punti vendita del tuo brand.

Se invece ti occupi della produzione dei tuoi prodotti, considera la possibilità di venderli all’ingrosso.

In questo caso, dovrai però stare molto attento ai margini e sempre assicurarti che il tuo brand non sia compromesso.

Siamo arrivati alla fine anche di questa guida; spero che questi consigli ti siano utili per espandere la tua attività e raggiungere i tuoi obiettivi. Ora mi interessa conoscere la tua opinione e la tua esperienza: gestisci già un business? Vorresti espanderlo ma ti mancano il tempo e/o le risorse? Ci sono secondo te altri modi efficaci per far crescere la tua attività? Parliamone nei commenti!

Come trovare i primi clienti: 5 strategie che funzionano

Hai scritto il business plan, studiato un’offerta irresistibile, creato un bel sito web, eppure i primi clienti tardano ad arrivare?

Per prima cosa, tranquillizzati. Ti posso assicurare che trovare i primi clienti è una delle sfide più grandi per una nuova attività.

E’ un vero e proprio scoglio da superare, però gli sforzi non saranno vani! Trovare i primi tre clienti ti permetterà di:

verificare la validità del tuo business ed il valore percepito del prodotto/servizio che stai offrendo,

confermare che il cliente ideale che hai identificato sia valido (e che esista quindi il target a cui ti stiamo rivolgendo),

creare i primi casi studio da usare per le tue attività di marketing e promozione,

ricevere feedback sulla tua offerta.

Trovare i primi clienti è quindi uno scoglio, ma anche un grande passo in avanti per il tuo business.

Se sei agli inizi, probabilmente devi tenere il budget sott’occhio.

La buona notizia è che ci sono alcune strategie molto semplici e praticamente gratuite per trovare i primi clienti. Non è necessario investire in costose ed elaborate campagne di marketing.

Attenzione: affinché queste strategie funzionino al meglio, è sempre e comunque consigliabile avere una pagina “Servizi” sul sito web; qualunque sia l’attività.

PRIMI CLIENTI copia

Strategia #1

Offri un numero limitato di prodotti/servizi gratuitamente così da poter creare dei casi studio da condividere online e offline.

I casi studio sono uno degli strumenti di vendita più potenti, perché forniscono al cliente un’opinione esterna sui tuoi prodotti/servizi.

Ovviamente è scontato dire che questi devono essere casi studio reali. Crearne di fittizi non è una buona idea perché il potenziale cliente molto probabilmente li riconoscerebbe e la tua reputazione sarebbe rovinata per sempre.

I casi studio e le referenze non sono utili solo all’inizio, anzi. Sono uno strumento indispensabile per tutti i business. A questo proposito, inserisco qui il link ad una guida che avevo scritto per C+B dove trovi un modello già pronto per richiedere una lettera di referenze.

Strategia #2

Sfrutta le piattaforme professionali ed i marketplace online

Sul web ci sono piattaforme professionali e marketplace adatti ai tipi di business più disparati, l’importante è scegliere quello giusto.

– Se offri servizi professionali e/o sei alla ricerca di contatti commerciali B2B crea un profilo LinkedIn e partecipa a gruppi di settore;

– Se sei un web designer, un copywriter, un grafico, un assistente virtuale, ecc. crea un profilo su Twago, Upwork e le altre piattaforme per freelancer. Qui potrai entrare in contatto con potenziali clienti a fronte di uno sforzo minimo. Spesso, queste piattaforme sono molto efficaci per trovare i primi clienti ed iniziare a costruire il portfolio.

– Se il tuo obiettivo è avviare un negozio online – o anche offline – crea una pagina su Etsy o Ebay. Questi marketplace possono dare grande visibilità ai tuoi prodotti, permettendoti di avere un’idea su come viene percepita la tua offerta.

Strategia #3

Trova potenziali clienti su Twitter

Se sei alla ricerca disperata di clienti, Twitter potrebbe essere la soluzione.

Spesso le attività di marketing più tradizionali – come le pubblicità a pagamento – non risultano efficaci perché vengono ignorate dalle persone.

Quello che può fare realmente la differenza è creare un contatto personale con i gli utenti.

Usando il campo di ricerca su Twitter trova gli utenti che fanno una domanda o parlano di un specifico problema, dubbio, prodotto o servizio (gli hashtag # sono molto utili).

Partecipando alla conversazione potrai far conoscere la tua attività ed interagire direttamente con dei potenziali clienti.

Attenzione però ad usare questa strategia con moderazione, evita di fare spam!

Strategia #4

Lavora sulle tue email commerciali

Se offri servizi professionali o ti rivolgi alle aziende, probabilmente dovrai far conoscere i tuoi servizi attraverso telefonate ed email.

Evita però di mandare comunicazioni “copia/incolla”. Le attività commerciali sono abituate a ricevere decine di messaggi ogni giorno; è quindi importante sapersi distinguere.

Ecco alcuni consigli generali per far sì che le tue email vengano lette, invece che cestinate:

Personalizza il testo il più possibile. Partire da un modello va bene, però assicurati di riadattarlo includendo informazioni specifiche per il business che stai contattando.

Scrivi un testo breve e scorrevole da leggere. Nessuno ha il tempo di leggere un’email lunga più di 3-4 paragrafi.

Descrivi il beneficio per il cliente. Non sprecare testo nel descrivere i mille pregi della tua attività; piuttosto, assicurati di far capire al potenziale cliente perché dovrebbe lavorare proprio con te.

Indirizza le email ad una persona specifica. Fai un po’ di lavoro a priori e per ogni business che contatti cerca il nome del titolare o del direttore. Questo limiterà in modo significativo la possibilità che la tua email venga cestinata dalla segretaria.

Strategia #5

Lavora con la concorrenza

Ti sembra una pazzia? Pensaci due volte… Quando avvii la tua attività collaborare con la concorrenza potrebbe essere la via per trovare i primi clienti.

Se operi in un settore dove c’è molta domanda, è possibile che i concorrenti vogliano introdurti dei clienti che non hanno il tempo di a seguire, oppure servirsi di alcuni dei tuoi servizi direttamente.

Probabilmente le attività concorrenti vorranno ricevere una commissione in cambio dei contatti, però questo è un ottimo modo per fare esperienza, trovare i primi clienti ed iniziare a costruire il portfolio.

Se pensi di poter trarre benefici dalla collaborazione con altre attività, ti consiglio di leggere anche la guida sui vantaggi del marketing locale.

Siamo arrivati quasi alla fine di questa guida, abbiamo visto 5 strategie eppure non c’è ancora menzione di blog, strategie di content marketing e social. Forse ti starai chiedendo “Ma come Vale, tutte le strategie che ci hai insegnato nelle guide precedenti non servono più?”. Assolutamente no, eccome se funzionano!

Il content marketing è senza dubbio una delle strategie per promuovere e far crescere il tuo business business più efficaci. Il motivo per cui non l’ho inclusa è perché ottenere risultati con il content marketing richiede un po’ più tempo rispetto alle strategie illustrate in questa guida. Spesso, per questioini di budget trovare i primi clienti diventa un’urgenza. In questo post ho quindi approfondito le tecniche che permettono di vedere risultati in tempi abbastanza brevi.

 

Ora siamo arrivate alla fine. Spero che questo post ti sia piaciuto e che ti abbia dato ispirazione ed idee utili per trovare i primi clienti. Non ti resta che implementarle e condividere domande o commenti qui sotto.

Come al solito, ti invito a condividere questa guida anche sui social e con tutte le persone che pensi possano trarne beneficio. 

A presto!